Ho avuto la possibilità di conoscere persone, vedere luoghi, ammirare albe e tramonti meravigliosi che resteranno impressi nella mia mente. Scoprire il mondo ed aprire gli occhi

Federico Bernardeschi quest’estate si è regalato una vacanza particolare. Niente discoteca, mare e divertimento spassionato come molti suoi colleghi. L’estate libera dagli impegni professionali il carrarese l’ha passata in USA vivendo un’esperienza di relax e al tempo stesso densa di significato. Lui stesso, in un’intervista, ha definito il suo viaggio in terra americana “spirituale“.

Ora, cosa può interessare a fini calcistici la vacanza del numero 33 bianconero? All’apparrenza nulla, ma approfondendo la questione tantissimo. Un viaggio ti lascia interiormente un segno tangibile che contribuisce in maniera molto importante alla crescita personale, in particolar modo sul piano psicologico.

Una delle foto del viaggio postate su Instagram da Bernardeschi

Sembrererà un caso, ma non lo è perchè tutto segue un filo logico, che Massimiliano Allegri abbia visto nell’ex viola un notevole progresso soprattutto mentale. La spiegazione è scritta tutta nello slogan con il quale l’esterno ha commentato su Instagram la fine del viaggio: “Scoprire il mondo ed aprire gli occhi“. Ogni paese con i suoi luoghi e tradizioni lascia un significato profondo. E’ come una lezione particolarmente appassionante di un professore per uno studente. Viene vissuta intensamente, è ricordata e al tempo stesso arricchisce il bagaglio culturale.

Perchè si può essere anche un calciatore importante con uno stipendio molto alto, ma non si finisce mai di imparare.

LA STAGIONE DELLA MATURITA’

Undici mesi fa e nel gennaio scorso su queste colonne si parlava di apprendistato, inevitabile sotto la gestione allegriana per un giovane calciatore che passa in una grande squadra. Come era già successo con Dybala, il tecnico livornese alla prima stagione ha fatto spesso riferimento nelle dichiarazioni alla stampa al salto di qualità. Era, infatti, usuale sentire “un conto è giocare la palla nella Fiorentina, un altro alla Juventus” o “alla Juventus ogni palla è importante“.

In relazione al cambiamento di spessore del club nell’analizzare le prestazioni della scorsa stagione di Bernardeschi si accentuava all’attenuante della crescita. Questa era legata in particolar modo alla fase difensiva, fondamentale allo stesso grado di quella offensiva in un top club, che a Firenze non aveva avuto modo di approfondire. Oltre al contesto tattico, aveva bisogno del tempo di apprendere a pieno tutta l’organizzazione che ruota intorno a una società blasonata a livello europeo come la Juventus.

L’esito positivo dell’apprendistato della scorsa stagione era il preludio ad un nuovo anno molto importante. Forse si è andati oltre quelle che erano le aspettative. E’ come se in soli dodici mesi Brunelleschi abbia fatto il ciclo scolastico quinquiennale delle superiori arrivando alla maturità. Appunto, la maturità è il valore che nelle prime partite di questa stagione sta mostrando di aver fatto proprio.

Il suo viaggio con la casacca bianconera lo ha portato di fatto a diventare un leader imprescindibile de La Vecchia Signora. In pratica è il ruolo fondamentale nella squadra da lui acquisito che sta permettendo Allegri di gestire con calma Dybala. L’italiano e la Joya sono, infatti, l’uno sostituito dell’altro. E’ raro vederli insieme in campo per il fatto di avere compiti simili in fase di sviluppo del gioco.

Il Berna, dunque, ha fatto un progresso tale da panchinare un calciatore importante per la Juve quale Paulo Dybala. Nelle grandi partite e nei momenti delicati l’allenatore livornese non ha saputo rinunciare a lui. Il 33 juventino ha, in effetti, giocato da titolare contro Lazio e Valencia ed è stato buttato nella mischia nell’incandescente finale di Verona.

L’ultima partita, quella del Mestalla, è stata da molti giudicata la sua migliore da quando indossa la maglia della Juventus. La trionfante trasferta spagnola, infatti, mostra il peso rilevante raggiunto da Bernardeschi sul piano tattico. Schierato da esterno destro nel tridente offensivo con la prerogativa di abbassarsi sulla linea dei centrocampisti in fase di non possesso, ha giocato un match di grande qualità tecnica.

Sempre al centro dell’azione, importanti movimenti esterno-interno volti a disorientare la linea difensiva avversaria, facilità di passaggio e di sviluppo del gioco. In alcune circostanze lo si è visto anche disimpegnarsi sulla fascia sinistra occupando il posto di Ronaldo per smontare le certezze dei valenciani. Il suo apporto è stato fondamentale anche nel secondo tempo, nel momento di partita in cui la squadra, essendo in inferiorità numerica, per difendere il doppio vantaggio ha abbassato il baricentro. In tale circostanza l’ex fiorentino ha aiutato in fase di ripiegamento Cancelo sul lato debole mentre il Valencia attaccava sulla propria fascia destra.

UOMO NAZIONALE

Bernardeschi, quindi, è diventato un giocatore totale, maturato calcisticamente e soprattutto mentalmente. Non è frutto della casualità il fatto che Allegri sta pensando di calzargli addosso il nuovo ruolo di mezzala. Ha il bagaglio tecnico e psicologico per giocare anche in una nuova posizione.

Un giocatore così maturo e dalla forte personalità diventa un acquisto di rilievo per la Nazionale di Roberto Mancini. Il CT azzurro lo ha lanciato recentemente nella prima sfida di Nations League contro la Polonia. Nel primo tempo è sembrato essere quello che si è preso sulle spalle la squadra andando anche vicino al gol. Poi, nel secondo, è andato via via spegnendosi anche a causa della pochezza di gioco prodotta dai suoi compagni. L’ex allenatore dell’Inter non lo ha poi riproposto nella ben più rilevante partita contro il Portogallo per la decisione di alternare gli uomini a disposizione.

Il classe ’94 è il profilo di giocatore e uomo da cui deve ripartire la Nazionale Italiana. E’ ormai diventato uno dei leader della squadra migliore d’Italia e ha mostrato di saper la differenza anche in campo internazionale.

Nulla è frutto del caso e la svolta tecnica e mentale di Federico Bernardeschi è riconducibile al viaggio spirituale in America. Quanto è importante “scoprire il mondo ed aprire gli occhi“…