David è uno degli attaccanti più forti che abbia mai visto, sa colpire in ogni modo pur di far gol.

Ricevere complimenti fa sempre morale, specialmente per un calciatore la cui bravura si misura anche negli apprezzamenti dei pari colleghi, ancora di più in quelli dei più grandi.
Giocare con Alex Del Piero non poteva che essere motivo di orgoglio e traguardo d’arrivo per un calciatore ai tempi di Pinturicchio. Riceverne tali pubblici elogi non può che soddisfare l’ego.
Per David Trezeguet, le parole espresse dalla leggenda bianconera abbelliscono ancora di più una carriera già di per sè gloriosa fra Italia, Argentina e mondo intero.
Nel giorno del compleanno di Trezegol, la frase di Del Piero è perfetto gancio per celebrarne le gesta attraverso i tre gol più belli “alla Trezeguet”.

BOMBER

Non una vera e propria classificazione di tipologia di rete. Ma uno stile inconfondibile quello di Trezeguet nel trasformare una palla innocua, percepita incontrollabile in gol. Un’abilità riconoscibile quella di saper sfruttare dalla sfera ogni movimento ogni rimbalzo, raggiungere la perfetta coordinazione in una frazione di secondo e trafiggere. Un cobra, veloce, fulmineo, letale.

Riassunto di queste sue caratteristiche elogiate che trova manifestazione in quelli che abbiamo individuato e designato come i tre gol più belli “alla Trezeguet” secondo noi basandoci solo sulla pura estetica e complessità realizzativa.

LIVORNO

27 gennaio 2008. Quella di quei periodi Juve è appena risorta dalla Serie B. Siamo nella stagione immediatamente successiva al baratro della seconda serie vinta senza troppe fatiche, ma cominciata in maniera tutt’altro che limpida con il pareggio contro il Rimini per 1-1. È la Juve che prova a riscattarsi – e ci riesce – subito ripartendo da Claudio Ranieri e acquisti come Criscito, Salihamidzic, Tiago, Iaquinta, Grygera a cui a gennaio si aggiungerà Sissoko. Nomi pronti e “scommesse” per rientrare nei giochi importanti da subito accompagnati dai punti fissi e saldi come Buffon, Del Piero, Nedved e David Trezeguet. La stagione si concluse con il 3° posto e la qualificazione alla Champions League.
La ventesima giornata, la prima di ritorno, il 28 gennaio 2008, i bianconeri sono saldamente al 3° posto che non abbandoneranno fino a fine campionato e fanno visita al Livorno di Fabio Galante già archiviato 5-1 ad agosto.
La superiorità è netta. In porta non c’è Buffon ma Belardi.
I bianconeri si portano subito sul 2-0 con Trezeguet prima e Del Piero poi (in fotocopia del gol segnato alla Lazio qualche settimana prima).
Il gol che segnaliamo è quello del minuto 63. Un triangolo lungo Palladino, Del Piero, David concluso col gol del 3-0.
La rete è di una perfezione e bellezza estetica ineguagliabile. Il tocco di Del Piero a scavalcare la difesa è sublime. Il velo prima, a foverire Pinturicchio, e il movimento continuato di Trezeguet a dettargli il passaggio è da prima punta vera, uno schema preparato. La coordinazione del francese è perfetta e fulminea, la stoccata, l’esterno destro. è potente e letale. Bellissimo.

BOCCONE AMARISSIMO

Sembra di raccontare il presente.
È una Francia fortissima quella a cavallo del 2000. Due anni prima i transalpini hanno alzato la Coppa del Mondo al cielo schiantando il Brasile nella finale che verrà anche ricordata per quanto capitato a Ronaldo il fenomeno alle due del pomeriggio del giorno della finale. 3-0 transaplino alla fine dei 90. Il fenomeno non tocca palla.
Due anni dopo la Francia si presenta agli Europei forte del passato recente e senza stravolgimenti.
Arriva alla finale di quell’Europeo giocato fra Belgio e Paesi Bassi contro l’Italia che in semifinale contro l’Olanda ha esaltato Toldo in una delle sue migliori partite. 3 rigori parati fra tempi regolamentari e lotteria. Altri 2 sono stati falliti dagli Olandesi. È finale.
Passiamo in vantaggio. Delvecchio spedisce in rete l’assist di Pessotto. Illusione di vittoria che dura fino al 93esimo quando Wiltord pareggia. Golden gol, più o meno piacevole vecchia regola ormai estinta.
Possesso italiano in uscita. Albertini non controlla un appoggio rivedibile della difesa. Robert Pirès (subentrato all’86esimo) fa valere la freschezza fisica e con un corto-lungo supera 3 azzurri, arriva sul fondo e mette palla dietro, sul dischetto, comandamento del crossatore. Lì c’è David Trezeguet. La palla è leggermente arretrata e rimbalza una volta prima di arrivare al francese. Un ribalzo che la mette ad altezza perfetta per incrocia e punire Toldo, incolpevole. La Francia è Campione d’Europa. Trezeguet è letale. Dolorosissimo ricordo riassunto nella magica voce di Bruno Pizzul.

IL DERBY FA STORIA A SÈ

Non è retorica. È il calcio. Il derby è sempre una partita a sè. Non ci sono favoriti. La lotta per la superiorità cittadina almeno per altre 19 giornate. L’ultimo panchinaro che può ergersi a idolo. Basta una semplice giocata. Il campione che può salire nell’olimpo degli intoccabili con un gol. La lotta del cuore sul raziocinio.
La stagione 2007/08 è quella dei gol assurdi per David Trezeguet. La magia al Livorno fa seguito ad un’altra opera di bellezza, armonia, coordinazione e fame. Qualche mese prima si gioca Torino-Juventus. 15° contro 3°. Gi antipodi, quasi. Ma come detto il derby è storia a sè. Infatti per 92 minuti regna l’equilibrio. Portieri al pari coinvolti. Buffon e Sereni. Nessun disequilibrio. Per 92 minuti. Perchè al 93esimo entra in gioco il cobra. Trezegol. Rinvio lungo di Buffon. Dellafiore in solitaria allontana e dà il là ad un triangolo in solito con il bianconero Almiròn.
Dellafiore-Almiròn-Dellafiore. L’ultimo tocco del granata è uno “scivolone” tecnico. Il colpo di testa finisce indirizzato verso la propria porta. verso Trezeguet che dopo la prima respinta del 15 granata in seguito al rinvio di Buffon sta rientrando dal fuorigioco.
Il maldestro colpo di testa recapita appunto palla al francese che con un 180° verso sinistra, trova una coordinazione irraggiungibile per ogni altro essere umano e senza far toccare terra alla palla, di destro punisce Sereni.
Veloce, fulmineo, letale, elegante. Bellissimo.

Ecco il gol “alla Trezeguet”.