La lista dei convocati di Low ha escluso la possibilità di vedere al Mondiale russo Leroy Sané, che ipoteticamente, sarebbe stato alla seconda competizione per Nazionali dopo la partecipazione alla Confederations Cup del 2017. Il gioiello del Manchester City ha brillato di luce propria nella scorsa stagione con una sequenza di numeri molto confortanti: 49 apparizioni totali, quattordici reti in tutte le competizioni, diciannove assist e assoluto co-protagonista del mastodontico campionato concluso in Inghilterra dalla squadra di Guardiola. L’allenatore catalano è stato un fattore importante per il miglioramento di Lory Sané, che in due stagioni in Inghilterra ha trovato la genesi definitiva del suo talento già espresso in Germania allo Schalke 04. Le qualità del tedesco non sono certo un segreto, mentre il suo status di top player sembra ancora necessitare di qualcosa, di un riconoscimento mainstream che vada oltre le barriere dell’età.

Il risultato statistico emerso a fine stagione ha eletto Sané uno dei più utilizzati da Guardiola, il terzo per la precisione dietro a Bernardo Silva e Kevin De Bruyne. Il raggiungimento della doppia cifra è un dato molto significativo per il progresso tecnico del giocatore, che va detto, si trova attualmente alla quinta stagione da professionista. Il giocatore ha raggiunto livelli importanti sia in Germania che in Inghilterra trovando più o meno fortuna in tanti ruoli diversi, e alla fine, è  solo con Guardiola che Sané è diventato l’esterno sinistro di oggi. Eppure, a fine campionato, il premio di Best Young Player della Premier League ha in qualche modo certificato il netto upgrade del potenziale del tedesco, arrivato a essere un titolare definitivo.

La super stagione di Sané ha permesso al giocatore di affermarsi definitivamente sul panorama internazionale ma c’è ancora qualcosa che manca a Sané affinché diventi un giocatore universale al pari dei giovani compagni De Bruyne e Gabriel Jesus. Questa stagione può essere quella che lo porti fino a quel livello.

FATTORE GUARDIOLA

Dimenticandosi i dodici mesi di apprendistato in Inghilterra alla prima stagione di Guardiola, il rating di Sané per Whoscored.it è stato calcolato in 7,54, il quinto più alto della squadra che ha battuto quasi tutti i record del calcio inglese. Guardiola è stato necessario per Sané per potergli imparare quella cultura del ruolo e quella fondamentale dedizione nel perfezionare i dettagli da cui – sotto l’egida dell’allenatore catalano – sono passati negli anni importanti esterni d’attacco come Pedro e Coman. Un indizio del lavoro dell’ex Barcellona sul gioco di Sané è identificabile nell’elasticità dei movimenti del tedesco, che adesso si allargano a zone d’azione più basse e a un’insistenza nel tagliare verso il centro del campo. Grazie al suo decisivo contributo per la vittoria finale del campionato Sané è stato premiato come miglior giovane giocatore dello scorso torneo.

Tagli e coperture rendono Sané l’esterno moderno di cui ha bisogno il sistema di gioco contemporaneo di una squadra che vuole giocare a calcio, come la Roma di Di Francesco, il Barcellona di Valverde e il Liverpool di Klopp. Oltretutto, Sané si ritrova in quel panorama di giocatori prematuramente esplosi e ancora in linea con gli estemporanei sviluppi tecnici, andando oltre le difficoltà. L’esterno tedesco è riuscito a esaltarsi in un campionato dove il gioco fisico è lo status calcistico locale, arginato grazie alla sua altezza di 1,84 m e al nobile tasso di velocità. Quello che può nuocere all’integrità sportiva del talento di origine senegalese è qualche atteggiamento extracalcistico, fattore determinante per un idealista come Guardiola che pare non aver accettato alcuni comportamenti del tedesco fuori dal campo.

L’ANNO (IM)PERFETTO

Ripetersi dopo aver vinto un campionato in Inghilterra non è mai facile: da quando si è ritirato Sir Alex Ferguson non c’è stato alcun manager capace di vincere la Premier League per due anni di seguito. Questo e molto altro rendono l’avventura del Manchester City in questa stagione ancora più sotto osservazione. La Champions League è iniziata non troppo bene (una sconfitta e una vittoria) e in campionato la vetta (anno scorso già ampiamente solidificata) è distante tre punti. La profondità dell’organico del City è impressionante – quest’anno si è aggiunto pure Ryad Mahrez del Leicester – ma l’infortunio di De Bruyne pare aver mandato in leggero default l’ingranaggio guardiolesco. Inoltre, come Sané, anche Sterling e Gabriel Jesus sono reduci da una stagione esaltante e super partes, tanto in termini di statistiche che di rendimento oggettivo: per nessuno sarà facile ripetersi come lo scorso anno e le critiche si insinuano a ogni risultato poco esaltante.

 

Quello che tuttavia rende Sané un gradino più avanti degli altri è il fatto che oltre all’età (22 anni) sembra che finalmente il tedesco stia andando incontro a una stagione veramente da protagonista nel Manchester City, che senza De Bruyne e con uno Sterling che sembra meno propositivo della scorsa stagione cerca un nuovo idolo. Sané è quel wonderkid di cui ogni top club non può fare a meno per immagine, programmazione e modo di giocare, quest’ultimo tassello fondamentale per i nuovi parametri del calcio contemporaneo. Sané è veloce, è tecnico, calcia con entrambi i piedi e sa raggiungere livelli di prestazioni attinenti solo a un certo status tecnico. Per questo è il giocatore perfetto per un club come il Manchester City, che quest’anno può riconoscere a Sané un ruolo ancora più importante visti i riconoscimenti personali raggiunti nella passata stagione.

La rabbia scaturita dall’esclusione da Russia 2018 è un motore di stimoli e motivazione che ha funto da molla per il giovane tedesco, il cui inizio di stagione è stato piuttosto altalenante. Un avvio caratterizzato da tre panchine consecutive e una non convocazione (contro il Newcastle), a cui si sono unite le tre gare da titolare e l’attuale momento positivo, composto da tre assist e un gol nelle ultime quattro partite dei Citizens. C’è molta attenzione intorno alle future prestazioni del giovane tedesco, che pure mercoledì, nella trasferta europea in Germania ha cambiato la partita con il suo ingresso in campo. Il Manchester City  difficilmente potrà ripetere la scorsa edizione del campionato, e nelle difficoltà del percorso questo può essere un fattore caratterizzante per i suoi giovani in squadra, che come hanno trovato esaltazione nella scorsa annata, allo stesso modo potrebbero venir oscurati da un mancato obbiettivo del gruppo. Per questo Sané può diventare un fattore ancora più determinante di quanto già non lo sia stato anno scorso. Il tedesco ha la possibilità di dimostrare maturità e consapevolezza caricandosi la squadra sulle spalle in un momento delicato della gestione Guardiola, dove è sconsiderato parlare di crisi ma è anche lecito affermare delle difficoltà.

Ripetersi per Sané sarà difficile visto lo score dell’anno passato, eppure è quello che il pubblico e la critica si aspettano: vedere maturità e continuità propri di un campione.