E’ stato allenato da Wenger e Mourinho; è africano; ha segnato più di 200 gol in carriera. Stiamo parlando di: Emmanuel Adebayor.

Quando si parla di Emmanuel Adebayor la certezza è una: non è un giocatore qualunque. La sua storia è ricca di episodi controversi, di improbabili acconciature e di macchine lussuose. Per raccontare Adebayor, molto probabilmente, ci vorrebbe un libro.

La sua storia parte da Kodjoviakopé, quartiere malfamato di Lomé, capitale del Togo. Adebayor da bambino ha problemi e non riesce a camminare. La madre cerca disperatamente una soluzione, girando il continente per farlo visitare dai dottori più competenti. Ma la ricerca non da esiti positivi. Allora ecco che irrompe nella vita del piccolo Emmanuel quella cosa che lo cambierà per sempre: il calcio. La madre è in chiesa a pregare insieme al figlio, disteso per terra. Un pallone fa il suo ingresso dalla porta principale, Emmanuel incredibilmente si alza e va a calciarlo. Chissà se questa storia sia effettivamente vera, ma la mistica dell’evento rimane.

CARRIERA

Adebayor cresce, gioca e a 15 anni viene portato in Francia, al Metz. Fa il suo esordio nel campionato francese a 17 anni, con la maglia del Metz segna 15 gol in due stagioni che gli valgono la chiamata nel principato di Monaco. Adebayor, a 19 anni, si ritrova già immerso nella sfarzosità della vita monegasca. Passano altre due stagioni, l’attaccante togolese gioca ma non esplode del tutto. Arsene Wenger lo nota, e decide di portarlo all’Arsenal. Nella stagione 2007/2008 Adebayor si consacra: 30 gol totali, di cui 24 in Premier League. Ecco, nel momento in cui sembra che Emmanuel stia finalmente sbocciando, qualcosa va storto, e nella stagione successiva non si ripete. Altro giro, altra corsa ed ecco che arriva un altro trasferimento, con l’attaccante togolese che viene acquistato dal Manchester City. Con i citizens non segna tanti gol ma uno in particolare verrà ricordato per sempre.

La partita è Manchester City-Arsenal. Adebayor segna, si fa tutto il campo di corsa e va ad esultare sotto i tifosi ospiti, che gli davano del giocatore finito e lo avevano offeso.

Successivamente i rapporti con Mancini si incrinano, così dopo l’esperienza vissuta nella metà blu di Manchester, Adebayor viene ceduto prima in prestito al Real Madrid e poi a titolo definitivo al Tottenham. L’esperienza in maglia blancos è breve ma intensa: Mourinho lo vuole, gli serve un attaccante di usato sicuro per far rifiatare i titolari. Colleziona 22 presenze in totale, condite da 8 reti, e vince una Copa Del Rey (primo trofeo in carriera). Non è una super stagione, ma quantomeno può essere il trampolino giusto per il rilancio.

Emmanuel fa ritorno in Inghilterra, pronto per iniziare una nuova avventura con il Tottenham. Alla prima stagione, sotto la guida di Redknapp, mette a segno 18 reti. Poi arriva l’ennesima discesa della carriera per Adebayor: André Villas Boas viene scelto come allenatore degli Spurs e non concede spazio all’attaccante togolese. Il progetto del tecnico portoghese fallisce, in panchina arriva prima Sherwood (con cui trova spazio e segna 13 reti) e poi Pochettino. La carriera di Adebayor sembra finita, è un giocatore che rimane ai margini della squadra e non riesce a rilanciarsi nemmeno con il trasferimento al Crystal Palace nella stagione 2015-2016. La storia di Adebayor è fatta da tanti bassi e pochi alti, ma il destino decide di concedergli l’ultima vera opportunità: il campionato turco con l’Istanbul Başakşehir.

LA TURCHIA

Dopo 6 mesi di inattività a Gennaio 2017 firma con il Başakşehir, la controversa “squadra del governo” di Erdogan, quarta di Instabul (le altre sono Galatasaray, Fenerbace, Kasimpasa e Besiktas). Al momento del trasferimento la squadra è sorprendentemente prima in campionato. Adebayor contribuisce alla causa ma non basta, il Besiktas finisce in testa e vince con 77 punti, con il Başakşehir secondo a 73. Tralasciando il sogno sfumato, Emmanuel ritrova la voglia e il divertimento di giocare a calcio, e anche una forma fisica invidiabile. In Turchia, per adesso, ha messo a segno 26 reti in 3 stagioni, contribuendo alla crescita e alla conferma del Başakşehir.

AFRICA, TERRA MALEDETTA PER ADEBAYOR

Riavvolgendo il nastro, è possibile tornare indietro e fare chiarezza su due momenti molto difficili vissuti dall’attaccante togolese in Africa. Il primo è datato 2010 quando Adebayor e i compagni di nazionale sono in viaggio in pullman verso l’Angola, dove si disputerà la Coppa d’Africa. Un gruppo di terroristi inizia a sparare contro l’autobus, 3 passeggeri muoiono, altri vengono feriti. Un episodio difficile da superare, ma che fortunatamente Adebayor si è lasciato alle spalle.

Il momento più difficile, però, arriva quando Adebayor discute con l’intera famiglia. Da quando si è trasferito a 15 anni gli ha sempre passato gran parte dei guadagni. Con l’aumentare degli stipendi ottenuti meritevolmente da Emmanuel, i familiari si sono trasformati in sciacalli, chiedendogli in continuazione sempre più soldi. Addirittura, è arrivato a parlare di suicidio. Grazie alla serenità ritrovata in Turchia Adebayor si è lasciato alle spalle anche questa vicenda, riducendo i contatti con la famiglia al minimo assoluto. Adebayor è tornato a sorridere e a 34 anni non vuole smettere di divertirsi.

Qui sotto la top 3 (in ordine casuale) dei suoi gol più belli.