L’Udinese non viene riconosciuta per i suoi meriti sportivi da tanti anni, troppi secondo qualcuno cresciuto con i gol di Di Natale e Sanchez. Inutile insistere sul fatto che c’è stato un passaggio di generazione e che oramai, anche se oggi ci sono ancora giovani interessanti, le cose non sono più le stesse. Alla Dacia Arena si esaltano Barak, Jankto (passato alla Sampdoria) e ora pure Lasagna; eppure una volta c’erano altri eroi e anche gli acquirenti, papabili o immaginari, erano di tutt’altro rango. Dunque questo è un tuffo nostalgico in un passato romantico, nei tempi in cui l’Udinese nei grandi stadi faceva paura e le sfide al Friuli erano una battaglia per l’Europa. Quando c’erano Guidolin o Spalletti in panchina, quando si marcava Di Natale o si sapeva poco o nulla su quei ragazzini subentrati tipo Luis Muriel o Cristian Zapata. Dal 2000 ad oggi, i migliori undici dell’Udinese.

1. PORTIERE: SAMIR HANDANOVIC

La prima volta che Samir Handanovic ha parlato italiano è stato a Udine nel 2004. Secondo portiere per una stagione, ci sono dei prestiti in provincia che iniziano a costruirgli un background di colpi da fenomeno non indifferenti. Treviso, Lazio e Rimini prima del ritorno in Friuli. All’Udinese Handanovic diventa un eroe locale, un portiere perfetto (per alcuni) che vedono in lui – correttamente – istinto, agilità e senso della posizione. Inoltre è bravissimo sui rigori.

Dopo 179 partite giocate e 221 palloni raccolti nella rete, Handanovic passa all’Inter per 15 milioni di euro.

2. TERZINO DESTRO: MAURICIO ISLA

A un certo punto della sua carriera, dopo la parentesi juventina, Mauricio Isla dichiarò:

“Onestamente, non ero in grado di giocare alla Juventus, parliamo una delle prime dieci squadre del mondo.”

Eppure c’è arrivato, e lo fece grazie a quei cinque anni passati allo Stadio Friuli, in uno dei periodi storici più belli per il club di Udine. Nonostante la gran corsa e la costante proiezione in fase offensiva, Isla ha segnato solo sei gol in cinque stagioni di Udinese, dove le presenze sono state però 127. Va bene che c’era pure Cuadrado ma all’Udinese il colombiano ha giocato solo venti partite. Tra l’altro, chi prima chi dopo, entrambi sono finiti alla Juventus. Sempre entrambi, con risultati diversi.

3. TERZINO SINISTRO: MAREK JANKULOVSKI

Tutti si ricordano di Marek Jankulovski come il gran laterale sinistro del Milan di Ancelotti campione d’Europa ad Atene. Ma prima di lui c’è un altro Marek Jankulovski, che di ruolo faceva sempre il terzino sinistro ma era molto meno pubblicizzato della versione rossonera. A Udine il difensore ceco ha trovato il trampolino perfetto per una carriera straordinaria, conclusa nel 2012 al Banik Ostrava (dove aveva iniziato) dopo sei stagioni di San Siro. Al Friuli, lanciato da Luciano Spalletti, giocò 91 partite dal 2002 al 2005.

4. DIFENSORE CENTRALE: CRISTIAN ZAPATA

Cristian Zapata è un habituè della Serie A. Nonostante in molti non abbiano sofferto la sua assenza per quella stagione al Villarreal – dove per altro retrocedette – il difensore colombiano dei tempi dell’Udinese era un mastino di indiscutibile affidabilità. Zapata è stato il libro di Hemingway che tutti hanno nella propria libreria, una costante che negli anni pareva diventare sempre più forte: sei stagioni da 168 presenze e 5 gol. Però poi tutti si stancano un po’ di leggere perfino Hemingway, e infatti, come lo scrittore americano, pure Zapata dopo anni di lustro è finito nelle soprelevate panchine di San Siro. Purtroppo.

5. DIFENSORE CENTRALE: MEHDI BENATIA

Quando a Udine videro che esultava come Batistuta qualcuno pensò a un po’ di incoscienza personale. Perchè effettivamente in Italia il gioco delle esultanze ha un significato abbastanza complesso. Eppure, Medhi Benatia ha dimostrato carattere e fermezza come i migliori goleador, essendo, tra l’altro, un vero ariete pur partendo dalla linea dei difensori. Prima della RomaBayern Monaco e della Juventus, Benatia al Friuli aveva segnato sei reti in ottanta presenze, diventando con Guidolin uno dei migliori difensori del campionato italiano.

 

6. CENTROCAMPISTA CENTRALE: Gokhan Inler

Nell’indecisione fra Francesco Lodi e Gaetano d’Agostino, alla fine la spunta Gokhan Inler. Inler ha avuto una gran fortuna insieme ai suoi compagni durante il periodo friulano, diventando un vero top player. Mediano nel muscoloso centrocampo di Guidolin, il talento turco-svizzero ha unito quantità e qualità, che alla fine gli valsero la chiamata del Napoli con quella hollywoodiana presentazione. A Udine per Inler ci sono state 141 presenze e 6 gol.

7. MEZZALA DESTRA: Sulley Muntari

Noto per lo più come quello de il gol di Muntari … il centrocampista ghanese è stato molto di più di una semplice pagina della rivalità fra Milan e Juve. Attivo al Friuli dal 2002 al 2007, Muntari è stato un centrocampista particolarmente aggressivo e di quantità, che ha fornito ai vari Spalletti e Guidolin tanta corsa e sacrificio. Dopo il suo passaggio a Udine (125 partite e otto gol), il marito di Miss Ghana ha giocato tra le altre con Portsmouth, Inter, Milan e Pescara.

(P.S. è un grande amico di Clarence Seedorf)

 

8. MEZZALA SINISTRA: ALLAN

Allan è forse il centrocampista che per il momento ha lasciato di più il segno nel campionato italiano da quando si è trasferito da Udine a Napoli. Arrivato all’Udinese dal Vasco da Gama, si notavano già dai tempi del Friuli le sue importanti doti di centrocampista d’interdizione e di tuttofare: lo si trovava dappertutto come oggi, solo che prima, a Udine, la resa era leggermente inferiore ai grandi risultati azzurri. Vincitore del Mondiale under 20 di categoria (Colombia 2011), l’Udinese ha consegnato alla Serie A uno dei migliori centrocampisti in circolazione nel mondo. Con una sola rete in tre stagioni e centonove presenze, è andato al Napoli per dodici milioni di euro con Britos e Duvan Zapata in terra friulana.

9. ATTACCANTE CENTRALE: VINCENZO IAQUINTA

Straordinariamente, meravigliosamente, Vincenzo Iaquinta. Il bomber calabrese è stato l’ultimo Campione del Mondo a vincere con la maglia dell’Udinese, con cui ha giocato dal 2002 al 2007 prima di andare alla Juventus  senza troppe soddisfazioni. Nella stagione 2004-2005 raggiunge l’apice della sua carriera pre-Mondiale, quando segna quindici gol in stagione. Un attaccante controverso per i suoi “successi” anche fuori dal campo, che lo hanno escluso da un finale di carriera dignitoso e anzi, lo hanno escluso dal mondo del calcio. Un epilogo abbastanza indecente per un Campione del Mondo come Iaquinta, apprezzato da tutti come uno dei migliori arieti d’area di rigore del ventunesimo secolo del calcio italiano.

 

10. SECONDA PUNTA: ANTONIO DI NATALE

Un simbolo di Udine che parla napoletano. Antonio Di Natale è stato per tanti anni il leader tecnico dell’Udinese “dei miracoli”, quella dei preliminari di Champions con l’Arsenal e delle cavalcate europee in Coppa UEFA. Ritiratosi dal calcio giocato nel 2016, Di Natale ha battuto i record più importanti con la maglia bianconera: dal giocatore con più presenze in Serie A (385) a quello delle reti segnate (191), senza dimenticarsi degli stessi record per quello che riguarda le competizioni UEFA (rispettivamente, trentasette presenze e diciassette reti). Di Natale ha creato un legame unico col mondo-Udinese fatto di gol, assist e autentici colpi di genio. Il talento napoletano ha segnato un’epoca calcistica a Udine, il simbolo più scintillante di un periodo d’oro per il livello tecnico dell’Udinese.

 

11. ALA SINSITRA: ALEXIS SANCHEZ

Sanchez è stato probabilmente il giocatore più mainstream transitato dal Friuli. Attualmente al Manchester United, el Nino Maravilla ha conosciuto solo grandi club da quando ha abbandonato l’Udinese: in ordine Barcellona, Arsenal e ora Red Devils. In tre stagioni italiane Sanchez ha segnato venti reti in novantacinque presenze diventando uno dei giocatori più devastanti del campionato. Il cileno ha raggiunto l’apice quando segnò un incredibile poker al Barbera di Palermo contro la squadra locale, facendo dire definitivamente ai dirigenti dal Barcellona: “si, è quello giusto”.