Ride bene chi ride ultimo

La telenovela di quest’estate tra la Roma e Malcom, con il brasiliano che all’ultimo minuto rifiuta i giallorossi per accasarsi al Barcellona, è nota a tutti. Quello che forse non tutti ricordano è che, prima di questo episodio, anche l’Inter si era interessata all’ex esterno del Bordeaux. La parte più divertente in tutto ciò è il simpatico siparietto social avvenuto sugli account Twitter delle due squadre italiane con gli interisti che (tra le altre) prendevano in giro i romanisti per il modo in cui era sfumata l’operazione. Probabilmente ieri sera, al momento del goal per il momentaneo vantaggio blaugrana a San Siro, realizzato proprio da Malcom, i social media manager della Roma avranno riso di gusto ripensando ai fatti estivi. Spesso un mancato trasferimento può trasformarsi in un motivo di presa in giro da parte dei tifosi avversari, a volte però la beffa è dietro l’angolo, per gli uni o per gli altri. Ecco alcuni esempi di intrecci di mercato finiti in questo modo:

MALCOM

Si parte proprio da Malcom Felipe Silva de Oliveira, più semplicemente Malcom. La scorsa estate sembrava ormai un giocatore della Roma ed era atteso all’aeroporto dai dirigenti giallorossi. Si vocifera addirittura che il giocatore avesse il biglietto in mano, già pronto a salire sull’aereo a Bordeaux verso la capitale, quando… saltò tutto. Arrivò il Barcellona, superando l’offerta di Monchi e tanti saluti all’estroso talento brasiliano che il 24 luglio firma con i blaugrana. Com’è giusto che sia, la faccenda andò di traverso alla Roma che esprimeva disappunto per il comportamento dei francesi, detentori del cartellino, e degli catalani. Come se non bastasse, pochi giorni dopo è in programma un’amichevole proprio contro il Barcellona e Malcom realizza la rete del momentaneo 2-1. Alla fine la Roma rimonta e il brasiliano assaggia i tacchetti di Manolas. Ecco poi che sul finire di agosto, dal tweet del Marsiglia in cui viene annunciato l’acquisto di Strootman, nasce lo scambio di sfottò tra Roma ed Inter. La pagina della Roma tira in ballo il video di presentazione di De Vrij e quella dell’Inter risponde con un commento proprio su Malcom. L’offesa brucia, tanto che la lotta a suon di cinguettii tira in ballo Vidal e Modric, sogni nerazzurri e di nuovo l’esterno, sfumato, come detto, ad entrambe le squadre. Ecco perché ieri sera, dalle parti di Trigoria, sul goal dell’1-0, qualcuno si sarà fatto una grassa risata.

ITURBE

La squadra capitolina era stata coinvolta in un altro episodio del genere. Juan Manuel Iturbe, dopo una stagione da sogno nel neo-promosso Verona in cui colleziona 33 presenze e realizza 8 goal, ha tutti gli occhi puntati addosso. Le grandi della Serie A (e non solo) sono pronte a sborsare cifre importati per prelevarlo dai gialloblu, è l’estate del 2014. Naturalmente in pole position c’è la Juventus di Marotta e Paratici che offre 25 milioni al Verona, l’affare è ad un passo dall’essere concluso. A questo punto però si inserisce la Roma che dà il via ad un’asta. Marotta non è del tutto convinto del giocatore che in realtà è un obiettivo di Antonio Conte. A questo punto il colpo di scena: il 15 luglio Conte si dimette, proprio per questioni legate al mercato, e il giorno successivo Iturbe passa alla Roma per un cifra vicina a 30 milioni di euro. L’universo romanista è in delirio, in un colpo solo i diretti avversari hanno perso l’allenatore artefice della rinascita e il colpo dell’estate. Alla presentazione all’Olimpico si sprecano i cori irrisori verso gli acerrimi nemici bianconeri. Come se non bastasse, il primo goal dell’argentino in campionato arriva proprio nello scontro diretto, che però termina con una sconfitta viziata da episodi arbitrali. Nella conferenza post-partita, Rudi Garcia grida allo scandalo ed annuncia la vittoria dello scudetto. Come tutti sanno però, le cose sono andate diversamente. Iturbe si è rivelerà un autentico flop, tra infortuni e prestiti. La Juventus vincerà lo scudetto con 17 punti in più della Roma. Anche questa volta qualcuno ha cantato troppo presto.

KONDOGBIA

Anche l’Inter, come la Roma, non era nuova a casi simili a quello di Malcom. Tutti ricordano la vicenda legata a Geoffrey Kondogbia, talentino francese del Monaco. Il gigante del centrocampo monegasco era arrivato nel principato nel 2013 a seguito dello straordinario mondiale U-20 vinto con la Francia. Era considerato da molti una sorta di alter ego di Paul Pogba con il quale faceva coppia in quella fantastica nazionale. Dopo due buone stagioni, nell’estate 2015 si accende uno speciale duello di mercato. Il derby di Milano passa dal campo alle scrivanie: Milan e Inter si contendono l’acquisto del giocatore di origini centrafricane. Dopo lunghe trattative i rossoneri sono sul punto di chiudere ma arriva l’ennesimo rilancio nerazzurro e il 21 giugno arriva l’ufficialità. Il centrocampista costa circa 30 milioni di euro al Biscione che però è doppiamente soddisfatto dell’operazione conclusa da Ausilio e Fassone, visto lo sgarbo fatto ai cugini. Le prime immagini di Kondogbia con la 7 dell’Inter tra le mani sono entrate nella storia grazie al coro dei tifosi che lo acclamavano: Chi non salta milanista è!”. Il rendimento del nuovo fenomeno del centrocampo dell’Inter però non è esattamente quello atteso dai tifosi, al punto che la gioia più grande è quella che arriva dalla sua cessione al Valencia. Il vero affare a quanto pare, l’aveva fatto il diavolo.

POGBA

Quest’ultimo scippo di mercato è forse il più particolare ma la beffa è in tripla cifra. Si tratta proprio dell’alter ego (si fa per dire) di Kondogbia, Paul Pogba. In questo caso, come tutti sanno, il giocatore ritenuto da addetti ai lavori un potenziale fenomeno, viene strappato a parametro zero dal Manchester United che però era già in possesso del suo cartellino. L’astuzia di Marotta è stata quella di anticipare le trattative dei Red Devils per la firma del contratto da professionista del giovanissimo fantasista francese. Pogba arriva a Torino in un clima di indifferenza abbastanza generale, in pochi lo conoscono e sembra strano che un uomo di calcio come Sir Alex Ferguson si sia lasciato sfuggire un crack. Pian piano però il Polpo si fa strada nelle gerarchie juventine e a suon di goal mozzafiato e prestazioni da urlo conquista il palcoscenico europeo. Si scoprì poi che l’addio del francese nella sessione di mercato del 2012 non era assolutamente voluta da Ferguson, bensì da Mino Raiola, suo procuratore. Dopo essersi resi conto dell’incredibile errore commesso, a Manchester qualcuno inizia a pensare di far tornare Pogba. L’idea si concretizza e l’affare va in porto ma la spesa è da capogiro: tra i 100 e i 110 milioni di euro, il trasferimento più oneroso della storia del calcio (in quel momento). Niente male per un giocatore che di fatto era già dello United. E per non farsi mancare nulla, il Pogba di Manchester non è che un lontano parente di quello visto a Torino, in grado sì di regalare ottime giocate ma non di incidere come fatto nelle quattro stagioni bianconere.