Un anno e mezzo fa scrivevamo di Nicolò Barella (qui) parlando di lui come di un ragazzo già maturo, un calciatore diventato fondamentale nella sua squadra ad appena vent’anni. Da quel momento sono cambiate molte cose nella vita del centrocampista sardo, ma soprattutto molto è cambiato nel suo modo di stare in campo: si può dire che Barella abbia ormai compiuto un ulteriore passo in avanti nel suo percorso di crescita come calciatore, e questo inizio di stagione ne è un chiaro esempio. Ciò che non è cambiato invece è la presenza costante di voci di mercato che lo vogliono, a seconda del periodo, in un top club della Serie A o all’estero.

BARELLA, ALL’IMPROVVISO

Il tiro stampatosi contro il palo nella partita di domenica sera può essere un buon punto di partenza per capire che cosa sia cambiato nella vita di Nicolò Barella da un anno e mezzo a questa parte.

Il centrocampista sardo raccoglie una palla respinta sulla trequarti, e in quei casi la cosa migliore da fare è concludere verso la porta per non far ripartire l’azione avversaria. Barella però si trova con il corpo rivolto verso la tribuna, coordinarsi in quella situazione non è facile. Il suo talento però glielo permette, il suo istinto non lo ferma, e il suo destro è una fucilata che va a sbattere contro il palo e fa alzare in piedi tutta la Sardegna Arena. All’improvviso una conclusione che non ti aspetti, all’improvviso tutti parlano di Barella.

Sì, perché questa giocata non è solo un lampo di genio di un giovane in rampa di lancio, rappresenta il momento in cui il mondo del calcio italiano ha iniziato a rendersi conto che forse, a Cagliari, c’è un giocatore vero. All’improvviso il silenzio intorno a Barella è esploso in un coro unanime di lodi e apprezzamenti, le critiche che lo accusavano di troppa impulsività sono diventate giudizi positivi dopo la partita contro il Milan.

Insomma, a Cagliari c’è un centrocampista vero, e tutti se ne sono ormai accorti. Perché proprio ora?

CALCIATORE MATURO

Un anno e mezzo fa dicevamo che Nicolò Barella, a vent’anni, era già un ragazzo maturo. Non era però ancora un centrocampista in grado di mettere tutti d’accordo, e questo non solo per colpa sua. Ovviamente il fattore anagrafico pesava, l’inesperienza in Serie A lo portava talvolta a compiere la scelta sbagliata in mezzo al campo. Come detto prima però, non tutta la responsabilità era sua.

Innanzitutto si può dire che durante questa stagione, per la prima volta in carriera, Barella è guidato da un allenatore esperto, che conosce la Serie A e con il quale il Cagliari ha voluto iniziare un progetto. Non si poteva dire lo stesso di Rastelli e nemmeno di Diego Lopez che, nonostante fosse riuscito a portare la squadra alla salvezza, aveva un destino già segnato prima della conclusione del campionato passato. In questa stagione invece l’arrivo di Maran ha posto le basi per costruire una squadra con un’identità precisa, nella quale Barella è protagonista. Tutto questo – ricordiamolo – riguarda l’approccio alla Serie A di un classe ’97 che può contare ormai già 69 presenze nel massimo campionato, e che ha già indossato la fascia da capitano della sua squadra.

Non è stata solo la mancanza di un allenatore esperto il motivo per il quale tutti ci siamo accorti solo ora di Nicolò Barella. Dal punto di vista personale il ragazzo è diventato un calciatore maturo sotto molti aspetti. Per prima cosa è riuscito a limare alcuni difetti che lo facevano apparire ancora come un giocatore acerbo: alla grinta nel cercare sempre il recupero palla ha affiancato la capacità di temporeggiare ed evitare falli inutili, all’istinto nel cercare la giocata di prima è riuscito ad associare l’abilità di mettere ordine in mezzo al campo.

Recupero palla.

Fisicità e ordine.

Classe ed eleganza.

In secondo luogo poi, ha saputo trovare la sua posizione a centrocampo: nonostante il suo talento e la razionalità acquisita gli permettano di giocare anche come play davanti alla difesa (come nell’ultima mezz’ora contro il Milan), si può ormai dire con certezza che il suo ruolo sia quello di mezzala in un centrocampo a tre. Barella è uno dei calciatori che recupera più palloni in Serie A, garantisce corsa e ritmi elevati per tutta la partita, ma possiede anche una tecnica che gli permette di fare queste giocate:

Quantità e qualità, genio e costanza: il diamante di Nicolò Barella sembra essersi definitivamente sgrezzato.

Strano che nelle ultime due partite della Nazionale – dove la carenza più evidente è stata proprio quella di mezzali di qualità da affiancare a Jorginho – il centrocampista sardo non abbia nemmeno visto il campo. In effetti però prima di domenica sera non tutti si erano accorti di Nicolò Barella. Intanto però lui, in un silenzio che si interrompeva solo per dare spazio a voci di mercato, lavorava sulle sue qualità e, sotto la guida di un allenatore esperto, cresceva come calciatore.

IL PROSSIMO PASSO

Dicevamo che nelle prime due uscite ufficiali della Nazionale di Mancini, Barella non ha visto il campo nemmeno per un minuto. Escluso dalle rotazioni del ct, che gli ha preferito centrocampisti non al meglio della forma, probabilmente il ventunenne di Cagliari troverà spazio nelle prossime due partite. E, se dovesse continuare a questi ritmi, potrà diventare una pedina fondamentale nel 4-3-3 azzurro. Eccola un’altra cosa che è cambiata nella vita di Barella: un anno e mezzo fa stava per iniziare il Mondiale con l’Under 20, uno dei pochi di quella squadra ad essere già titolare in un club di Serie A. Ora invece si avvicina il suo esordio con la Nazionale maggiore, ma già essere entrato nel giro dei convocati è stato un fattore che ha contribuito alla sua crescita calcistica.

Sarebbe ora logico pensare che il prossimo step possa essere quello decisivo: Barella sembra essere pronto al grande salto di qualità. È vero anche però che il ragazzo ha solo 21 anni e la scelta di trattenerlo in Sardegna almeno per un’altra stagione da parte del Presidente Giulini è stata azzeccata, soprattutto per la sua crescita.

Nel calcio moderno però è inevitabile pensare che prima o poi Barella potrà lasciare Cagliari per provare un’esperienza in un top club; non solo per un tornaconto economico suo e della società, ma soprattutto per una sua ulteriore maturazione sul piano calcistico. Giocare con compagni di un certo livello e assaporare le sensazioni che solo le serate europee sanno dare contribuirebbe sicuramente a fare di Barella un giocatore completo sotto ogni punto di vista. In questo potrebbe dunque consistere il prossimo passo.

Cagliari per un cagliaritano però è un’altra cosa. Il rapporto che Barella vive costantemente con la sua città e con i suoi tifosi è difficilmente spiegabile e un progetto serio ed ambizioso potrebbe dunque convincerlo a rimanere ancora un po’ a casa. Difficile però pensare che possa accadere ancora per molto. Perché ora tutti si sono accorti che a Cagliari c’è un centrocampista completo, che ha ancora margini di miglioramento ma che ha già dimostrato di saper lavorare sui propri difetti.

Tra l’attaccamento alla sua terra e il desiderio di migliorarsi continuamente, non ci resta che aspettare il prossimo passo nella crescita di Nicolò Barella. Ora però lo possiamo fare più da vicino, perché tutti si stanno finalmente accorgendo che a Cagliari c’è un calciatore vero.