Il termine “certezza” non è sicuramente la parola chiave per descrivere le nuove stagioni inglesi di Mourinho all’ombra della Beetham Tower, il nono grattacielo più alto del Regno Unito, situato a Manchester. E ciò suscita parecchio rumore se si pensa al felice rapporto fra lo Special One e la garanzia di successi, che ha galvanizzato negli anni una delle carriere sportive più vincenti della sezione “allenatori”. Eppure Mourinho è arrivato al suo famoso terzo anno con un palmares non certo invidiabile: una Coppa di Lega, una Europa League e un Community Shield.  Non il massimo per uno che in carriera ha vinto due Champions League e venticinque trofei in totale.

Voci interne allo United dicono che Mourinho ha rotto con lo spogliatoio: verità o illazioni ?

L’alba del terzo anno di Mou a Manchester si sta scontrando con dei problemi singolari in quello che l’allenatore portoghese ha sempre cercato di chiarire fin da subito, ovvero la costruzione della rosa. Perchè il Manchester United ha sì un gran portafogli e una capacità economica di indiscutibile copiosità ma è pure vero che, in qualche modo, i club britannici sembrano aver preferito accantonare le solite spese ingenti in favore di una oscura parsimonia. E i Red Devils non sono stati da meno, con una campagna acquisti alquanto deficitaria che ha visto recapitare all’Old Trafford i soli cartellini di Fred e Dalot.

CALCIOMERCATO

Pogba si, Pogba no, alla fine manca poco. Se il giocatore più pagato della storia del Manchester United è veramente in procinto di andarsene sarà una verità che emergerà in breve tempo visto che in Inghilterra il mercato chiude il 9 di agosto. È proprio per una deadline così incalzante che Mou spera di avere in fretta qualche nome in più per il suo roster. Perché gli unici due acquisti sono validi e ampiamente benedetti dal manager lusitano, che nonostante ciò, vuole almeno un giocatore in più per poter essere allo stesso livello delle altre grandi del calcio inglese.

“Vorrei avere più di due acquisti dalla sessione estiva di calciomercato, e penso che non ne avrò soltanto due: ne dovrebbe arrivare un altro ancora. Io comunque ho consegnato una lista alla dirigenza con cinque giocatori che mi interessano e spero che tra questi me ne prendano almeno uno. Al di là di tutto, continueremo a lottare, lavorare e credere in ciò che abbiamo a disposizione”

Insomma, tutto tranne che un bagno di felicità. L’acquisto più costoso, ovvero il mediano Fred, è stata una bella mossa della dirigenza inglese che ha strappato il giocatore ai rivali cittadini del Manchester City. Diverso è il discorso riguardante Dalot, che per ventidue milioni ha cambiato maglia dopo sole otto presenze nella Liga Nos; il terzino è un enfante prodige del calcio portoghese (classe 1999) ma nonostante se ne parli un gran bene non tutti in Inghilterra hanno applaudito il Manchester per tale esborso.

Il nuovo acquisto del Manchester United, Diogo Dalot. Con Darmian in partenza il laterale difensivo portoghese è pronto al grande salto in Premier League.

Mou calza per avere qualcuno di nuovo soprattutto in difesa, dove nello scorso campionato, i vari partner che hanno spalleggiato il più promettente fra i centrali Bailly non hanno mai convinto a pieno lo Special One. Così, dopo che nella scorsa stagione i Red Devils avevano fatto follie per Lindelof, ecco che il colpo grosso potrebbe essere Jerome Boateng del Bayern Monaco. Ed effettivamente è l’unica cosa che serve realmente a questo Manchester United, la cui porta è blindata da uno dei migliori portieri del mondo (David De Gea, lungi dalle prime uscite al Mondiale) e soprattutto è completa di ogni tipo di riferimento offensivo in attacco. Dallo strapotere fisico di Lukaku all’imprevedibilità di Rashford, dalla tecnica di Lingard alla velocità di Alexis Sanchez, non dimenticando il talento singhiozzante di Martial, che in tempi di calciomercato sembra essere uno dei più gettonati tra i taccuini dei grandi club d’Europa. Di fatto, con un tuttofare come Fred e un maturo Pogba, ecco che il Manchester United è pronto alla grande caccia al Manchester City di Guardiola, pur ammettendo che oltre a un difensore mancherebbe pure qualcuno che possa sostituire Lukaku, un gregario di sostanza che possa dare una mano a un roster impegnato su quattro competizioni.

ASPETTATIVE

Da un paio di stagioni – quindi dall’era di Mourinho – l’imperativo categorico all’Old Trafford è ovviamente quello di vincere il campionato, che a Manchester manca dalla stagione 2012-2013. Le rivali non mancano e come tutti gli anni potrebbe esserci una nuova outsider a infilarsi scomodamente nei percorsi delle big six del campionato inglese.

L’ultimo allenatore a vincere la Premier League con il Manchester United è stato Sir Alex Ferguson.

Le prestazioni dei Red Devils nella ICC Cup (due vittorie e due sconfitte) hanno marcato i tratti di una quadra abbastanza in forma e con buone idee ma che, come spesso accade in questi casi, ha ancora delle lacune su cui lavorare. Va concesso a Mourinho che le partite di questa competizione sono sempre da prendere con le pinze per l’appiattimento del tasso tecnico – moltissimi i giovani in campo e tante le riserve testate – eppure i risultati sono arrivati contro avversari di valore. Prima la vittoria ai rigori contro un buon Milan, poi il successo per 2-1 contro il Real Madrid e in mezzo una brutta sconfitta (1-4) contro il Liverpool del nuovo nemico Klopp. Proprio secondo Mourinho l’allenatore tedesco ha tutte le carte in regola per essere eletto campione d’Inghilterra considerando sia il potenziale tecnico della squadra che le grandi spese che hanno portato ad Anfield il portiere e il difensore più pagati al mondo. Nell’ultima uscita nella ICC Cup, gli inglesi sono stati sconfitti pure dal Bayern Monaco di Kovac per 1-0.

Ciò nonostante il carattere del tecnico del Manchester United ha alimentato una presunta crisi con la dirigenza del club che ha un po’ scosso l’ambiente a una settimana dall’inizio della Premier, che vedrà i Red Devils di scena in casa contro il Leicester di Claude Puel. Le parole del tecnico portoghese in conferenza stampa sono state un mantice sulla delusione per i mancati successi della scorsa stagione, dove oltre a essere eliminati dalla Champions League dal Siviglia di Montella, ci sono stati un meritato secondo posto in campionato (troppo ampia la distanza con il City), una sconfitta in finale di Supercoppa Europea (contro il Real Madrid), un’altra in finale di FA Cup (contro il Chelsea) e un’eliminazione ai quarti di Coppa di Lega per mano di un club di seconda divisione (il Bristol City).

Insomma, Mou ha nuovamente il potenziale per fare il fuoco nel campionato più competitivo e avvincente del mondo anche se la pre season del Manchester United 2018/2019 sembra essere iniziata con non pochi problemi.