Il 19 settembre 1926 viene inaugurato lo stadio, che è diventata la casa dei tifosi del Milan, da ormai novantadue anni. Il presidente rossonero Piero Pirelli, però, non è soddisfatto dell’impianto, dove gioca la sua squadra.
È il campo Lombardia, inaugurato nel 1920, con una sola gradinata disponibile. Troppo poco per le ambizioni dell’intraprendente massimo dirigente milanista. Agli ingegneri Alberto Cugini e Ulisse Stacchini, che aveva già lavorato sul progetto riguardante la Stazione Centrale di Milano, viene affidata la costruzione del nuovo impianto, nella zona chiamata San Siro. Il quartiere prende nome da una chiesetta, San Siro alla Vespra, costruita intorno all’anno 880, non lontana dall’odierna Piazzale Lotto. In quegli anni, estrema periferia milanese.
Lo Stadio di San Siro, nella storia del Milan, è il sesto impianto ,che ospita le prodezze dei giocatori rossoneri. Kilpin e i suoi ragazzi giocano, nel 1900, al “Trotter”, un campetto dove ora sorge la Stazione Centrale. Parlare di stadio è francamente eccessivo. Infatti è solo un prato, con linee di vernice bianca e due pali di legno. Facile immaginare le discussioni, fra i primi tifosi a bordo campo, se la palla fosse entrata o meno.
Nel 1903, il Milan vince, però, il primo trofeo della sua storia, la Medaglia del Re, alla civica Arena, che non possiamo considerare però come uno stadio del Milan. La premiazione viene effettuata proprio dal Re d’Italia, Umberto di Savoia. Nello stesso anno, dal Trotter, la squadra si trasferisce all’Acquabella, tra Corso Indipendenza e Piazzale Susa. Finalmente è stato costruito uno spogliatoio. Regalo straordinario per i giocatori, infreddoliti dalle rigide giornate d’inverno, una stufetta a legna. Ancora nessuna tribuna per gli spettatori, in piedi, a bordo campo. Finalmente le reti, finalmente le tribune . Nel 1906, viene inaugurato, infatti, l’impianto di via Fratelli Bronzetti. Ancora oggi, dove è situato il Tennis Club Lombardo, si può scorgere, sul muro, lo stemma originale rossonero di quei primi anni del secolo. Si chiama “Campo Milan “. Fino al 1914 ,questo è lo stadio del Milan, che, prima della guerra, gioca poi nel campo interno del Velodromo Vigorelli.
Quindi, come detto, il Presidente Pirelli inaugura il “ Campo Lombardia”, per poi cominciare la costruzione di San Siro. L’impresa, alla quale è stata appaltata la costruzione, è quella dei Fratelli Fadini. Quattordici i mesi di lavoro, con l’impiego di centoventi operai e il costo di cinque milioni di lire. Quattro le tribune ,che possono contenere trentacinquemila spettatori .La tribuna centrale ,coperta, ospita diecimila persone. Diecimila anche nella tribuna opposta , tremila nelle tribune dietro le porte. Novemila nel parterre, lo spazio tra tribune e campo. Sotto gli spogliatoi , viene costruito anche un appartamento, occupato dall’allenatore rossonero Herbert Burgess, con moglie e i tre figli.Il primo direttore dello Stadio è Anteo Carapezzi, padre di Adone, indimenticato telecronista della Rai anni ’50 e ’60. La prima rete della storia di San Siro è rossonera, realizzata dal grande attaccante Giuseppe “Pinogia “ Santagostino. L’ultima del Milan quella di Cutrone, novantadue anni dopo. Il comune denominatore è la passione, la gioia e l’entusiasmo dei tifosi. Sotto il cielo di San Siro, da quel lontano 19 settembre 1926.