Nonostante la storia, il blasone e la tradizione che assediano ogni anno la stagione dell’Athletic Bilbao, l’aspetto tecnico della squadra basca è da parecchi anni un punto di discussione innegabile. Con la cessione record di Kepa Arrizabalaga, l’Athleti perde uno dei tanti pezzi da novanta che nel periodo di Valverde hanno contraddistinto il club del San Mames. Proprio con l’edificazione del nuovo stadio – certamente uno dei più spettacolari d’Europa – e l’ingresso nei gironi di Champions League (ai danni del Napoli di Benitez) l’Athletic Club aveva inaugurato un nuovo corso tecnico che sembrava assicurare una certa stabilità nell’alta classifica, eppure le cose non sono andate propriamente per il verso giusto.

Ernesto Valverde è stato allenatore dell’Athletic Bilbao dal 2013 al 2017. Con i baschi ha ottenuto una qualificazione alla fase a gironi della Champions League, due qualificazioni in Europa League e ha vinto una Supercoppa di Spagna.

Dopo che Enresto Valverde ha lasciato il San Mames, la guida tecnica del club basco è passata a Josè Angel “Cuco” Ziganda, allenatore della squadra B; sotto la sua gestione, l’Athletic ha vissuto la peggior stagione della sua storia arrivando al sedicesimo posto in classifica, posizione che rappresenta ad oggi il gradino più basso mai raggiunto dai baschi nei loro centoventi anni di storia. Un motivo più che giustificato per rifondare un progetto nato in un’annata all’insegna della ricostruzione e sfociato nella parola fallimento.

Il presidente Josu Urrutia ha scelto per la rifondazione tecnica Eduardo Berizzo, allenatore già noto per i fasti al Celta Vigo e per la sfortunata e delicata vicenda di Siviglia, con un esonero complicato dovuto al suo scioccante tumore alla prostata. Con l’allenatore argentino, l’Athletic Bilbao pare essersi rifocillato in una sorta di stagno delle aspettative, dove il nome premette delle garanzie e la consapevolezza che non si può fare peggio della scorsa stagione.

MERCATO

Berizzo è stato annunciato come allenatore dei baschi a fine maggio dopo la deludente stagione con Ziganda che, per la prima volta dalla stagione 2012/2013, ha consegnato ai tifosi del San Mames una stagione senza coppe europee. Con l’ex Siviglia è arrivato a Bilbao Yuri Berchiche, terzino sinistro pagato 24 milioni di euro dal PSG, oltre che al suo corrispettivo destro Ander Capa (dall’Eibar) ed un altro laterale sinistro, Christian Ganea (dal Viitorul Costanza).

Nonostante la politica tradizionalista che regola il mercato dei baschi l’Athleti si è assicurato un difensore ambito sul mercato e di ottime garanzie tecniche. Per la porta, una volta partito Kepa, la dirigenza non si è dovuta preoccupare di trovare un sostituto al portiere più pagato del mondo: il classe 1997 Unai Simon aveva già fatto parlare di se nella scorsa stagione (lo stesso Kepa sembrava essere stato adombrato dal collega) e quest’anno, dopo la prima da titolare, ha già addosso l’etichetta di wonderkid fra i pali. Al momento il giovane Simon sta sfruttando l’infortunio di Herrerin, un classe 1988 che nella scorsa stagione ha eccellentemente sostituito Kepa quando infortunato. Chissà che la parata che ha tenuto integro il risultato contro il Leganes non crei un ragionevole dubbio in Berizzo. Inoltre, cosa non da poco, il caro prezzi di quello che era il gruppo di Ziganda ha allontanato i notevoli pretendenti per i suoi grandi nomi, permettendo a Berizzo di poter contare ancora su Inaki Williams, Iker Muniain e Unai Nunez.

Classe 1997, Unai Simon prima della prima della Liga contro il Leganes (2-1 per l’Athletic) non aveva giocato partite con l’attuale club.

FATTORE BERIZZO

Quando Berizzo arrivò a Siviglia, le incognite sollevate sulla sua competenza erano nell’aria ma non potevano alzarsi toni forti contro uno che era riuscito a portare il Celta Vigo in semifinale di Europa League contro il Manchester United. Al di là delle precarietà fisiche di Berizzo, il Siviglia ha scelto di esonerare l’allenatore argentino anche per motivi tecnici: i concetti assimilati erano pochi e l’integrazione dell’allenatore in un gruppo tecnicamente difficile da gestire è apparsa visibilmente difficoltosa.

L’instaurazione di Berizzo si è compiuta in una dimensione perfettamente a metà tra le ambizioni ultra europee del Siviglia e le velleità d’alta classifica del Celta Vigo. Il suo sodalizio con il club basco ha unito due target paralleli che in questo momento facevano uno il caso dell’altro: ripartire. L’Athletic Bilbao ha ovviamente tantissimo da dimostrare, quest’anno, dopo il disastro dichiarato della scorsa stagione, mentre dal canto suo, Berizzo deve dimostrare di saper tirare fuori qualcosa di buono da un miscellaneo gruppo di talenti, decisamente superiore a quanto le carte dello scorso campionato hanno dimostrato. Oltretutto, l’allenatore sudamericano ha una confortante predisposizione tecnica di giocatori che fanno al caso suo. A partire da una composizione fisica generale dell’undici, Aritz Aduritz è un centravanti perfetto per i meccanismi offensivi di Berizzo, a cui faranno comodissimo gli esterni Susaeta, Muniain e Williams, tutti consapevoli – tra l’altro – della grande stagione di Iago Aspas con l’argentino in panchina. Una chance per tutti.

LUNGIMIRANZA

Questione di testa più che di gambe, l’Athletic Bilbao che dovrà farsi perdonare dai suoi migliaia di tifosi sarà una squadra che non può più nascondersi dietro alcun alibi. Certamente il coinvolgimento nell’operazione che ha portato alla vendita più cara di un portiere permetterà al reparto difensivo di poter temporeggiare su alcuni meccanismi, ma il fatto che il suo sostituto sia già in casa agevolerà gli ex compagni di Laporte. Per l’appunto, dall’inizio della scorsa stagione sono stati detratti due membri imprescindibili (Kepa e Laporte) dal blocco arretrato ma il potenziale “bellico” dei Rojiblancos è sufficientemente pesante per poter ovviare perfino alle carenze più ostiche.

A Berizzo è stato fatto firmare un contratto di un anno a 1,5 milioni di euro a stagione, un accordo da cui traspare una certa fiducia (stipendio alto) ma a breve termine (una sola stagione). Insomma, come è giusto che venga preteso, Bilbao vorrebbe un nuovo percorso entusiasmante dopo le stagioni di Valverde, sperando che come l’odierno allenatore del Barcellona, pure Berizzo abbia la possibilità di costruire un progetto tecnico, con un modulo fisso – il 4-2-3-1 già fatto vedere alla prima col Leganes – dei giocatori simbolo e una filosofia di gioco codificata. Un movimento che permetta – come vuole la tradizione – che il capo non venga chinato di fronte a nessun avversario. Perchè, per l’appunto, il calibro tecnico della squadra è notevole e l’inammissibile stagione scorsa dell’Athleti non può frenare la crescita di un organico che per valore è il sesto nella Liga (200,3 milioni, fonte Transfermarkt.it). Ritornare in Europa è il primo imperativo per l’allenatore argentino.

Ripartire, e con un certo stile, questo è il nuovo dettame che circola ai piedi della collina di San Mames, che finalmente vuole avere nuove aspettative e nuovi sogni. Punto e a capo, come la fine di un capitolo.