Ieri sera Gianluca Monti, giornalista della Gazzetta dello Sport che segue il Napoli, è intervenuto nel programma Casa Napoli dove Numero Diez è una presenza fissa. Gli argomenti trattati sono stati tanti sia in ottica futura che presente:

Partiamo con l’argomento più caldo di queste giornate: Krzysztof Piątek

“Quando c’è la sosta di campionato l’argomento mercato tiene banco. È ovvio che il nome di Piatek ora rimbalza spesso sui giornali per quello che sta mostrando in campo ed è normale come una società come il Napoli lo tenga sotto controllo soprattutto perché è un giocatore di buon livello, che deve mostrare ancora tantissimo, con uno stipendio ampiamente alla portata del club. Con Mertens che supera la trentina è scontato che il polacco sia nella shortlist di nomi di attaccanti seguiti dal Napoli che prova a mettersi in concorrenza con le altre squadre che lo stanno seguendo. Credo che il Napoli ne abbia parlato effettivamente con il Genoa dimostrando di essere interessato però prendere Piatek dipende da tantissimi fattori. Il Napoli è al suo seguito proprio grazie al lavoro di Giuntoli che è particolarmente attento a questo tipo di mercato. Milik ad esempio è un suo colpo, il che dimostra come la sua attenzione sia piuttosto peculiare e fa intendere anche quale sia il rapporto con il mercato polacco.

Il polacco va aspettato, il Napoli attualmente lo valuta sui 25 milioni però è ovvio che il Genoa cerchi di monetizzare il più possibile sperando nel miglior rendimento del giocatore; a quel punto non basterebbero nemmeno i 60 milioni richiesti da Preziosi. Finché non arriverà Marzo sarà difficile capire soprattutto il reale valore e anche quanti club saranno pronti a spendere per il calciatore. In conclusione: è giusto che il Napoli si faccia vedere per Piatek.

Polonia

Se si dovesse concretizzare l’arrivo di un’altra punta, quale sarà il destino di Milik?

“Milik è il centravanti di punta del Napoli ovvero l’attaccante principale del futuro prossimo del Napoli. Il polacco è un classe ’94, il suo reale valore dobbiamo ancora vederlo a causa di due infortuni piuttosto gravi. Magari non parliamo di un top player assoluto anche perché se lo fosse stato allora non sarebbe stato nei parametri del Napoli. Milik è il prototipo dell’attaccante di questo Napoli. In campionato può fare bene, ha dimostrato che può fare gol con molta facilità. A livello internazionale si deve ancora affermare ma credo che abbia ancora molti anni da dare al Napoli quindi io lo immagino insieme ad un altro centravanti.”

Il ds Giuntoli è in scadenza, come giudichi il suo operato?

“C’è molto del lavoro di Giuntoli in questo Napoli, è molto sottovalutato il suo operato probabilmente per problemi di comunicazione. Noi giornalisti non abbiamo mai avuto il piacere di parlarci in via ufficiale nonostante lui sia una persona gradevolissima. Io dico che dopo il Napoli di Benitez, che poi è stato il punto di partenza di quello sarriano, è arrivato il Napoli di Cristiano Giuntoli perché Allan, Hysaj, Milik, Meret, Zielinski, Rog e Diawara sono tutti giocatori che ora stanno salendo alla ribalta e che ha portato proprio lui. Sinceramente ritengo che purtroppo il suo lavoro è stato spesso sottovalutato.”

Tornando al futuro prossimo: la partita con il Psg a Parigi si potrebbe considerare come uno spartiacque?

“La partita spartiacque era quella con il Liverpool, perché se il Napoli non avesse vinto quella adesso il discorso sarebbe stato superfluo. Si è già superato il peggio con gli inglesi quando si è vista la morte in faccia. Ora la situazione è più tranquilla al punto da potersi concedere di giocare a Parigi per 2 risultati su 3.”

 

Al posto di Ancelotti proveresti ancora la difesa a 3 in campo europeo?

“Ci dovrà essere qualche aggiustamento ma non bisognerà snaturasi. Non si può comparare il Psg con il Liverpool, gli attaccanti sono comunque diversi e giocando in casa loro potrebbero improntare il gioco sul palleggio e uno-due. Faccio fatica a pensare a Maksimovic su Neymar o Mbappè anche se avevo i miei dubbi con il confronto con Manè invece il serbo si è dimostrato all’altezza. È stata una mossa geniale quella di Ancelotti. Il compito spetta a lui e menomale perché noi giornalisti già sbagliamo la formazione figuriamoci indovinare l’undici da mandare in campo.”