Ormai undici mesi sono passati dal doppio confronto con la Svezia, che ha visto gli azzurri negarsi la qualificazione al Campionato Mondiale disputatosi quest’estate in Russia. Gian Piero Ventura era il condottiero di quella Nazionale, ed al termine dei playoff incredibilmente non si dimise, per essere esonerato ed intascarsi quindi 800.000 €. Pazzesche anche le sue dichiarazioni a Le Iene nel volo Milano-Bari del giorno seguente:

“Il mio score è uno dei migliori degli ultimi 40 anni, ho perso solo due partite in due anni”.

                LA CLAMOROSA DECISIONE

Tutto ciò lascia intendere ad un allenatore egocentrico e pieno di sé, che però nella giornata di ieri ha lasciato tutti a bocca aperta, accettando la guida tecnica del Chievo Verona. Ultimi in classifica, i clivensi si ritrovano addirittura a -1, a seguito della penalizzazione di tre punti per il caso plusvalenze fittizie. L’ex commissario tecnico ha accettato la proposta gialloblù probabilmente per rimettersi in gioco e centrare un traguardo che sembra sempre più difficile, la salvezza. L’allenatore genovese si ritrova quindi in una piccola realtà, e le carte in regola per sperare nel miracolo le ha tutte: l’errore è stato di chi si trovava ai vertici della FIGC, che ha scelto un allenatore senza esperienza europea ed abituato a guidare squadre con modesti obiettivi.

Molta curiosità riguarda le scelte tecniche che verranno prese da Ventura: resterà fedele al suo 4-2-4 oppure si affiderà a moduli più comuni come il 3-5-2 (modulo con il quale ha affrontato la Svezia) o magari il modulo predefinito del Chievo, il 4-3-1-2?

Un errore da non ripetere dovrà essere sicuramente quello di “selezionare” anziché allenare: il modulo deve essere scelto in base ai giocatori presenti in rosa ed alle loro qualità: non ha senso adattare centrocampisti in attacco per non voler cambiare a tutti i costi la propria filosofia calcistica. Con gli anni il calcio è cambiato, e questo Ventura lo sa bene.