Nella giornata dell’altro ieri, sono state diramate le convocazioni di Roberto Mancini in vista dei prossimi impegni della nazionale italiana. In programma ci sono l’amichevole contro l’Ucraina e soprattutto la gara di ritorno in casa della Polonia, valida per il girone di Nations League. Come sempre, le scelte del C.T. hanno generato critiche da parte dei sostenitori, questa volta in particolare per la chiamata di Giovinco (assente dal 2015) e di Gianluca Caprari. Da sottolineare anche il meritato ritorno di Francesco Acerbi, a coronamento della sua vittoriosa lotta contro il cancro. A smuovere l’opinione ci pensano però anche i giocatori esclusi da Mancini, ecco alcune delle assenze più importanti.

MANUEL LAZZARI

Un ottimo inizio di stagione gli era valso la prima presenza in azzurro, non è bastato mantenersi su quei livelli per fare il bis. L’esterno destro spallino rappresenta il profilo ideale per questa nazionale in fase di ricostruzione: giovane (25 anni a novembre), duttile e con la voglia che troppo spesso non si è vista da parte di chi veste la maglia della nazionale. Sicuramente Lazzari non è uno dei profili più tecnicamente dotati, ma non è nemmeno uno dei peggiori, vista la carenza di talenti che affligge il nostro calcio. Certo è che questa mancata convocazione non sia una bocciatura, ma piuttosto una scelta puramente tecnica, date le conferme di Palmieri e Biraghi e il ritorno di D’Ambrosio. Lazzari sta comunque attraversando un ottimo periodo di forma e si conferma un giocatore in crescita, le probabilità che Mancini torni a fare affidamento su di lui per i futuri impegni della nazionali  ci sono. Certo è che l’approdo in una squadra più ambiziosa della Spal potrebbe permettergli di fare un salto di qualità che gli permetterebbe anche di essere convocato più spesso in azzurro.

MARCO BENASSI

L’anno scorso l’arrivo alla Fiorentina dopo tre stagioni importanti al Toro, subito un buon rendimento e 5 goal in 35 presenze. Quest’anno sono già 3 ma questa volta Benassi non è riuscito a far colpo su Mancini, che lo aveva convocato a settembre ma che non lo aveva impiegato.  In questo caso la mancata convocazione è più difficile da spiegare vista la mancanza di centrocampisti con caratteristiche simili tra gli uomini del Mancio e visto che gli viene preferito un giocatore come Gagliardini che non ha chiaramente il minutaggio e la centralità che ha lui nella viola. Vero è che, anche questa volta, l’esordio di Benassi sarebbe stato ostacolato da Barella, super in questa prima parte della stagione, e dal rientro di Marco Verratti, ma si tratta di un giocatore che attualmente merita la nazionale. Come per Lazzari si tratta di un ragazzo giovane e serio, che alla Fiorentina è cresciuto molto e che ha la maturità per stare in mezzo ai grandi. Andrebbe premiato con l’esordio in azzurro.

MATTEO POLITANO

Un ragionamento simile a quello fatto per Benassi e Gagliardini si potrebbe fare anche per Matteo Politano e Gianluca Caprari. Politano non è uno dei titolari di Spalletti, ma è comunque riuscito a ritagliarsi dello spazio sia in campionato che in Champions League collezionando 9 presenze e realizzando anche la sua prima rete con i colori dell’Inter. Caprari invece ha totalizzato solo 4 presenze con soli 188′ giocati con i blucerchiati, complici l’ottimo stato di forma di Defrel e dell’eterno Quagliarella e un infortunio al ginocchio. Anche in questo caso la scelta del tecnico va valutata considerando l’abbondanza di giocatori che ricoprono il ruolo di ala, specialmente per il fatto che è uno dei settori dove l’Italia vanta maggiore qualità (Bernardeschi, Chiesa, Insigne). Trovare posto per entrambi sarebbe stato complicato e la scelta è ricaduta su Caprari che non ha ancora esordito con la nazionale maggiore a differenza del collega nerazzurro. Politano sta facendo bene con la nuova maglia e sta reggendo il salto in una big del calcio, una nuova convocazione in azzurro non tarderà ad arrivare.

ANDREA BELOTTI

Il Gallo non sa più cantare? Sicuramente fa molta fatica rispetto agli standard a cui aveva abituato. Gli infortuni della scorsa stagione hanno notevolmente rallentato l’ascesa del centravanti bergamasco che anche in questa Serie A sta faticando a trovare la via del goal. Il suo bottino finora è di 2 reti (una su rigore) in 7 partite di campionato. Numeri che non hanno entusiasmato Mancini che gli ha preferito Cutrone, attualmente molto più incisivo, e il discusso e già citato Giovinco, che per in questi anni di MLS ha sempre mantenuto un’altissima media goal. Forse la decisione di escludere Belotti ha l’intenzione di spronare il giocatore a fare di meglio e a riconquistare una maglia azzurra vista anche la convocazione di Zaza, compagno nel Torino che non sta particolarmente impressionando. L’idea è che ad oggi siano davvero pochi i giocatori con un posto sicuro in nazionale e che un’occasione possa essere data a molti. Belotti rimane comunque uno degli attaccanti più importanti del panorama italiano e farà di tutto per tornare in azzurro.

MARIO BALOTELLI

Da anni ormai, il suo nome spacca l’Italia e gli italiani in due grandi fazioni: chi lo ama e chi lo odia, chi lo vuole e chi lo eviterebbe come la peste, chi dice che non si vince senza di lui e chi dice l’opposto. Mario Balotelli, l’eterna questione che si è posta di volta in volta di fronte ai vari allenatori che si sono succeduti a Coverciano. Con la scelta di Roberto Mancini, allenatore che l’aveva lanciato all’Inter e poi voluto fortemente al City, si pensava per Super Mario fosse arrivato il grande momento, per via anche della nuova vita, calcistica e non, di Nizza. Questo 2018-2019 non sta andando come ci si aspettava e Balotelli non sta trovando lo spazio al quale era abituato con Lucien Favre, ora al Dortmund. Solo 3 presenze, nessuna rete, numeri lontani da quelli che servono per una nazionale in cui, come visto, nemmeno Belotti è sicuro del posto. Mario sa che il C.T. ha un debole per lui e avrà tempo per rimettersi in carreggiata, prima dovrà però dovrà convincere Patrick Vieira, suo attuale allenatore.