Come loro, nessuno mai. Il Tottenham è la prima squadra inglese a non aver effettuato movimenti di calciomercato, ne in entrata ne in uscita, da quando è stata introdotta la finestra estiva in Premier nel 2003.

Le motivazioni che possono aver portato il club londinese ad attuare questa politica sono diverse, a partire dall’ingente investimento per costruire il nuovo stadio, fino al trattenimento delle proprie stelle, top player corteggiati da mezza Europa che hanno deciso di restare per portare avanti un progetto ambizioso e giovane.

L’unicità di questo evento sottolinea il particolare momento economico degli Spurs, che hanno deciso cosi di puntare sull’esperienza dei propri giocatori e sull’affiatamento di un gruppo che ha maturato sulle spalle un anno in più assieme.

IL NUOVO WHITE HART LANE

La stagione 2017/18 ha visto traslocare temporaneamente il Tottenham nello stadio di Wembley, lasciando la vecchia casa del White Hart Lane, soggetta ai lavori (in fase di completamento) per la ristrutturazione. L’investimento oscilla tra gli 840 e i 900 milioni, ai quali vanno aggiunti i soldi spesi per la costruzione del nuovo centro sportivo: altri 50 milioni per circa 30 ettari di estensione.

Un magnifico modello di avanguardia tecnologica guiderà i ragazzi di Pochettino alla vittoria. L’impianto mantiene la pianta del classico stadio inglese, ma presenta alcune innovazioni che lo rendono unico nel suo genere: dal campo retrattile per ospitare anche le partite di NFL ai sedili riscaldati per aumentare il comfort dei tifosi nei mesi in cui le temperature si fanno più rigide.

Naturalmente la spesa per una struttura simile è stata elevata ed ha costretto i dirigenti a rivedere i piani economici, e il calciomercato in questo senso ne ha risentito. Con una sorta di “fair play finanziario” auto imposto, i londinesi hanno iniziato a perseguire l’obiettivo di risparmiare il più possibile, cercando di portare il bilancio in pareggio. Cosi, ad esempio, successe lo scorso anno, quando ad una spesa di 100 milioni seguirono incassi dalle cessioni pari a 75.

I GUNNERS

Un caso analogo avvenne nel 2006: l’Arsenal che aveva appena inaugurato il nuovo stadio, l’Emirates Stadium, chiuse la sessione estiva di mercato a saldo zero. Gli acquisti di Rosicki (10 milioni) e Denilson (5) vennero pareggiati dalle cessioni di Cole (7,3), Cygan (3) e Larsson (1,5) più alcuni riscatti dai prestiti della precedente stagione.

Lo stadio di proprietà sempre più moderno, garantisce un aumento rilevante di capitale da poter reinvestire anche nel mercato. Da questo punto di vista, nelle prossime stagioni potremmo vedere un Tottenham protagonista assoluto e re delle trattative.

STELLE PER SOGNARE

Un altro aspetto da non sottovalutare è l’aver tenuto in squadra i giocatori migliori. Mauricio Pochettino ha potuto ricominciare la stagione con tutti i suoi top player, dopo aver avuto il timore fino all’ultimo che qualcuno decidesse di partire

Kane era il giocatore che aveva più possibilità fare le valigie: l’addio di Ronaldo avrebbe potuto scatenare un domino di attaccanti che avrebbe portato il capitano dell’Inghilterra proprio alla corte delle merengues. Gli Spurs hanno saputo respingere il lungo corteggiamento del Real e ora possono godersi il loro bomber.

L’undici titolare del Tottenham è davvero formidabile, se si pensa che solo in attacco ha a disposizione giocatori del calibro di Alli, Eriksen, Son e appunto Kane. Certo, qualcosa in difesa si sarebbe potuto fare ma la coppia Alderwield-Vertonghen contiene il giusto mix di esperienza e qualità necessari a garantire sicurezza al reparto difensivo.

La società, vedendo il potenziale della rosa, ha pensato che non ci fossero opportunità di mercato che portassero un effettivo miglioramento senza dover fare spese folli. In effetti il problema delle grandi squadre è sempre quello: avendo in casa già tanti top player vengono spesi molti soldi per il gusto di comprare, senza garantire un vero rafforzamento. Gli Spurs, allora, hanno deciso di sposare una filosofia low cost: investire solo per qualcuno che faccia fare davvero il salto di qualità.

PRO E CONTRO

Questo modus operandi della dirigenza inglese è sicuramente proiettato al futuro: un anno senza acquisti può essere l’occasione buona per inserire qualche giovane interessante in prima squadra. Che poi esordisca o meno, questo conta poco: un anno di allenamenti con i senatori è un anno che ti fortifica sotto tutti i punti di vista.

Nel frattempo, però, le altre squadre sono migliorate e l’asticella si è alzata ulteriormente. Il Liverpool ha migliorato quasi tutti i suoi reparti, Arsenal e City hanno completato la propria rosa con tasselli fondamentali e il Chelsea ha scommesso tutto su Sarri, Jorginho e Kovacic.

Sicuramente il Tottenham può godersi un gruppo che con una stagione in più sulle spalle, ha maturato ulteriore affiatamento ma con il rafforzamento delle avversarie, sarà molto più complicato confermare le cose buone viste nella scorsa stagione, ma l’obiettivo resta lo stesso: rimanere fra le grandi d’Europa.