Il calcio è uno sport tanto semplice quanto bello e spettacolare, capace di far provare emozioni improvvise come nessun altro. Uno sport che i tifosi amano per la sua bellezza e per i giocatori pronti a dare tutto sul campo dal primo all’ultimo minuto. Tra di loro ovviamente spiccano quelli dotati di maggior classe con un tocco sopraffino del pallone, in grado di far la differenza in qualsiasi momento di una partita, grazie alla loro tecnica e alla conoscenza del gioco  che possiedono. Questi ultimi di solito sono quelli che vestono la maglia numero Diez, i quali rivestono un ruolo particolare nella loro squadra, vista la capacità di saper indirizzare gli incontri con le loro giocate.

L’interesse verso questo tipo di calciatori sale soprattutto se si abbina alle doti tecniche una giovane età, da sempre metro fondamentale per valutare il livello a cui un giocatore potrebbe arrivare. A volte però certe attenzioni non vengono ripagate e si rischia di finire nell’anonimato. Questo sembra essere il caso di Ayoze Perez, trequartista del Newcastle, di cui è un tassello pregiato e fondamentale. Le sue doti sono note a tutti ma forse a questo punto avanzato della sua carriera ci si aspettavano maggiori certezze da uno che in Spagna, suo paese natio, veniva considerato un possibile crack.

MAGIA CANARIA

Il potenziale del ragazzo è indiscusso, così come la sua grande capacità di saltare l’uomo e di giocare nello stretto. Lui e il suo dolce piede destro  continuano a far innamorare l’intero St James Park, casa del Newcastle, visti anche i bellissimi gol messi a segno nei quattro anni inglesi, che lo hanno reso un punto fermo della squadra, e grazie anche alla duttilità che gli permette di essere impiegato sia come seconda punta che, all’occorrenza, come ala sinistra o trequartista. Sotto la guida di Benitez  il campioncino delle Canarie è tornato a sorridere, facendo rivedere sprazzi di quel talento che aveva incantato mezza Spagna nelle stagioni con la maglia del Tenerife e suscitato l’interesse di club come Barcellona, Real Madrid e Porto. La sua classe non è mai stata in questione, ma la sua crescita sia dal punto di vista mentale che tecnico continua ad esserlo. Il giocatore di Tenerife infatti ha trovato non poche difficoltà nell’affermarsi, in primis, secondo molti, per il suo carattere e la sua testa -non sempre concentrata sulle prestazioni in campo – che lo avrebbero portato anche a periodi di discontinuità. I Magpies sperano che la sua stella cominci a brillare definitivamente, così da ritrovarsi nei prossimi anni un fantasista pronto per riportare i bianconeri nelle posizioni importanti della Premier League.

17 NON PER CASO

Anche il numero diciassette,  che si ritrova il giovane Perez sulle spalle, non è un caso. La cifra è inusuale per un giocatore del suo valore e delle sue caratteristiche, alle quali si riserva sempre la numero 10. La scelta stavolta però non è scaturita solamente dalle prestazioni di  Ayoze Perez, ma anche dalla volontà della società, confermata da Benitez, di non mettere troppa pressione sullo spagnolo. Infatti al suo arrivo in terra britannica i bookmakers si concentrarono molto di lui, definendolo un colpo da nove in pagella con futuro assicurato sia per lui che per il Newcastle.

All’inizio la stampa inglese sembrò nel giusto. Tutti sicuramente ancora si ricordano il suo magnifico colpo di tacco a White Hart Line contro il Tottenham, che gli valse da vetrina in tutta l’Inghilterra. Una settimana dopo un suo guizzo stese un’altra grande, ovvero il Liverpool, garantendo ai suoi compagni la quarta vittoria consecutiva. A St James Park ci stavano prendendo gusto, anche se nella stagione successiva arrivò la retrocessione con conseguenti critiche, nonostante Perez fosse stato uno dei più continui. Da lì la decisione di non dargli la tanto agognata maglietta con il numero 10, per fare in modo che la pressione non assalisse comunque un talento che ancora doveva formarsi. Scelta azzeccata perché sotto la guida di Don Rafa il suo atteggiamento è cambiato e le giocate sono ritornate ad essere quelle della prima stagione; grazie a queste è stato possibile anche il ritorno  in Premier dopo un solo anno.

ELITARIETÀ

Va confermato e ribadito: le qualità di Perez sono di primo livello e non si possono discutere. Basti pensare che il venticinquenne delle Canarie ai tempi era paragonato a giocatori della sua generazione del calibro di Luis Alberto, numero Diez per l’appunto della Lazio, e di Isco, stella di prima classe del Real, che indossa la maglia numero 22 solo perché davanti a lui  nelle gerarchie c’è un certo Luka Modric. Il calciatore nelle ultime quattro stagioni ha fatto vedere di cosa è capace e ha messo in mostra tutto il  suo potenziale ancora inespresso. La sua classe parla per lui, così come l’eleganza e la tecnica di cui i suoi piedi sono dotati, il tutto condito da un modo di trattare il pallone che lo rende uno dei trequartisti più ambiti almeno del mercato inglese se non europeo tra qualche anno. Benitez crede in lui, lo ha sempre detto e dimostrato e la fiducia  sembra esser stata ripagata, viste anche le ventidue reti segnate nell’ultimo biennio. La scommessa del Newcastle sta piano piano dando i suoi frutti e i bianconeri non sperano altro che il piccolo “fiore” sbocci definitivamente.