Nella giornata odierna il quotidiano sportivo Il corriere dello Sport ha riportato in prima pagina il possibile acquisto, da parte di Aurelio De Laurentiis, dell’Hajduk Spalato, squadra che milita attualmente nella prima divisione del campionato croato, e che attualmente non sta vivendo una situazione tranquilla. La notizia è stata confermata dallo stesso patron del Napoli affermando anche che l’idea è stata suggerita scherzosamente dall’ex tecnico azzurro ed amico, Edoardo Reja durante uno dei frequenti contatti telefonici, proponendosi anche eventualmente di allenarla. L’acquisizione della società croata avrebbe dell’incredibile, in quanto il presidente partenopeo, dopo aver acquisito appena qualche mese fa il Bari, vorrebbe ampliare ancora di più i proprio possedimenti societari creando così delle società satellite che ruotano intorno all’universo del Napoli Calcio.

TRATTATIVA FATTIBILE?

Secondo alcuni esperti però, l’acquisizione dell’Hajduk sarebbe completamente diversa rispetto a come avviene per le società italiane, perché le grandi squadre croate e in generale slave, sono a partecipazione pubblica e De Laurentiis si troverebbe a trattare non con un singolo proprietario, che deterrebbe le quote di maggioranza, ma con l’intera città e i suoi supporters, risultando una trattativa più complessa di quanto possa sembrare.

METODO POZZO

Nonostante ADL non abbia speso molto per la sessione estiva del calciomercato per migliorare la rosa e il suo Napoli, il patron napoletano sta comunque cercando di ampliare sempre di più il club e di renderlo una realtà europea in espansione.

Il primo passo è stato l’ingaggio di un allenatore vincente e importante come Carlo Ancelotti, così da dare lustro alla piazza napoletana sia agli occhi degli altri top club europei, sia agli occhi dei calciatori stessi. Il secondo passo è stato l’acquisto del Bari, che anche se a primo impatto può sembrare una trattativa senza senso, ha molto a che fare con il Napoli, in quanto può diventare una società satellite in cui poter far crescere i giovani della cantera azzurra o permettere ad alcuni nuovi acquisti di ambientarsi al calcio italiano senza bruciarsi davanti ad una tifoseria diventata ormai esigente. Un ulteriore passo in avanti sarebbe l’acquisizione di una società estera come l’Hajduk che, consentirebbe al produttore cinematografico di accaparrarsi una società che è sempre stata una fucina di talenti, sia croati che dell’est Europa.

Solo il tempo ci dirà se il Napoli avrà delle società di appoggio, emulando il modello della famiglia Pozzo, oppure si continuerà a sviluppare senza l’ausilio di società terze.