Può un calciatore straordinariamente talentuoso e ancora molto giovane non riuscire a trovare un club che punti tutto su di lui? , ed è il caso di Michy Batshuayi Tunga, attaccante belga che con la Nazionale ha siglato 8 reti in 19 presenze, prendendo parte anche all’Europeo 2016 in Francia e all’ultimo Mondiale russo.

Di proprietà del Chelsea dall’estate 2016, l’attaccante belga è stato scaricato dalla formazione allenata da Maurizio Sarri. Il tecnico ex Napoli gli ha preferito il ben più esperto Olivier Giroud e lo spagnolo Alvaro Morata, per il quale il presidente Abramovič aveva sborsato 66 milioni di euro lo scorso anno. Nonostante il calciomercato in entrata sia ufficialmente chiuso in terra inglese, le società britanniche hanno ancora la possibilità di agire in uscita. Pertanto, il venticinquenne è stato ufficialmente ceduto in prestito secco al Valencia, formazione che ha conquistato la qualificazione alla Champions League grazie al quarto posto ottenuto nell’ultima Liga.

LE CARATTERISTICHE TECNICHE


Batshuayi incarna perfettamente il modello dell’attaccante moderno. Il belga fa del fisico un’arma straordinariamente efficace che mix con una grande tecnica. Alto e robusto (184cm x 78kg) – non lo si sposta mica facilmente – è estremamente pericoloso quando si lancia negli spazi, grazie alla velocità esplosiva nei primi metri. Riesce a svincolarsi dalla morsa degli avversarsi sfoggiando una grande bravura nel dribbling. Il repertorio di gol di questo implacabile finalizzatore  è molto vario: calcia molto bene con entrambi i piedi (anche dalla distanza) ed è molto abile nel gioco aereo. Quando viene chiamato in causa a partita in corso riesce a ribaltare gli equilibri trovando spesso la rete. Nel corso della sua carriera ha giocato prevalentemente come punta ed è in quel ruolo che ha riscosso grandi successi. All’occorrenza è un elemento molto valido anche sulle fasce e dietro la punta. Non chiedetegli, quindi, di ripiegare in difesa perché il suo raggio d’azione è negli ultimi 25 metri del campo.

Quest’anno al Valencia troverà la durissima concorrenza di Rodrigo Moreno, attaccante spagnolo che nella scorsa stagione si è messo in luce con 16 reti e 7 assist in campionato. I due potrebbero, tuttavia, riuscire convivere nel 4-4-2 che l’allenatore del Valencia, Marcelino, è solito mettere in campo. Batshuayi fungerebbe da fulcro del gioco e Rodrigo agirebbe alle sue spalle, pronto a scattare in profondità.

LA CARRIERA

 

Nato a Bruxelles nel 1993 da genitori congolesi, Michy cresce nei vivai di Schaarbeek, Brussels, Anderlecht (dal quale viene presto cacciato) e Standard Liegi. Dopo aver stupito nelle selezioni giovanili dei bianco-rossi, viene aggregato alla prima squadra. Debutta il 20 febbraio 2011 nella gara fra les Rouches e il Gent, poco più che diciassettenne. Nonostante l’alone di bad boy che lo contraddistingue e le varie “balotellate” per le quali balza alla cronaca dei giornali locali, riesce a ricavarsi sempre più spazio in campo sino a diventare un titolare a tutti gli effetti. Il talento – e che talento! – lo portano spesso a specchiarsi in giocate fini a se stesse, all’inconcludenza tipica del ragazzino dotatissimo ma incapace di fermarsi un attimo e dire:”Non devo mandare tutto all’aria. Questa è la mia occasione!”. Ma qualcosa sembra d’improvviso cambiare. La stagione 2013/14, conclusa con 23 reti (capocannoniere dello Standard), gli vale l’attenzione delle grandi d’Europa.
Arriva la chiamata dell’Olympique Marsiglia. La società bianco azzurra mette sul tavolo 6 milioni di euro, una cifra abbastanza alta per un ragazzino di soli diciannove anni che, tra l’altro, giunge da un campionato di non primissima fascia: la Juliper Pro League. I belgi non ci pensano due volte e lasciano partire Michy in direzione Costa Azzurra.

Sulla panchina dell’OM siede un certo Marcelo Bielsa, non uno qualsiasi. Come da tradizione i suoi schemi sono sempre molto particolari. Inizialmente el Loco adotta un 3-3-3-1 (nel corso della stagione opterà anche per il 4-4-2 e il 4-2-3-1) che prevede la presenza in attacco di un numero 9 di tutto rispetto: André-Pierre Gignac. Ma il ragazzino belga è giunto in Riviera con uno spirito totalmente diverso e ha tutte le intenzioni di ripercorrere le orme dell’esperto attaccante transalpino.
Nel corso della stagione alla corte di Bielsa ha diverse occasioni per mettersi in mostra. Scende in campo 28 volte nelle tre competizioni in cui la squadra è impegnata (Ligue 1, Coupe de France e Coupe de la Ligue) siglando 10 reti.
La partenza di Gignac, che nell’estate 2016 trova l’accordo con i messicani del Tigres, offre alla punta belga un’occasione ghiotta: le chiavi dell’attacco sono sue. L’ex Standard ora ha i riflettori puntati e una tifoseria, quella marsigliese, molto esigente nei suoi confronti. Ma ormai il ragazzo che era stato escluso dall’U21 belga per aver invitato delle ragazze in ritiro è diventato un uomo. Segna e anche tanto. Di destro, di sinistro, di testa e dalla distanza. Mette a referto 17 gol in campionato e ben 7 in Europa League.

Al termine della stagione il classe ’93 è in rampa di lancio e scatena un’asta internazionale. Tutte le big lo voglio ma a spuntarla è il Chelsea che paga all’Olympique una cifra vicina ai 40 milioni di euro. Batshuayi firma per uno dei club più prestigiosi al mondo. Avrà la possibilità di confrontarsi con grandi campioni, di calcare il terreno di stadi magici come l’Old Trafford e l’Anfield. La Premier League è il sogno di ogni ragazzino che inizia a giocare a calcio.
E l’inizio di questa avventura non può che essere degno delle favole. Serve un assist nel giorno del debutto contro il West Ham e segna la sua prima rete nella gara successiva vinta in rimonta per 2-1 a Vicarage Road, casa del Watford. Purtroppo, da quel momento in poi gli vengono concesse poche occasioni dal primo minuto e tanti, troppi, scampoli di partita. Ma il belga-congolese, nonostante soffra nell’esser costretto a scaldare la panchina, appena può fa la cosa che più gli riesce: buttarla dentro. La prima annata con i Blues è, tuttavia, molto deludente, non tanto per ciò che è riuscito a dimostrare sul campo, quanto per lo scarso impiego da parte di Antonio Conte.
La stagione successiva (17/18) continua sulla stessa lunghezza d’onda della precedente a tal punto che, per non vedere svalutato il prezzo del suo cartellino, a gennaio la dirigenza lo mette sul mercato.

Si fa vivo il Borussia Dortmund che ne acquisisce in prestito per sei mesi. L’allenatore delle “Vespe” Thomas Tuchel ne ha grande considerazione e lo pone al centro di un attacco a cui lati agiscono due calciatori che si rivelano suoi partner ideali: Marco Reus e Christian Pulisic. Durante il breve lasso di tempo in cui è a disposizione del tecnico tedesco – causa un infortunio alla caviglia che lo tiene lontano dal campo per un mese e mezzo – il talentuoso buteur sigla 9 reti in 14 presenze. Il suo valore torna a salire vertiginosamente e il Borussia non può permettersi di accontentare le richieste della società londinese.

IL PRESENTE SPAGNOLO

L’arrivo di Maurizio Sarri nella capitale inglese, chiude le porte di Stamford Bridge al forte attaccante. Nonostante le proteste veementi dei sostenitori blues che vedono in lui un calciatore dalle potenzialità molto più grandi rispetto al resto del parco attaccanti, il Chelsea lo manda in prestito. Di nuovo. Per un anno.

Da due giorni la punta “senza fissa dimora” è un nuovo giocatore del Valencia. Il suo arrivo in Spagna ha creato diversi intrecci di mercato. Infatti i Blanquinegres, secondo le ultime indiscrezionipotrebbero liberare Simone Zaza, il cui procuratore, Beppe Bozzo, starebbe intavolando una trattativa per riportarlo a Torino, questa volta, sponda granata.
L’attaccante di Bruxelles vuole dimostrare – laddove ve ne fosse una reale necessità – una volta per tutte il suo immenso e cristallino talento, troppo spesso messo in ombra in Nazionale belga dal coetaneo Romelu Lukaku. Forse la Liga 18/19 potrà davvero fregiarsi di una nuova e luminosissima stella: Michy Batshuayi.