Nella Liga non c’è solamente Leo Messi ad indossare la camiseta numero 10 blaugrana. Il personaggio che non ti aspetti, colui che non ha mai i fari di tutto il mondo puntati addosso ogni weekend si chiama Enis Bardhi e gioca nel Levante. All’Estadio Ciutat de Valencia però lo conoscono benissimo, e lo venerano più del fenomeno del Barcellona.

Nell’ultima stagione di Liga la squadra di Valencia è riuscita a salvarsi con una rimonta clamorosa e Enis ne è stato un assoluto protagonista. Fino a Febbraio la squadra brancolava nel buio, con ormai un piede in Segunda, ma con l’arrivo di Paco López in panchina è cambiato tutto.

Bardhi è stato messo al centro del progetto, mentre con gli altri allenatori a volte non veniva neanche considerato. In 8 partite con López ha messo a segno la bellezza di 5 gol, giocando nel suo ruolo naturale, cioè quello di trequartista. La questione ruolo per il calciatore macedone è molto importante, perché attualmente Bardhi è riuscito a rendere al meglio solo da trequartista.

E’ stato provato anche come ala sinistra d’attacco e come mezz’ala sinistra, ma per adesso i risultati non sono dei migliori e su di lui c’è sicuramente da lavorare.

PUNTO DI PARTENZA: BUDAPEST

Per Bardhi la scorsa stagione è stata la prima in Liga, in un campionato europeo di prima fascia. E’ stato pescato dagli osservatori del Levante dall’Újpest FC, la squadra di Budapest. Un macedone che in Ungheria ha fatto benissimo… non proprio una situazione che ha dell’ordinario.

Bardhi con la maglia dell’Újpest FC

Bardhi è arrivato in terra magiara a 19 anni, e in tre stagioni ha collezionato 79 presenze e 20 gol, un bottino niente male per un giocatore giovane che non si è imposto nel proprio campionato nazionale.

L’Ungheria poi gli è iniziata a stare stretta e alla grande opportunità che gli riserva il Levante non può proprio dire di no, così per 1 milione e 500mila euro si trasferisce in Spagna a Luglio 2017.

Grazie a questa scelta e al suo rendimento nella seconda parte del campionato ha fatto attirare su di sé l’interesse dell’Inter e del PSG. Per adesso, però, almeno un’altra stagione a Levante è quasi obbligato a farla, per confermarsi sui livelli dello scorso anno e magari alzare pure l’asticella.

Ma ritorniamo alle caratteristiche di Bardhi, per capire meglio in quali cose eccelle e in quali deve migliorare.

LE SUE CARATTERISTICHE

Come già anticipato il suo ruolo preferito è quello di trequartista, quindi parte in una posizione avanzata per ricevere la palla e servire l’ultimo passaggio. Spesso riesce anche ad abbassarsi, così facendo riesce a dare una soluzione alternativa ai suoi compagni. Si abbassa e si fa vedere, riceve la palla sui piedi e la smista, per poi tornare alla posizione di partenza.

Deve migliorare la sua attitudine difensiva, ma con Paco López– un allenatore che chiede molto sacrificio ai suoi in entrambi le fasi – ha già iniziato a far intravedere alcuni miglioramenti.

Sicuramente non è aiutato dall’altezza (1.70 cm) ma deve aumentare gli 0.2 duelli aerei vinti a partita (dati WhoScored). La precisione dei suoi passaggi è del 81.3%, non è assolutamente male, ma con le sue doti tecniche ci si aspetta di più.

Nei tiri dalla distanza e nelle punizioni però non c’è da recriminargli nulla. Calcia prevalentemente con il destro e lo fa molto bene, tanto che a volte ci si chieda come riesca questo folletto ad avere una tale potenza nelle gambe.

Questo “golazo” contro il Deportivo de La Coruña è il suo biglietto da visita per quanto riguarda i calci piazzati, potenza e precisione allo stato puro.

Contro il Barcellona, alla penultima giornata di Liga, è riuscito a giocare la miglior partita della sua stagione ed ha contribuito con 2 gol, uno con il destro e uno con il sinistro, alla prima sconfitta della squadra di Valverde, facendogli sfumare così l’imbattibilità proprio a pochi metri dal traguardo.

L’istantanea del primo gol di Bardhi contro il Barça. Trovate voi un aggettivo

FUTURO

Bardhi è sicuramente un prospetto molto interessante, è ancora giovane (classe ’95) e tecnicamente sa il fatto suo. Da lui ci si aspetta una maggiore maturità e una conferma importante, visto che ha giocato solo una mezza stagione a livelli importanti. Ha le carte in regola per sbocciare, magari non è il crack assoluto da Real Madrid/Barcellona, ma è un ragazzo che potrebbe avere un futuro molto importante.

Nel presente però c’è ancora il Levante, e c’è da indossare ogni weekend quella camiseta blaugrana col numero dieci, sperando di avere qualche faro in più puntato addosso.