Lo chiamano The Kid ed è un talento puro di ultima generazione. Se Flavio Tranquillo ha definito Antetokounmpo il capostipite dell’NBA che verrà, ecco il prototipo calcistico di giocatore del futuro: elevazione, corsa, dribbling e fisicità fuori dal comune. Lui gioca in Germania, indossa la maglia delle aspirine e a soli 19 anni fa già parlare il mondo si se. Oggi Numero Diez vi porta alla scoperta del calcio di domani attraverso la storia e i numeri di uno straordinario presente. The Germany’s next big thing, Kai Havertz.

GIÙ LE MANI DA MESÜT

Il mondo è afflitto da grandi dilemmi ed uno tra questi è… “Si nasce o si diventa campioni?” Una risposta complicata, quasi impossibile da dare, che spacca il mondo del pallone in due. Eppure c’è chi, forse, la consapevolezza di fare cose grandi ce l’ha da sempre e non ha paura di sbilanciarsi. Havertz appartiene a questa categoria.

In un’intervista ha dichiarato di ispirarsi a Mesut Özil e nel torrido Agosto tedesco post-mondiale, Kai ha preso le difese del suo idolo, messo in discussione dal punto di vista umano e sportivo:

“Mi piacerebbe valutarlo esclusivamente da un punto di vista sportivo. Dubitare delle sue qualità calcistiche è incomprensibile per me. È sempre stato un giocatore che amo guardare e di cui seguo il percorso: Mesut Ozil è un giocatore davvero eccezionale, che ha fatto molto per la nazionale e anche per i suoi club”

Personalità e valori, Kai Havertz fuori dal campo è questo. In una situazione così complicata per la Germania – il Paese rappresentato e del quale potresti diventare il simbolo della prossima generazione – la decisione di andare di fronte alle telecamere e, a soli 19 anni, ricordare al mondo intero che Ozil è un fuoriclasse che ha fatto la storia della nazionale tedesca è un gesto sfrontato e coraggioso. Non abbiamo la sfera di cristallo per affermare con certezza se questo ragazzo avrà davvero un futuro d’oro, di certo, però, con questa mentalità può aspirare a diventare il numero uno.

LUI LE ASPIRINE, GLI ALTRI IL MAL DI TESTA

Poi c’è il terreno di gioco e lì non si guarda in faccia a nessuno. Havertz è un classe ’99 con la tecnica di un veterano del pallone. Il suo ruolo naturale è quello di trequartista ma la qualità del suo calcio e la fisicità prorompente gli danno la possibilità di giocare come esterno destro o affiancare la prima punta.

Dopo essere cresciuto nell’Alemannia Acquisgrana, nel 2010 entra a far parte della famiglia Bayer Leverkusen, formandosi nelle giovanili fino al debutto tra i professionisti contro il Werder Brema, all’età di 17 anni e 126 giorni. Conquista così il record di giocatore più giovane del Bayer ad aver mai esordito in Bundesliga. Kai però non si accontenta di così poco e nel giro di sei mesi diventa anche il più giovane scorer del club tedesco, siglando la rete del 3-3 contro il Wolfsburg in campionato.

È l’inizio di una scalata verso la gloria, il sogno di una vita. Da quel momento Havertz non si ferma più e macina prestazioni straordinarie condite da goal e assist di una qualità impressionante. Alla sua prima stagione collezione già 40 presenze, complice anche la lunga squalifica per Calhanoglu. Havertz non ha intenzione di fare la comparsa e a suon di goal (6) e assist (7) conquista il posto da titolare. Nella passata stagione è partito dal primo minuto ben 22 volte, riconfermandosi un ottimo assistman grazie alle 9 assistenze stagionali ai compagni.

GIOCATORE TOTALE

Ora allacciate le cinture, si parte verso il futuro. Perché Havertz dovrebbe essere il prototipo di una nuova generazione? Innanzitutto a soli 19 anni ha già sviluppato un fisico completo: oltre ai 188 cm di altezza, Kai ha delle lunghe leve in grado di lanciarlo in uno contro uno rapidi e letali per i difensori. In Italia abbiamo avuto forse il primo giocatore con queste caratteristiche, Paul Pogba. Uno sviluppo cosi rapido è sempre meno raro ed è una caratteristica genetica dell’ultima generazione di giovani.

Un altro aspetto da non sottovalutare è l’ambivalenza dei piedi. Mancino per natura, Havertz ha imparato a calciare ottimamente anche con il destro, arma che sfodera per uscire dalle situazioni più complicate, inventando assist straordinari per i compagni. Questo gli permette tatticamente di partire più largo per poi accentrarsi e andare alla conclusione, ma anche di innescare la manovra con rapidi cambi di gioco.

Arriviamo, infine, alla sua qualità migliore: la visione di gioco. In un calcio improntato sempre più sul duello fisico e le grandi accelerazioni, Havertz è il metronomo della squadra. Quando i ritmi sono così elevati, diventa difficile leggere l’azione con grande anticipo. In passato giocatori come Rivera o Pirlo erano il cervello del centrocampo, il loro apporto era fondamentale per il tipo di lettura che davano allo sviluppo di gioco. Havertz, seppur con grandi margini di miglioramento, ha questa peculiarità: vede il goal ancor prima che arrivi.

TUTTI LO VOGLIONO

Naturalmente, il suo nome è nel taccuino delle maggiori squadre europee. La prima a muoversi è stata l’Inter che in occasione della gara di Europa League contro lo Zurigo è andata a visione il giocatore: nonostante la sconfitta dei tedeschi e la prestazione non indimenticabile del numero 29, le relazioni del team di Ausilio sono state davvero positive.

Il Bayer lo ha blindato con un contratto fino al 2022 e lo valuta almeno 35 milioni. In estate ha rifiutato offerte minori arrivate dalla Premier ma, tra le inglesi, c’è l’Arsenal che non molla. Stasera il classe ’99 scenderà in campo per il match di ritorno contro lo Zurigo e si vocifera che alcuni osservatori del club londinese possano assistere al match.

Gli ottimi livelli a cui si sta affermando possono solo attirare ancor di più l’attenzione su di sé. C’è il rischio che si scateni un’asta clamorosa fra le maggiori potenze del calcio europeo ma chi dovesse aggiudicarselo metterebbe le mani avanti su un prospetto dal futuro radioso. Havertz aspetta la chiamata dal grande calcio, lui, intanto, gli fornisce un passaggio millimetrico verso un nuovo modo di interpretarlo.