L’esordio in campionato per Torino e Roma si è concluso con una vittoria per i giallorossi di Di Francesco, che hanno espugnato il “Grande Torino” per uno a zero grazie all’eruogol di Edin Dzeko. La gara è stata in equilibrio per lunghi tratti e al Torino, in un momento di totale assenza della Roma, ha pure segnato un gol con Iago Falque poi revocato grazie all’utilizzo del VAR. Le due squadre hanno giocato una partita intensa ma senza troppi spunti per poter parlare di “bel calcio”: il caldo di agosto e il peso agonistico della prima di campionato hanno bloccato spesso le gambe dei giocatori. Un pareggio probabilmente sarebbe stato il risultato più giusto ma l’audacia dell’attaccante bosniaco è stata premiata con una parabola incredibile, capace di battere un buon Sirigu e di rendere il perfetto cross di Justin Kluivert un assist fenomenale.

TORINO

Il nuovo Torino di Mazzari ha giocato una bella partita, con i reparti ben coordinati e un affiatamento tra i giocatori che fa ben sperare. La superiorità tecnica della Roma è stata annullata dall’ottima prova tattica dei granata, che con muscoli e linee strette hanno permesso a Sirigu di trascorrere una giornata relativamente tranquilla. Oltre all’ottima prova dell’acquisto Meitè, da segnalare anche il positivo inserimento dell’altro arrivo Ola Aina, mentre in generale la squadra di Mazzarri può dirsi sfortunata visti i due cambi obbligatori per gli infortuni di De Silvestri e Izzo.

In fase di non possesso il Torino si è preparato – come già visto moltissime volte con l’ex allenatore dell’Inter – con un 5-3-1-1 in cui Iago Falque rimaneva dietro Belotti e gli esterni alti scalavano a fianco i tre centrali; a centrocampo, Rincon ha funto sempre da piovra che si spostava in base alla posizione della palla gestita dalla Roma, sganciandosi quando la sfera entrava in zona pericolosa (al limite dell’area).

I due mediani del Torino Rincon e Meitè si mettono a lato di Pastore e Strootman, le due mezzali giallorosse per cui passa la manovra offensiva di Di Francesco. Pastore è stato raddoppiato spesso durante la partita e le migliori occasioni della Roma sono arrivate (soprattutto nel primo tempo) quando Strootman o El Flaco riuscivano a liberarsi dalla marcature e servire con un laser pass l’attaccante dal limite dell’area.

Il Toro ha sofferto quando la Roma riusciva a scavalcare la seconda linea (il centrocampo) e arrivare sugli inserimenti degli esterni, che in un caso hanno portato alla traversa di Kolarov e all’inserimento di Dzeko (e al palo del bosniaco). La fase offensiva di Mazzarri invece ha visto un focoso pressing da parte dei centrocampisti insieme agli attaccanti, che scendevano bassi a pressare il portatore di palla di turno (quasi sempre De Rossi o il centrale Fazio). La marcatura di Belotti sul capitano della Roma è stata particolarmente attiva, e una volta recuperata la sfera, in una situazione di tre contro tre o quattro contro tre la palla arrivava sempre a Iago Falque, più bravo ad accentrarsi e a leggere sia i tagli del Gallo che l’inserimento del centrocampista di turno (Rincon, che ha preso pure una traversa, o Baselli).

Belotti si abbassa a pressare il portatore dei palla della Roma De Rossi e Iago Falque già parte sulla fascia. Da notare come il centrocampo del Torino fosse ben compatto e stretto.

ROMA

La Roma che ha vinto a Torino non può dirsi certo soddisfatta sul piano della condizione atletica (difficile essere già in forma in queste settimane) ma gli spunti per poter parlare di fluidità e compattezza ci sono tutti. I giallorossi sono usciti dal “Grande Torino” con il 57,5% del possesso palla e una precisione dell’82% nei passaggi, segnale di come la Roma, seppur contro un avversario molto chiuso in fase di non possesso, abbia un rodato in estate un ottimo palleggio; fra i titolari l’unico nuovo acquisto era Pastore, arrivato a luglio e già dalle amichevoli inserito negli schemi di Di Francesco. Purtroppo la partita del Flaco è stata abbastanza opaca e a far girare il centrocampo della Roma è stato Strootman, in una posizione particolarmente avanzata. Quello che è servito alla Roma sono stati i tagli di Dzeko in avanti, affilata arma contro le serrate linee del Torino.

Strootman serve Dzeko che si è “buttato” in area in un uno contro uno con Nkoulou.

Altro motivo della manovra giallorossa è stata l’uscita dall’area di rigore di Dzeko per fare la sponda e permettere l’inserimento dei laterali di difesa in area, più con Kolarov che con Florenzi.

La heatmap di Kolarov contro il Torino, costantemente a metà tra il ripiegamento difensivo e il riferimento largo, pronto a ricevere palla dalla mezzala e a trovare Dzeko in profondità. Come nella scorsa stagione, il ruolo del laterale dinistro serbo è molto prezioso per Di Francesco, tramite cui fa passare molti palloni (ieri per l’ex City 40 passaggi con l’80% di precisione)

Le uniche difficoltà per la Roma sono arrivate quando il Torino ripartiva e prendeva in contropiede la squadra di Di Francesco, con molti uno contro uno nella metà campo dei giallorossi. Altro problema per i capitolini sono stati i troppi spazi tra difesa e centrocampo, che nel gol di Falque (poi giustamente annullato) hanno permesso a Ola Aina e Rincon di scambiare senza problemi dentro l’area. La Roma è entrata in campo palesemente fuori concentrazione e il risultato sono stati i primi cinque minuti della ripresa in cui il Torino ha sfiorato il vantaggio in un paio di occasioni.