A un giorno dalla chiusura del calciomercato inglese, l’asse Madrid-Londra regala uno scambio da capogiro. Thibaut Courtois vola alla corte di Lopetegui, Kovacic saluta e raggiunge Sarri al Chelsea. L’affare si è concluso sulla base di un prestito per una stagione del croato e 40 milioni nelle casse dei Blues per il portiere belga.

Sarri ottiene così l’ultimo tassello mancante per completare un centrocampo che unisce alla visione di gioco di Jorginho e all’instancabile energia di Kantè, la dinamicità e la freschezza nelle giocate del gioiellino ex Inter.

L’EREDE DI MODRIC

Kovacic cresce calcisticamente nella squadra che ha forgiato i migliori giocatori croati: la Dinamo Zagabria. Il suo esordio con la squadra della capitale è datato 20 novembre 2010. Nel match contro il Hrvatski Dragovoljac, Mateo segna il goal del 4-0 e diventa il più giovane debuttante e marcatore della storia della massima serie croata.

Fin dalle prime partite, Kovacic mostra un importante repertorio tecnico nel ruolo di trequartista e da mezz’ala: 11 assist nelle 43 partite giocate a Zagabria evidenziano la bravura del classe ’94 nell’innescare i compagni, smarcandosi abilmente e supportando la manovra offensiva con inserimenti difficili da leggere per i difensori.

Il 14 settembre 2011 è la data di svolta per la sua carriera: l’allenatore Jurcic lo fa esordire all’età di 17 anni in Champions League contro il Real Madrid. I croati perdono 1 a 0 ma Kovacic impressiona per carisma e doti tecniche, tanto da essere paragonato al suo idolo Luka Modric.

LUCI ED OMBRE

L’interesse dei maggiori top club europei si fa sempre più forte ma la più veloce ad agire è l’Inter, che lo acquista per 11 milioni più 4 di bonus il 31 gennaio 2013. In Italia, Kovacic è accolto da Mazzarri, tecnico dei nerazzurri che decide fin da subito di affidare a questo giovane talento, le chiavi del centrocampo.

Il croato evidenzia, però, una grande difficoltà nell’ambientarsi al campionato italiano. Il tecnico ex Napoli lo schiera continuamente in diversi ruoli e il rendimento ne risente: le prestazioni diventano sempre più incostanti e la qualità delle giocate inizia a scemare.

La personalità che mostra decidendo di indossare la maglia numero 10 sin dal suo arrivo, si riflette solo in parte in campo: Kovacic rischia la giocata ma la pressione a cui è esposto, lo conduce spesso all’errore. Cosi la prima stagione si chiude fra molte ombre e poche ma comunque splendide luci, a evidenziare l’indiscutibile valore del giocatore.

SOGNO REAL

La seconda stagione in nerazzurro mostra un Kovacic sicuramente più maturo. Il croato inizia ad affermarsi sempre più nel ruolo di mezz’ala, dove sembra tornare a mostrare quegli sprazzi di grande calcio che aveva offerto all’Europa ai tempi della Dinamo Zagabria.

Liberato dai compiti difensivi, Mateo torna a incantare con giocate da baby fenomeno: dribbling, assist e soprattutto i tiri da fuori area diventano il suo marchio di fabbrica. Il croato chiude la stagione con 8 goal e 5 assist e convince i vertici di Madrid a fare un importante investimento per lui: 31 milioni più bonus la cifra con cui si accordano le due società.

Kovacic realizza il suo sogno di poter giocare con il maestro Modric, idolo di tutti i bambini croati. In Spagna vive però tre anni molto complicati: in campionato, Mateo gioca 73 partite, di cui 36 da subentrante. Il poco spazio dovuto all’abbondanza di campioni in quel di Madrid sembra confinare nel dimenticatoio un talento di belle speranze che però riesce a sfruttare le poche occasioni per mettersi in mostra.

Con Zidane, il croato viene impiegato maggiormente nel ruolo di mezz’ala e di mediano, come prima riserva di Modric. In quel ruolo, però, Kovacic ha evidenziato spesso le sue lacune difensive, ritrovandosi in una posizione che lo teneva troppo lontano dalla porta. Le prestazioni migliori le ha offerte, invece, da vice-Isco: dietro le punte, CR7 e Benzema, l’ex Inter ha mostrato giocate importanti, senza però essere mai concreto in zona goal o assist.

Il poco impiego e la voglia di rilanciarsi hanno portato il giocatore allo scontro con il club: dopo il mondiale, infatti, Kovacic ha dichiarato di non voler tornare ad allenarsi con i suoi compagni del Real, costringendo Florentino Perez a chiudere con un’altra squadra.

L’ITALIA NEL DESTINO

Cosi nasce l’idea dell’affare Real-Chelsea: una stagione in Premier League da protagonista nelle mani del maestro Sarri, per ritrovare quel baby campione che con sfrontatezza affrontava gli alieni del Real. Ieri l’ufficializzazione del trasferimento e oggi le prime parole da nuovo giocatore dei Blues.

“Sono davvero molto felice ed emozionato di essere qui. Darò tutto me stesso per questo club. Non vedo l’ora di iniziare l’avventura in questo nuovo campionato. Sono certo che l’allenatore e i compagni di squadra mi daranno una grossa mano”.

Il suo acquisto desta molta curiosità per il possibile inserimento negli schemi tattici di Sarri e in un campionato cosi difficile come la Premier. L’ex tecnico del Napoli, affiancandolo a Kantè e Jorginho, potrebbe vedere in lui un possibile “nuovo Hamsik”: il croato tornerebbe a ricoprire quel ruolo che nella seconda stagione a Milano lo aveva fatto crescere molto. Lasciarlo libero di svariare sul fronte offensivo potrebbe essere un’arma in più da sfruttare per creare spazi in cui innescare Hazard e Willian o per supportare la punta quando le fasce vengono bloccate.

Se Sarri dovesse riuscire a forgiare un giocatore come Kovacic, nel pieno della sua maturità calcistica, potrebbe completare un processo di crescita interrotto qualche anno fa e regalarsi un campione. Lo svantaggio di non aver inserito nessuna possibilità di riscatto potrebbe rivelarsi un enorme regalo al Real Madrid, che fra un anno potrebbe ritrovarsi in casa l’erede di Modric o, comunque, una ricca plusvalenza.