“Il calcio sudamericano è qualcosa di magico e profondo, che va ben oltre il campo da gioco e tocca l’anima.” Queste parole sono riportate nel retro del libro ‘Locos por el futbol’, scritto da Carlo Pizzigoni, con la prefazione di Federico Buffa e la postfazione di Daniele Adani. Pazzi (di amore) per il calcio, nello specifico quello sudamericano. Per spiegarlo non esiste libro migliore. E’ un calcio lontano dal nostro, come se fosse un mondo a parte. Eppure è un mondo bellissimo, da scoprire, che regala emozioni uniche.

Emozioni che hanno provato, e che proveranno, i tifosi di Boca Juniors e River Plate, le due squadre che si ritroveranno, faccia a faccia, nella finale di Copa Libertadores. E’ la prima volta nella storia di questa competizione: non c’è mai stato un Superclásico in finale. Saranno le due partite più importanti di sempre per il Sud America; perché sì, in Copa Libertadores la finale si gioca con andata e ritorno. Una delle tante particolarità di questa competizione, come quella che fino a pochissimi anni fa non permetteva a due squadre dello stesso paese di ritrovarsi in finale, ecco perché non era mai successo. La novità è che dalla prossima stagione non ci sarà più la doppia finale, ma si giocherà in gara secca. Una decisione che ha suscitato non poche polemiche. Ecco perché Boca Juniors-River Plate entrerà ancora di più nella storia, era scritto nel destino di questa competizione. Ci sarà un prima e un dopo.

CASA RIVER

Partiamo dalla squadra che si è qualificata per prima, cioè il River Plate. I millonarios sono usciti vittoriosi dalla doppia sfida contro i brasiliani del Gremio, i campioni in carica della Copa. All’andata il River ha perso in casa per 1 a 0, mettendo a serio rischio la qualificazione. Al Monumental il Gremio si è dimostrato ancora una volta una delle squadre più organizzate del Sud America, forse l’avversario più difficile da affrontare. Il Gremio anche nel ritorno, in casa, ha giocato un primo tempo perfetto, andando in vantaggio ancora una volta grazie ad un corner.

Le prime due linee compatte del Gremio, il River ha faticato molto per scardinarle.

Nel secondo tempo il River è riuscito a ribaltarla nei minuti finali, grazie ad un gol di Santos Borré e ad un rigore del Pity Martínez assegnato al 90’ grazie al VAR. Una remuntada epica, e non è la prima volta. Anche nel 2015 contro il Cruzeiro il River perse la gara d’andata in casa per 1 a 0, recuperando poi con un netto 3 a 0 in Brasile e riuscì a vincere la Copa. Adesso i millonarios sono pronti a giocarsi la sesta finale di Libertadores della loro storia. Sarà anche la dodicesima (considerando tutte le competizioni) del ciclo dorato di Marcelo Gallardo, che ne ha portate a casa 8. Per questo è stato ribattezzato dai tifosi Napoleón.

Come si presenterà il River alla finale? La squadra di Gallardo ha un’identità molto chiara, con princìpi di gioco consolidati e con diverse armi a disposizione. I millonarios giocano un calcio proattivo, con un 4-4-2 asimmetrico per via degli esterni di centrocampo.

Il reparto arretrato è ormai diventato un mantra, con Franco Armani in porta e la coppia di centrali composta dai due sceriffi Maidana-Pinola. A sinistra gioca Milton Casco, mentre a destra il classe ’97 Montiel, uno dei talenti più interessanti della banda. Leo Ponzio è il capitano della squadra e gioca in mezzo al campo insieme al pibe Palacios, altro ’97, probabilmente il prospetto più pronto di tutto il calcio argentino. Palacios è un centrocampista centrale molto dinamico, abile in conduzione, utilizza bene entrambi i piedi e garantisce anche apporto difensivo. Dall’Argentina dicono che il Real abbia già prenotato il suo cartellino, ma sono tutti discorsi da fare a Libertadores conclusa.

Gli esterni di centrocampo sono sempre 2 tra Quintero, Martínez e Fernández. Sono 3 giocatori molto diversi tra loro, ma sono esterni con caratteristiche più associative che di corsa. Vengono spesso a dialogare dentro il campo con le punte, lasciando le fasce ai terzini che a turno garantiscono l’ampiezza.

In questo frame Quintero con un passaggio filtrante manda in porta Borré, ma c’era anche la soluzione più semplice aprendo a destra per Montiel. Questi sono i vantaggi di avere giocatori come Juanfer in squadra.

Davanti ci sono sempre 2 posti per 3 attaccanti, che sono Scocco, Pratto e Santos Borré. Attualmente Santos Borré sembra insostituibile, è l’attaccante perfetto per il calcio di Gallardo. Il colombiano è una punta molto mobile, che sa giocare anche sull’esterno, viene incontro e libera gli spazi, pressa la difesa avversaria come un indemoniato e sa segnare gol pesanti. A seconda delle situazioni e dell’avversario Gallardo decide chi schierargli accanto.

L’azione viene sempre iniziata dal basso, con Leo Ponzio che si abbassa tra i due centrali per effettuare la salida lavolpiana, mentre Casco e Montiel si allargano e vanno sulla linea dei centrocampisti.

Ponzio nella salida lavolpiana con Maidana e Pinola. Casco a sinistra molto alto, mentre Montiel a destra è fuori inquadratura.

Il River è una squadra che vuole sempre dominare la partita attraverso il gioco e il possesso del pallone, sfruttando i falsi esterni e le fasce per arrivare al gol. La creatura di Gallardo, però, è anche una squadra letale in transizione, e questo esempio nei quarti di finale contro l’Independiente ne è la prova.

CASA BOCA

Il Boca Juniors ha eliminato il Palmeiras di Felipao Scolari (leader del Brasilerao) ed ha conquistato così la finale che mancava dal 2012, quando gli xeneizes persero con il Corinthians. Sarà l’undicesima finale della storia, con sei successi raggiunti in bacheca. In realtà, anche per il Boca, la qualificazione non è stata una passeggiata, ma nel fútbol del Sud America non c’è nulla di scontato. Nella partita di andata il Palmeiras si è difeso molto bene in trasferta a La Bombonera, chiudendo gli spazi e soffocando la manovra del Boca. Partita molto chiusa fino all’ingresso di Darío Benedetto, che ha segnato prima di testa sfruttando un corner e poi si è inventato il 2 a 0 con una magia che va rivista.

Controllo illegale di Benedetto e rasoiata che fulmina Weverton. Que Golazo!

Nella partita di ritorno il Boca è andato in vantaggio grazie ad Abila, che al primo pallone toccato ha segnato.

L’esterno del Boca (in questo caso Villa) si ritrova in una situazione di 1 vs 1. Punta l’avversario, non lo sfida ma mette la palla in mezzo. Abila taglia verso il primo palo con un movimento perfetto, entrambi sanno quello che devono fare.

Il Palmeiras ha segnato 2 reti, ma Benedetto ancora una volta entra e segna con una magia. Per El Mellizzo Schelotto il recupero dall’infortunio del pipa è stato fondamentale. Praticamente ha giocato 45 minuti in due semifinali, segnando 3 gol. Questo fa capire quanto incide un attaccante come Benedetto, probabilmente il miglior nueve del calcio sudamericano.

Ottavo di finale di ritorno contro il Libertad. In questo frame possiamo vedere il fondamentale impiego di Barrios, che pressa in avanti e in scivolata serve Benedetto. Poi El Pipa controlla e con uno scavetto serve Zarate, che effettua la mezzaluna e va in porta. L’importanza di avere i due attaccanti vicini per colpire nel migliore dei modi.

Il Boca Juniors si presenterà alla finale con tanto entusiasmo, la vittoria della Copa manca dal 2007. Schelotto ha un modulo fisso, il 4-3-3, con le posizioni degli attaccanti che variano a seconda del tridente scelto. In porta ci sarà Rossi, dato l’infortunio subito dal titolare Andrada qualche settimana fa. La coppia dei centrali sarà composta da Izquierdoz e Magallan. A sinistra giocherà Olaza, laterale proveniente dal Talleres di Cordoba acquistato in prestito durante l’estate. A destra invece sarà presente l’esperto Jara. Se nel reparto arretrato i dubbi sono ridotti al minimo, in mezzo al campo e davanti ci saranno vari ballottaggi.

Davanti alla difesa sembra imprescindibile Wilmar Barrios, centrocampista colombiano classe ’93, arrivato alla giusta maturazione per il salto in Europa. Nandez lo affiancherà, anche lui è uno dei talenti più importanti del calcio sudamericano, uruguagio classe 1995. Si è imposto in patria, al Peñarol, diventando il capitano più giovane di sempre. Al Boca si è inserito subito, e anche lui è pronto per sbarcare nel calcio europeo. L’altro centrocampista negli ultimi mesi è stato Pablo Perez, ma da pochi giorni Schelotto ha recuperato El Pintita Gago, e adesso il ballottaggio è aperto. Perez è una mezz’ala di possesso, mentre Gago è un vero e proprio regista, il prototipo del 5 argentino.

Il reparto offensivo del Boca è, senza dubbio, il più forte e completo del Sud America: Tevéz, Pavón, Abila, Zarate, Benedetto e Villa. Pavón è l’unico imprescindibile, Schelotto non può rinunciare mai ad uno come lui. Esterno offensivo classe ’96, capace di effettuare strappi mortiferi e letale in transizione. Anche lui è uno dei prospetti più forti e importanti del Sud America. Benedetto è tornato dal tremendo infortunio al crociato che gli ha fatto saltare anche il Mondiale, adesso è pronto per prendersi la sua rivincita.

Il tridente sarà, come sempre, molto asimmetrico: Pavón agirà a destra per garantire ampiezza, Benedetto e un’altra punta occuperanno le zone centrali. Il Boca Juniors, come il River, cerca sempre di mantenere il possesso del pallone ed iniziare l’azione dal basso. Anche gli xeneizes effettuano la salida lavolpiana, con Barrios che si abbassa tra i due centrali. Jara rimane più bloccato sulla destra, mentre Olaza si alza sulla linea dei centrocampisti.

Schelotto vuole sempre una squadra offensiva e che domini la partita, per questo lo scontro con il River sarà sicuramente spettacolare anche dal punto di vista tattico. Il Boca Juniors, per risalire il campo, utilizza anche il lancio lungo per la punta, che poi ha il compito di distribuire la palla sugli esterni. Quando Pavón gioca nella sua posizione abituale, cioè a destra, il terzino della sua fascia rimane arretrato, mentre Olaza dall’altra parte garantisce l’ampiezza. Pavón, come nell’ultima partita contro il Palmeiras, è stato impiegato da Schelotto anche a sinistra, formando così una catena laterale ancora più offensiva con Olaza.

La Passmap con posizioni medie del Boca Juniors contro il Palmeiras. Da evidenziare il ruolo di Barrios, che ha agito come un difensore aggiunto. Si possono notare due aspetti del gioco di Schelotto: il costante utilizzo delle catene laterali e la ricerca dell’attaccante centrale. Via 11tegen11.

In queste 3 settimane che precedono le due partite Buenos Aires diventerà il centro dell’universo calcistico. L’andata si giocherà a La Bombonera sabato 10 Novembre, ore 20 italiane. Il ritorno è fissato per sabato 24 Novembre, al Monumental. In Italia saranno trasmesse da DAZN, raccontate dalla voce di Stefano Borghi, il Virgilio del calcio sudamericano.

In molti, scherzando, hanno scelto la data della partita di andata come prossimo inizio della terza guerra mondiale. Sarcasmo, che però fa capire quanto queste due partite saranno importanti. Una delle due squadre toccherà il paradiso, l’altra scenderà all’inferno, sarà la massima espressione del ‘matar o morir’. 

Señoras y señores, la storia è pronta per essere cambiata.