Grazie al Mondiale di Russia 2018 abbiamo assistito ad un cambiamento epocale che riguarda l’Uruguay, in particolare i centrocampisti uruguagi. Negli ultimi anni le varie mediane della Celeste che hanno partecipato a competizioni internazionali sono sempre state composte da giocatori più di quantità che di qualità.

Pensiamo ai vari Diego Peréz (storico leader), Walter Gargano, Arévalo Rios e chi più ne ha più ne metta. Il prototipo del centrocampista uruguagio era un recuperatore di palloni, un vero e proprio mastino, con tanto lavoro da fare in fase di non possesso e poco più. Al mondiale russo, però, è arrivata la definitiva consacrazione della nuova scuola di pensiero uruguagia che si è formata negli ultimi anni: ecco a voi i Charrúa 2.0.

Uno degli esponenti principali di questa nuova corrente di pensiero è sicuramente Rodrigo ‘Lolo’ Bentancur, anzi, ne è proprio il caposcuola. Oltre al centrocampista della Juventus si sono affermati su alti livelli anche l’ex centrocampista della Sampdoria Lucas Torreira e Nahitan Nández, mezz’ala di gran talento in forza al Boca Juniors. A questi 3 ragazzi in futuro si aggiungerà sicuramente il classe ’98 Fede Valverde, di proprietà del Real Madrid, che ai Mondiali non è stato convocato ma avrà occasione di rifarsi. Insomma l’Uruguay non è messo male in mezzo al campo per i prossimi anni. Ma noi vogliamo concentrarci su un elemento in particolare, cioè il Lolo Bentancur.

DALL’AFFARE TEVEZ ALLA CHAMPIONS

Nell’ultimo anno abbiamo conosciuto meglio questo ragazzo classe ’97 di Nueva Helvecia (terra uruguagia colonizzata nel passato dagli svizzeri), ma in molti non si sono resi conto del suo effettivo potenziale.

Dopo essere sbarcato a Torino via Boca Juniors (rientrava nell’affare riguardante Carlos Tevez) Bentancur ha subito dimostrato di avere una personalità fuori dalla norma. Allegri ha puntato su di lui fin dall’inizio, facendolo esordire da titolare addirittura al Camp Nou contro il Barcellona alla prima di Champions. Dopo le prime partite (e i primi sprazzi di talento cristallino) il mister bianconero ha regolarizzato il suo impiego anche con qualche panchina. Alla fine dell’anno le presenze di Bentancur sono state 20, una cifra diciamo rispettabile per un ragazzo che proveniva da un altro tipo di fútbol (quello argentino) e che doveva adattarsi ad uno dei campionati più difficili al mondo.

Dopo la prima stagione europea arriva anche la chiamata, tanto attesa, di Tabarez per il Mondiale di Russia 2018.

L’ESORDIO AL MONDIALE

Bentancur ha disputato un ottimo Mondiale e nonostante l’uscita ai quarti di finale contro la Francia può ritenersi soddisfatto delle sue prestazioni in maglia Celeste. Tabarez ha deciso di affidare le chiavi del centrocampo a lui e a Torreira e non ha sbagliato. Il modulo dell’Uruguay è stato un 4-4-2 nelle prime due partite del girone contro Egitto e Arabia Saudita, con Bentancur centrocampista centrale insieme a Vecino. Poi il Maestro ha apportato alcune modifiche ed è approdato ad un 4-3-1-2 con Torreira vertice basso del rombo di centrocampo, Vecino e Nández come interni e Bentancur come vertice alto. Grazie a questa modifica l’Uruguay ha corretto la gestione della palla in fase di impostazione con l’inserimento di Torreira, e a Bentancur è stata concessa più libertà.

Nella prima partita contro l’Egitto, vinta per 1 a 0 dalla Celeste, Bentancur ha registrato dei numeri pazzeschi: ha toccato il pallone 104 volte (più di tutti), ha completato 87 passaggi (più di tutti) con il 93% di successo, ha effettuato 9 recuperi e ha vinto il 100% dei duelli aerei (dati Opta). Un esordio al mondiale così, a 20 anni, non è da tutti. Anche nella seconda partita contro l’Arabia è stato il giocatore che in campo ha giocato più palloni ed effettuato più passaggi. Poi è stato decisivo agli ottavi di finale contro il Portogallo, quando ha servito questo assist per il 2 a 1 di Cavani.

L’Uruguay è uscito ai quarti contro la Francia in una partita molto bloccata tatticamente, con la Celeste che ha dovuto fare i conti con l’assenza del suo uomo chiave, cioè Cavani. Il match è stato sbloccato da una palla inattiva e il fallo che ha portato alla punizione è stato proprio di Bentancur, e qui è necessario sottolineare proprio un aspetto su cui deve migliorare.

Bentancur quando ha la palla tra i piedi è veramente piacevole da vedere: non fa roba fuori dall’ordinario, ma esegue tante piccole cose utili per la squadra. Riesce ad andare in conduzione con la palla per saltare il pressing avversario, sa quando rallentare il ritmo o quando c’è bisogno di accelerare, oppure riesce a trovare delle verticalizzazioni perfette. Il suo atteggiamento in fase di non possesso invece è da migliorare. Nonostante la sua altezza (187 cm) non sempre riesce a vincere i duelli aerei con gli avversari del suo pari e anche quando va in contrasto risulta spesso poco efficace. Il recupero del pallone, invece, è un fondamentale che gli riesce piuttosto bene.

DUTTILE

Attualmente è difficile assegnare un ruolo preciso a Bentancur, proprio perché- e ci colleghiamo al discorso di prima- in mezzo al campo dimostra sempre di essere a suo agio, in qualsiasi posizione. All’inizio, al Boca, i tifosi volevano che giocasse trequartista perché il tocco di palla del Lolo gli ricordava quello di Riquelme, non uno qualsiasi da quelle parti. Lui invece ha sempre affermato di voler giocare qualche metro più indietro, Schelotto gli ha assegnato prima la posizione di double pivote insieme a Fernando Gago e poi lo ha impiegato anche come mezz’ala. Alla Juve con Allegri ha giocato sia come mezz’ala che come volante, davanti alla difesa. Tabarez al mondiale ha aumentato il suo raggio d’azione facendolo giocare come diez, proprio come volevano quei tifosi xeneizes all’inizio della sua carriera.

Per adesso l’importanza di ancorarlo ad un ruolo preciso del centrocampo è irrilevante, anche perché andiamo sempre più avanti verso un calcio fatto di mobilità continua e di posizioni intercambiabili. Sicuramente come mezz’ala si sente più a suo agio, ma se migliora in fase di non possesso può diventare un volante completo. Difficile invece vederlo ‘alla Riquelme’, ma in futuro non si sa mai.

Una cosa, però, è certa: la Juventus ha in casa un vero e proprio diamante grezzo, che deve essere solamente lavorato, con un po’ di pazienza. Si chiama Rodrigo Bentancur, ed è già candidato a diventare uno dei più forti centrocampisti del panorama internazionale dei prossimi anni.