Nel variegato universo calcistico del ventunesimo secolo possiamo distinguere due categorie di allenatori, così da classificarli in modo preciso per il lavoro che svolgono: sono i bottom-up e i top-down. I bottom-up sono quegli allenatori che modellano le idee di gioco solo dopo aver valutato le caratteristiche dei giocatori migliori, cioè guardano prima il materiale e poi pensano al resto, partendo quindi dal basso. I top-down, invece, sono degli allenatori che hanno dei principi di gioco ben definiti, cioè le loro idee sono imprescindibili, e sono i giocatori che in questo caso si devono adeguare.

Abbiamo selezionato 5 nomi interessanti di allenatori top-down da seguire nella prossima stagione, proprio per capire cosa porteranno nei loro nuovi club e quali risultati potrebbero arrivare. Alcuni di loro sono dei veri e propri ‘guru’ della panchina, mentre altri arrivano da esperienze che non si sono concluse nel migliore dei modi e cercano un rilancio.

MAURIZIO SARRI 

Iniziamo con un nome forte, cioè quello di Sarri, che ha deciso di accettare l’offerta del Chelsea e di trasferirsi in Premier League. Il tecnico toscano, dopo aver creato addirittura una propria filosofia di gioco, il sarrismo, è pronto per affermarsi anche in Inghilterra.

Il modulo di riferimento per Sarri a Napoli è sempre stato un 4-3-3, formato dai soliti 11 giocatori con qualche riserva di lusso. Ripartirà sicuramente da lì, da questo suo punto fermo, e l’acquisto di Jorginho ne è la conferma. Il calcio fatto da triangolazioni veloci e verticalizzazioni improvvise potrebbe sposarsi a meraviglia con le caratteristiche della Premier League, il campionato iper-veloce per eccellenza.

L’allenatore dovrà rivedere comunque il suo possesso palla conservativo, proprio perché i ritmi del campionato inglese sono molto più alti rispetto a quelli del campionato italiano e i giocatori potrebbero andare in difficoltà nella gestione prolungata del pallone.

Un altro aspetto su cui dovrà lavorare molto il tecnico ex-Napoli sarà quello riguardante la linea difensiva: i movimenti della difesa (rigorosamente a zona) non sono semplici da assimilare nel breve periodo, per questo, almeno all’inizio, il Chelsea potrebbe avere grosse difficoltà per quanto riguarda la fase difensiva.

Detto questo, se dovesse puntare un euro allora dovrebbe essere puntato proprio su Sarri, con la convinzione che porterà la sua filosofia di gioco anche in Inghilterra, sperando possa raccogliere anche qualche titolo, così da mettere a tacere i suoi detrattori.

MARCELO BIELSA

El Loco, è questo il suo apodo calcistico che lo ha contraddistinto da sempre. Marcelo Bielsa o lo ami o lo odi, non ci sono vie di mezzo, un po’ come quello che vuole lui dai suoi giocatori. Ritmi sempre altissimi, scambi di posizione e movimenti continui, aggressione alta per la riconquista del pallone, calcio offensivo e difesa rigorosamente a 3. Era tutto fatto due estati fa per il suo sbarco in Italia, alla Lazio, poi ci furono delle controversie con la società e Bielsa decise di rifiutare la panchina dopo aver già firmato il contratto.

Bielsa è stato – lo è tutt’ora – uno degli allenatori più influenti della storia del calcio e in molti hanno deciso di partire dalle sue idee e dai suoi metodi di lavoro per iniziare il proprio percorso, basta un nome su tutti: Pep Guardiola.

“Per me Marcelo Bielsa è il miglior allenatore del mondo. Non importa se non ha vinto titoli, quel che conta è l’influenza che ha sui suoi giocatori, io ho una grande ammirazione nei suoi confronti per come riesce a migliorare gli elementi a sua disposizione e inoltre non ho mai conosciuto un giocatore che parli male di Bielsa. Ogni volta che ho avuto l’opportunità di parlare con lui mi ha sempre dato consigli importanti .”

Ma arriviamo al punto nevralgico del nostro approfondimento, perché seguire Marcelo Bielsa nella sua nuova esperienza al Leeds? Innanzitutto perché si confronterà con una realtà totalmente nuova, la Championship, e l’impatto non sarà dei più semplici.

Per assimilare i principi di gioco del Loco serve molto tempo, quello che spesso non gli è stato concesso, ma Bielsa cercherà fin da subito di dominare la serie B inglese.

Il suo 3-3-1-3 sarà imprescindibile e vedere una squadra del tecnico di Rosario che lavora esattamente come vuole lui non è solo divertente, è appassionante e coinvolgente. Il materiale a sua disposizione non sarà di prima classe, cosa che non gli è praticamente mai capitata, e quindi potrà lavorare a 360 gradi su ogni elemento della rosa, modellandolo a proprio piacimento.

Al Lille ha fallito, ma in un’altra città francese, Marsiglia, poco tempo prima aveva creato una squadra incredibile che fece faticare molto il PSG per la vittoria del campionato.

Se qualcuno vuole vedere qualcosa di nuovo, di particolare, il primo nome da seguire è sempre quello di Marcelo Bielsa, un vero e proprio maestro della panchina.

THOMAS TUCHEL

Thomas Tuchel sbarca sotto la tour Eiffel ed è assolutamente pronto a guidare il PSG, uno dei club più importanti al mondo che vuole affermarsi anche in Champions, arrivando alla tanto agognata coppa dalle grandi orecchie. Il tecnico tedesco non ha un modulo di riferimento e a Dortmund ha utilizzato diverse opzioni per il posizionamento in campo dei suoi e per l’uscita della palla dal basso, fondamentale però nei suoi principi di gioco.

Tuchel predilige il gioco di posizione, che è caratterizzato da un controllo ossessionato degli spazi centrali del campo, i cosiddetti “spazi di mezzo” (halfspaces in inglese), che sono delle zone più pericolose dove effettuare il proprio gioco e imporre il proprio dominio. La manovra ha una parola d’ordine: fluidità. Tocchi di prima, ribaltamenti sul lato debole dell’avversario e geometrie essenziali. A Dortmund il suo Borussia ha incantato, tanto che il gioco espresso dai gialloneri fu ribattezzato Tiki-Tuchel, ma non ha raccolto i frutti desiderati, tranne una misera Coppa di Germania.

Nella prima partita contro il Bayern Monaco nella ICC il PSG si è posizionato a 3 dietro, dando quindi un importante indizio su come Tuchel intenda schierare la linea difensiva. Come play arretrato potrebbe essere utilizzato Thiago Silva, ma sono ancora solamente delle suggestioni.

E allora sarà veramente interessante seguire Tuchel al PSG, visto che si dovrà confrontare anche con campioni del calibro di Neymar, Mbappé, Cavani e lo stesso Thiago Silva, che dovranno assolutamente ascoltare il proprio tecnico, altrimenti non avranno una facile convivenza.

EDUARDO BERIZZO

Il quarto nome da seguire è sicuramente il meno conosciuto, ma EduardoTotoBerizzo è un allenatore vero e nella sua esperienza di 3 anni al Celta Vigo ha fatto vedere cose davvero interessanti dove ha raggiunto anche una semifinale di Europa League.

Dopo il triennio in Galizia lo scorso anno è arrivata la grande chiamata, quella del Siviglia, che doveva ripartire dopo la stagione intensa vissuta con Sampaoli.

El Toto Berizzo a Novembre, dopo la spettacolare rimonta in Champions contro il Liverpool da 0-3 a 3-3, comunica alla squadra di avere un cancro alla prostata ed è costretto ad allontanarsi dalla panchina. Dopo essersi curato ritorna, ma viene esonerato nel giro di qualche partita, pur essendo al quinto posto in Liga e agli ottavi di Champions. Insomma Berizzo non ha vissuto sicuramente un’annata semplice e non ha neanche potuto lavorare con serenità sulla panchina del Siviglia.

Allora ha deciso di accettare la corte del Bilbao, una squadra che deve ripartire e soprattutto ritrovare quel concetto di identità che la contraddistingue da sempre. Eduardo Berizzo fa parte della scuola degli allenatori argentini influenzati dalla filosofia di gioco di Marcelo Biella – gli altri sono Pochettino, Sampaoli, Martino, Gallardo, tutti comunque con sfumature diverse.

El Toto predilige una linea difensiva a 4, e il posizionamento in campo dei suoi varia spesso tra 4-2-3-1 e 4-3-3. L’uscita pulita della palla da dietro è fondamentale e deve essere subito indirizzata verso gli esterni, che spesso cercano delle triangolazioni con gli interni. A volte Berizzo ha anche utilizzato la difesa a 3, segno di come l’allenatore argentino riesca anche a variare l’assetto predefinito dei suoi, in questo è molto ‘europeista’.

L’ultimo argentino che si è seduto sulla panchina del Bilbao è stato un certo Marcelo Bielsa, suo maestro, che al primo anno riuscì ad arrivare in finale sia di Copa del Rey che di Europa League, perdendole però entrambe contro Barcellona e Atletico Madrid.

Adesso Berizzo, dopo la controversa e sfortunata parentesi sevillista è pronto a ripartire proprio dall’Athletic Bilbao, se non sono segni del destino questi.

UNAI EMERY 

Prima della non felicissima parentesi al PSG Unai Emery veniva considerato come uno dei tecnici più brillanti d’Europa e a Siviglia è riuscito anche a raggiungere dei risultati clamorosi come le 3 Europa League consecutive.

Il tecnico spagnolo nel suo biennio al PSG ha vinto soltanto in Francia, mentre non è riuscito ad affermarsi in Champions – due eliminazioni consecutive agli ottavi contro Barcellona e Real. Anche il suo rapporto non idilliaco con alcuni giocatori chiave dello spogliatoio (Neymar su tutti) ha portato la società dello sceicco Al-Khelaifi alla decisione di esonerare il tecnico ex-Siviglia.

Emery riparte dall’Arsenal ed ha un ruolo fondamentale: è il primo allenatore a sedersi sulla panchina dei Gunners dopo un certo Arsène Wenger.

Unai ha già iniziato la sua rivoluzione, partendo dal mercato: ha acquistato Torreira, centrocampista in grado di svolgere i panni del regista alla perfezione, un portiere bravo con i piedi, e non solo, come Leno, e due difensori molto esperti come Sokratis e Lichsteiner. L’Arsenal infatti, negli ultimi anni, ha avuto sempre delle lacune difensive clamorose e gli acquisti sopracitati saranno fondamentali per la nuova difesa dei Gunners.

L’allenatore spagnolo avrà anche l’arduo compito di far convivere Aubameyang e Lacazette, due attaccanti fenomenali che hanno sempre agito come punta unica.

Dalle prime amichevoli arrivano segnali importanti su questo fronte: il modulo di riferimento è un 4-3-3 con Aubameyang largo a sinistra, pronto per convergere verso il centro e calciare con il piede forte, e Lacazette utilizzato come terminale offensivo.

Sarebbe un’evoluzione clamorosa per l’ex-Dortmund, visto che in passato ha giocato al massimo come ala destra. Quando, invece, l’azione si sviluppa sulla destra, con Ozil utilizzato come ‘falso esterno’, il numero dieci tedesco potrebbe andare ad occupare il ruolo di trequartista, dietro proprio alla coppia Aubameyang-Lacazette. Sono tutti esperimenti per adesso, ma qualcosa già si muove.

Emery proverà a replicare il calcio espresso a Siviglia, caratterizzato da un gioco offensivo spettacolare e una fase difensiva impostata sulla riconquista immediata della palla, e potrebbe anche far vedere qualcosa di nuovo. Una cosa è certa: Unai Emery rivoluzionerà l’Arsenal, anzi ha già iniziato.