Una conoscenza di Numero-Diez.it torna a parlarci del grande calcio internazionale. Stefano Borghi, telecronista di Dazn, ieri è stato il cantore della manita blaugrana che ha disintegrato il Real Madrid. A Numero-Diez.it racconta le sue impressioni di un Clasico travolgente per Lopetegui e estasiante per i padroni di casa.

D: Stefano, sappiamo tutti quanto sei bravo con le parole, dunque non posso che chiederti tre aggettivi per descrivere il Clasico di ieri. 

“Il Clasico di ieri è stato innanzitutto detonante perché si arrivava con delle premesse di grande intensità, successivamente rispettate. Il Barcellona è stato in dominio totale per i primi quarantacinque minuti, poi il Real che cambia la partita e quasi la riprende ma infine va al tappeto. Come secondo direi rivoluzionario: perché è stato assegnato per la prima volta un rigore con il Var e perché non c’erano Messi e Ronaldo, dimostrando che questa è una sfida che va al di là di chi la gioca. Ultimo aggettivo banale ma doveroso è spettacolare. Partite di questo genere  possono cambiare in qualsiasi momento e in qualsiasi momento ti portano un qualcosa – ad esempio, il Barcellona che era momentaneamente appagato ha provato a fare il sesto – offrendo il massimo dello spettacolo a un tifoso o a un semplice appassionato di calcio.

D: Attualmente il Barcellona è primo e il Real Madrid nono. Con questa situazione, il 5-1 del Camp Nou è un risultato che colpisce più il Barcellona o il Real Madrid?

“Per tutti è un risultato che segna la stagione. Secondo me è più importante per il Real Madrid, perché era la partita in cui il Real doveva risorgere e invece torna a casa con cinque gol sul groppone. Sicuramente cambierà l’allenatore e ci saranno anche delle cose da sistemare nello spogliatoio, perché nel post partita, Casemiro ha parlato in un modo e Sergio Ramos in un altro. È un Clasico che ha portato le cose indietro di tre anni, come se avesse cancellato l’era Zidane per quel che riguarda l’armonia e la compattezza: bisogna ricostruire su quelle macerie piuttosto fumanti. Allo stesso tempo è un risultato che vale tantissimo per il Barcellona, perché il Barça ha avuto un buon rendimento dal punto di vista dei veri scontri di classifica, sia in Liga che in Champions, anche le cose sono andate molto diversamente rispetto all’anno scorso. Ha preso molti gol in più e ha pareggiato o perso delle partite che non ci si aspettava non vincesse. L’aver dato queste dimostrazioni con tre vittorie consecutive senza Messi, aver segnato cinque gol in un Clasico con Leo a guardare in tribuna e, soprattutto, con un Suarez che ha dimostrato di essere un perfetto backup – di solito è il “cavalier servente”, ma se tocca a lui è assolutamente un crack di livello mondiale – danno a Valverde la convinzione di essere in competizione su tutti i fronti. Per me quest’anno il Barca ha la possibilità di fare incetta di trofei.” 

D: Il Real Madrid ieri ha iniziato bene la partita e a tratti – inizio del secondo tempo – ha fatto vedere cose molto interessanti. La partita di ieri può essere l’esatta metafora dell’esperienza madridista di Lopetegui?

“É stata la fotografia dell’era Lopetegui per quel che riguarda il risultato. A inizio stagione ha perso l’unico trofeo che si poteva giocare (Supercoppa europea contro l’Atletico Madrid), in campionato ha perso a Siviglia, a Vitoria e in casa col Levante; in Champions League ha vinto con la Roma ma ha perso a Mosca e la stessa vittoria contro il Victoria Plzen è arrivata con sofferenza. Per cui, i riscontri sono storicamente negativi in termini di risultati. Nella partita di ieri il Real è stato veramente misero, e infatti è stato sovrastato nel primo tempo. Poi Lopetegui è stato bravo a cambiare sistema di gioco e a ridisegnare la squadra: il Real Madrid l’ha ripresa e poteva pareggiarla, poi il Barcellona ha segnato e da lì si è steso il tappeto rosso. La partita del Camp Nou ci dice che non può essere solo colpa di Lopetegui – che ovviamente paga i risultati che sono sorprendentemente in negativo – anche se ieri ha dimostrato che mettendo mano al sistema di gioco era riuscito a cambiare la partita. Io credo che molte colpe siano anche dei giocatori, perché errori di gestione ce ne sono stati, ma sono stati più lampanti gli errori dei vari Varane, Benzema, di Bale che non riesce ad essere protagonista, di un terzetto di  centrocampo che non riesce a essere dominante come quello dei tre anni scorsi, delle alternative o titolari aggiunti che non hanno trovato il rendimento che ci si aspettava (tipo Asensio). Poi ci sono stati gli infortuni: fare a meno di Carvajal e Marcelo oltre a Isco è una cosa complicata per qualsiasi squadra, specialmente per chi deve sempre dimostrare di essere al top del livello; c’è una concatenazione di cause, e in questo aggiungo anche l’addio di due figure top come Zidane e Ronaldo, che sono la storia del Real Madrid, e ovviamente averceli o non averceli cambia molto. É da tutto questo nasce un inizio di stagione sportivamente disastroso.”  

D: Il Barca – alla luce di questo risultato – ha dato la prova definitiva di essere la prima candidata sia per il titolo che per la vittoria della Champions ? 

“Per il titolo direi di sì, il Barcellona è abbastanza incamminato per potersi riconfermare come favorito, mentre per l’Europa penso che abbia una squadra in grado di vincere la Champions League. Però non credo che ci sia ancora una prima candidata, nel senso che ancora stiamo sgranando le gerarchie e per ora si rimane con un lotto di pretendenti più o meno tutte alla pari. Ad esempio, la Juventus mi sembra poter stare ai vertici delle graduatorie, e lo ha fatto vedere sia in campionato che in Europa fornendo prestazioni molto nette. Il Barcellona ha sicuramente la squadra per poter vincere ma pure il Manchester City anche è un’interlocutrice di massimo livello. Poi vedremo se riescono a prendere regolarità squadre come il Real Madrid, l’Atletico, il Liverpool, il Paris Sanit Germain o lo stesso Napoli, perché nelle partite importanti ha fatto vedere delle grandi prestazioni. Pure il Bayern Monaco che è partito male può dire la sua. Credo che sia una Champions molto bella. Il Clasico di ieri ha mostrato che il Barcellona non ha nessuno davanti ma è ancora presto per arrivare a dire che sia la prima favorita.” 

D: Chiusura sul Real Madrid: Conte può essere una scelta risolutiva per la stagione del Real ? 

“Risolutiva non lo so, perché da risolvere ci sono tante cose. Mi sento di dire però che guardando al panorama degli allenatori, ad oggi non mi sembra di vedere una figura migliore di Antonio Conte. È l’unico disponibile sulla piazza con lo status per poter prendere in mano il Real Madrid. Poi da qui a dire che sarà facile ci passa tantissimo perché lo spogliatoio è abbastanza infiammato. C’è anche il fatto che alcuni suoi ex giocatori al Chelsea tipo Fabregas, Morata o Diego Costa non abbiano parlato benissimo di lui agli spagnoli del Real Madrid, motivo per cui dovrà conquistarsi un po’ lo spogliatoio. Però il giudizio è che se il Real Madrid sceglie un allenatore, ad oggi non c’è figura di più alto livello di Antonio Conte; inoltre, quest’avventura sarebbe l’occasione più grande della carriera di Conte per tutto quello che è stato finora e per tutto quello che potrà essere, soprattutto per il tipo di realtà in cui andrà a misurarsi. Quindi per ora rimane il candidato numero uno, ma se riuscirà a cambiare la squadra ancora non lo sa nessuno, soprattutto in tempi immediati. Di certo se devo tracciare l’identikit di chi andrà a guidare il Real Madrid, la figura di Conte mi sembra la migliore.”