Liberato è il vento nuovo che soffia su Napoli da quasi 2 anni. Per chi non lo conoscesse è consigliato un breve corso per capire di cosa si tratta (lo si può fare anche continuando a leggere). L’artista misterioso sta colpendo Napoli e pian piano sta conquistando tutta Italia con la sua musica: il ragazzo, inoltre, ha sempre dimostrato un attaccamento non indifferente al club partenopeo…

Ci sono vari riferimenti alla società azzurra:

“A tutto il Calcio Napoli, a chi si è impegnato, a chi ci ha creduto, a chi ce crer’ ancor’ ” 

Questo messaggio è comparso nella descrizione dei video YouTube di “Intostreet” e “Je te voglio bene assaje” pubblicati il 2 Maggio scorso, quando ormai si era già consumato lo psicodramma di Fiorentina-Napoli.

Negli altri video compaiono ringraziamenti ai vari giocatori azzurri, Callejón su tutti. Il nome social di Liberato su Instagram contiene anche il numero 1926, anno della fondazione della club partenopeo.Il San Paolo, poi, è stato usato come scenografia in vari video proprio per constatare la fede del cantante e la rilevanza che ha il Napoli nella cultura popolare.

Inoltre, in “Gaiola Portafortuna” riprende uno dei cori più cantati dai tifosi partenopei con la stessa melodia:

“Il cuore mi batteva

Mo diceme pecche”

Con tutti questi collegamenti abbiamo provato a interpretare questo Napoli in una chiave del tutto nuova, ovvero quella di Liberato.

IL MISTERO

Il cantante si distingue soprattutto per la mancata conoscenza della sua identità al pubblico. Il Napoli ancelottiano si rispecchia molto in questo, ha più facce, sorprende e cambia come cambia il vento. In 10 partite non è mai stato ripetuto l’undici titolare. Il “colpo di genio” della difesa a 3 contro il Liverpool ha svoltato le previsioni del cammino in Champions League, ad esempio. Liberato è novità, come lo è questo Napoli, così duttile e trasformista. Un qualcosa di quasi mai visto nella capitale campana durante l’era De Laurentiis: Reja, Donandoni, Mazzarri, Benitez e Sarri hanno sempre prediletto un unico schema di gioco e sopratutto puntavano spesso solo sui propri titolarissimi. L’unico allenatore che cambiava modulo tra una partita è l’altra è stato Gian Piero Ventura ma che può anche non essere considerato data la breve durata del suo mandato a Napoli.

Liberato unisce tradizione napoletana e charm internazionale con la fusione tra i testi in napoletano ed il suono quasi neomelodico e l’inserimento di frasi in inglese. Un po’ come la squadra partenopea che mantiene ancora la tradizione del possesso palla del triennio di Sarri, aggiungendo però quel pizzico di duttilità internazionale di Carlo Ancelotti. Con l’allenatore emiliano si respira un’aria più europea al di là dei risultati al di fuori della penisola.

L’attaccamento del cantante ai luoghi di Napoli (Forcella, Mergellina, Gaiola e tanti altri) è comparabile all’attaccamento della società ai propri giocatori. In media, gli azzurri restano per 3 anni e mezzo all’ombra del Vesuvio: Koulibaly, Mertens, Callejon, Albiol, Ghoulam, sono tutti giocatori arrivati al tempo di Benitez e tuttora sono dei punti cardine della squadra.

23 MAGGIO

Partiamo da dove tutto è iniziato, 9 Maggio come il 23 Maggio. La prima data è la prima canzone pubblicata dal cantante, mentre la seconda è il giorno dell’annuncio di Carlo Ancelotti come nuovo allenatore del Napoli. La costruzione del Napoli ancelottiano parte da lì: “car ngopp o golf na stella”. Cade sul golfo una stella, frase di “Tu t’e scurdat’ ‘e me” del secondo brano di Liberato. Quella stella è irrimediabilmente l’allenatore ex Milan che ha infiammato la piazza distraendola in parte dall’addio del tanto amato Maurizio Sarri. Il colpo del patron partenopeo si porta con sé un’estate piena di aspettative creata dai grandi nomi usciti sui giornali poi disilluse. La rabbia di un mercato poco adatto a fronte di avversari che si rinforzavano sempre di più è stata spenta proprio dalla maestria di un allenatore come Ancelotti, la stella caduta sul golfo di Napoli.

ATTESA

“Seje mise senz”e te
‘Na bott’ dint”o cor’ “

Sei mesi senza di te, una botta nel cuore. Così canta Liberato in “Tu t’e scurdat’ ‘e me”: i tifosi azzurri potrebbero allungare il periodo a un anno e riferire questi 2 versi a Faouzi Ghoulam. L’algerino ormai è lontano dai campi da quasi un anno, fermo a causa di una doppia rottura del crociato che lo ha fermato nel momento migliore della sua carriera.

Mario Rui prova a riempire il vuoto creato dall’algerino ma ad ogni errore il nome dell’ex Saint-Etienne riecheggia tra i tifosi. Dovrebbe mancare poco al ritorno in campo di Ghoulam, si parla di una convocazione per la prossima partita contro l’Udinese, ma bisognerà aspettare qualche settimana in più per vederlo in campo.

INTOSTREET

“Intostreet” è il quinto brano pubblicato dal cantante, la traduzione del titolo in napoletano suggerisce il modo di dire: “int’ ‘o stritto” ovvero dentro lo stretto, essere messo in difficoltà. “Int’ ‘o ‘stritto” si ritrova Lorenzo Insigne che ora si trova a giocare nello stretto, tra le linee, grazie al nuovo ruolo di punta nel 4-4-2.

Il ragazzo di Frattamaggiore ha trovato probabilmente la sua dimensione migliore con meno compiti difensivi rispetto a quelli imputati come ala nel tridente sarriano. La posizione più accentrata lo libera da alcuni vincoli di gioco che lo portavano sempre a ricercare il rientro da sinistra.

A proposito di napoletani: Lorenzo si sta avvicinando alle caratteristiche di un suo concittadino: Totò Di Natale. Alcune volte essere messo “int’ ‘o stritto” può essere la cosa migliore.

NOSTALGIA

Le canzoni di Liberato raccontano quasi sempre di un amore nostalgico, di un rapporto che non c’è quasi più e che si consuma esclusivamente a distanza, alcune volte, tornando come se fosse un’illusione. I tifosi napoletani quest’estate probabilmente stavano dedicando una parte di “Je te voglio bene assaje” ad Edinson Cavani:

“Dint”a ‘sta bugia
Pierdo ‘o suonno e ‘a fantasia”

‘In questa bugia perdo il sonno e la fantasia’. I tifosi del Napoli hanno sicuramente perso sonno seguendo e sperando nell’illusione del ritorno del Matador nel club dove è esploso. Un amore mai finito che ha rischiato di compromettere le cose per la squadra campana tramite una sorta di sfiducia nei confronti di Milik ed un’eccessivo risentimento verso il presidente per un mercato ritenuto insufficiente.

Alla fine, Cavani torna davvero, ma solo per una notte e come avversario nella quarta giornata di Champions League. Non sarà proprio il ritorno più bello per i tifosi napoletani, ma Ancelotti e Insigne potrebbero dire:

“Don’t worry piccerè, te l’aggio itto ca staje ‘nmmane all’arte”

[Gaiola Portafortuna]