Basta commissioni agli agenti. Questo il diktat che sembra provenire dalla Premier League. È difatti avvenuto un incontro fra i massimi dirigenti del calcio inglese ed un gruppo di avvocati per avere una consulenza riguardo un possibile cambiamento. I procuratori non riceverebbero più una commissione da parte di un club, ma direttamente dai propri assistiti.

LE RAGIONI

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Lo scorso anno i club facenti parte della Premier League hanno avuto un esborso economico destinato solo al pagamento degli agenti di ben 250 milioni di euro. Cifra rilevante che rende lampante quanto i vari Mino Raiola o Jorge Mendes stiano acquistando sempre più una posizione centrale nel mondo del calcio. Le squadre inglesi sarebbero oramai stanche di devolvere gran parte della somma di un affare solamente agli agenti dei calciatori. Basti pensare che il solo Mino Raiola, ai tempi del trasferimento di Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United, ha avuto un introito di 50 milioni di euro. Una cifra sicuramente spropositata, che non può giustificare l’operato dell’italo-olandese. La stessa Juventus per assicurarsi le prestazioni di Emre Can ha dovuto notificare all’entourage del calciatore ex Liverpool 16 milioni ed il giocatore turco era approdato a Torino a parametro zero. Il potere che stavano ottenendo per far andare in porto una trattativa era sicuramente maggiore al dovuto. Giusto quindi cercare di porre una brusca frenata a tutto ciò.

LE CONSEGUENZE

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Essendo quindi l’atleta a farsi carico del pagamento del proprio agente è probabile pensare che, al momento della firma, egli cerchi di strappare un ingaggio il più lauto possibile. Si aprirebbero così nuove frontiere e nuovi scenari, portando il calcio dentro un’evoluzione continua. Chissà quindi che ingaggi si potrebbero vedere negli anni prossimi in Inghilterra. Ciò potrebbe anche diventare controproducente per le società. Se risparmi da una parte, hai comunque un esborso alto da un altro lato.

Altra richiesta promossa dai vertici della Premier risiede nel legare le commissioni alla durata contrattuale. Gli agenti così non spingerebbero più i propri curati a cambiare casacca ben prima della scadenza. L’élite inglese vorrebbe anche la reintroduzione di un corso con conseguente esame da affrontare per certificarsi un agente. Gli agenti dovrebbero inoltre operare tramite un conto affidato ad una banca del Regno Unito.

Le richieste sono forse eccessive e probabilmente non tutte si concretizzeranno. È comunque giusto dare un segno di potere, far intendere che qualche cambiamento bisogna apportarlo. Solo il tempo ci dirà se tutto ciò si tramuterà in realtà e che conseguenza avrà sull’economia del calcio anglosassone.