Noi di Numero Diez abbiamo scambiato due chiacchiere con Roberto Scarnecchia, ex giocatore tra le altre della Roma. Proprio dei giallorossi abbiamo parlato, della squadra costruita da Monchi, delle dolorose cessioni e delle ambizioni della squadra di Eusebio Di Francesco per l’annata che verrà.

Intorno alla Roma c’è più di una perplessità, anche in confronto al mercato di altre squadre, soprattutto le milanesi. Lei cosa ne pensa del lavoro di Monchi?

Mi dispiace moltissimo sentire che c’è qualche perplessità dopo un lavoro del genere. Il problema a Roma è sempre lo stesso. Dopo aver preso 9 giocatori di qualità non ci può essere delusione intorno alla campagna acquisti. Oltre ai nuovi arrivati, non bisogna dimenticare che la Roma potrà contare su due giocatori praticamente nuovi, visto che lo scorso anno Schick e Karsdorp sono stati falcidiati da guai fisici. La rosa ora è più che completa e competitiva. Due punte come Dzeko e Schick non le ha nessuno al momento, solo la Juventus con CR7. Per cui dire che c’è delusione intorno ad una campagna acquisti del genere indica che serve un cambio di mentalità per poter vincere qualcosa. Questo cambio deve riguardare tifosi e addetti ai lavori, che devono esaltare la squadra e non screditarla. La Roma ha uno dei migliori direttori sportivi al mondo. Un DS che consegna all’allenatore la rosa pronta ancora prima del ritiro è un vero professionista. Non è una cosa da tutti. Poter lavorare sin da subito con tutta la rosa è un vantaggio importantissimo per un allenatore.

Per quanto riguarda le dolorose cessioni di Alisson e Nainggolan invece cosa ne pensa?

Alisson è sicuramente un portiere fantastico, ma non dobbiamo dimenticarci che ha fatto solo un anno. Non ha una sua storicità, ha sicuramente qualità indiscutibili, ma deve confermarsi. Olsen è un ottimo sostituto, dà le giuste garanzie. Sicuramente è un po’ più debole di Alisson, ma è di sicuro affidamento. Nainggolan invece è un pezzo di cuore che se ne va. Il fatto è che non era il Nainggolan calciatore che non andava più bene a Roma, ma il Nainggolan uomo. Il Radja calciatore non si discute, magari ad averne 10, ma il Radja uomo non poteva stare più a Roma. La scelta di cederlo è una prova di forza della società, capace di dimostrarsi forte ed andare anche contro il volere dei tifosi per salvaguardare il collettivo.

Tra i nuovi acquisti invece chi la incuriosisce maggiormente?

Sicuramente Coric. Mi fa impazzire, somiglia a Dybala per la tecnica che ha. Se trova la giusta continuità e capisce il calcio italiano potrà dare grandi soddisfazioni. È giovane, quindi è normale che ci vorrà tempo, ma ha delle grandissime qualità.

Pastore può essere il top player tanto desiderato a Roma?

Pastore mi piace molto. Ha perso un po’ di continuità in Francia e quindi dovrà ritrovare il ritmo partita, ma è un fuoriclasse, può coprire tutti i ruoli di centrocampo e attacco. È un talento che non si discute, ma dovremo avere un po’ di pazienza per vederlo al top.

Per quanto riguarda Cristante invece, possono pesare su di lui il fatto di passare da una dimensione provinciale come quella dell’Atalanta a una più grande quale Roma e il fatto di essere stato pagato molto?

Ogni volta che si parla di giocatori italiani si tende a sminuirli e questo non va bene. Cristante ha fatto benissimo a Bergamo e sta mostrando cose interessanti anche in questo precampionato. È normale che il salto di dimensione crea un po’ di timore, ma è naturale in un percorso di crescita. Deve trovare la giusta collocazione caratteriale nel club per poter imporsi. Prima si libera di questo timore, più che lecito, e prima riuscirà a fare bene. Qualche dubbio ovviamente c’è, ma è normale per un giocatore che deve fare il salto di qualità.

Una considerazione finale sulla Roma in generale?

Innanzitutto la Roma può contare su un grandissimo allenatore. Uno che al primo anno ti porta in semifinale di Champions League e al terzo posto in campionato, facendo guadagnare oltre 50 milioni alla società. Cosa vuoi dirgli? La Roma non ha alzato un trofeo, è vero, ma non è che non ha vinto nulla. C’è differenza, perché vincere non è solo alzare trofei. Arrivare in semifinale di Champions e terzi in campionato è una vittoria, vincere non è sempre arrivare primi, ma vincere è anche continuare il percorso di crescita e questo la Roma di Di Francesco lo ha fatto. Io non vedo l’ora di rivedere questa squadra, di rivedere giocatori come Perotti e Dzeko. La Roma ora è quasi perfetta, se arriva N’Zonzi al posto di Gonalons non ha nulla da invidiare alla Juventus a livello di rosa.