Partita da sogno: il Superclasico; Boca-River e River-Boca. E poi i numeri (sarà la terza volta che due squadre dello stesso paese si contenderanno la Libertadores), le statistiche (la prima finale tra due club argentini), le voci, le parole e le cifre che da qualche giorno circolano sulla bocca di tutti. E’ il potere del calcio e dello splendore della finale che sarà, ma dietro a questa partita e a questi ultimi giorni infuocati c’è un mondo molto più ampio che soltanto oggi, sul piano mainstream, sta acquisendo gran risalto.

Che cos’è la Libertadores, il percorso delle due finaliste e i giovani talenti di questa competizione. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla coppa più chiacchierata in questo momento.

IL CAMMINO 2018

Prima, seconda e terza fase per poi approdare ai gironi. Un lungo percorso, dove agli ottavi di finale è arrivata una sola squadra cilena (il Colo-Colo) e soltanto una colombiana (l’Atlètico Nacional), in un contesto di dominio argentino e brasiliano – con ben 6 squadre a testa – e la partecipazione di due squadre paraguayane (Libertad e Cerro Porteno).

La Copa Libertadores è l’equivalente sudamericano della Champions League europea, un torneo calcistico annuale che raduna le migliori squadre dei campionati sudamericani.

La supremazia delle ormai due note finaliste è stato palese fin dal primo turno: spazzato via il Libertad e dominato il Cruzeiro, il Boca Juniors ha dovuto faticare per imporsi sul Palmeiras, poi ampiamente superato nel risultato. D’altro canto, governato dapprima il Racing e successivamente l’Independiente, il River Plate ha eliminato di misura il Gremio, dando vita al Superclasico in finale di Libertadores.

TALENTI

Nella competizione che prende il nome dalla “coppa dei liberatori, intitolata agli eroi delle guerre di indipendenza delle nazioni latinoamericane, la storia non è tutto. E’ una gran fetta, certo, ma oltre alle rivalità storiche, esaltate da una mentalità sudamericana viscerale e passionale per questo sport, c’è chi scrive la stori del calcio: non i club, l’insieme delle qualità, ma i singoli, l’elogio del talento. Ne citiamo tre su tutti.

Luan Guilherme de Jesus Vieira (Gremio)

Conosciuto semplicemente come Luan, è un giovane calciatore – classe 1993 – dalle indubbie qualità tecniche: brasiliano nel passaporto ma anche nel modo di porsi in campo. Una prima punta atipica, con il suo stile di gioco quasi fonte primaria del “Joga Bonito”, dove si predilige lo spettacolo sudamericano, fatto di numeri e finte per irridere l’avversario ed esaltare il pubblico.

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Miglior giocatore della Copa Libertadores 2017, Luan ha contribuito con 3 goal e altrettanti assist a portare nuovamente il Gremio nelle prime quattro squadre del Sud America.

Il suo modo di intendere il calcio e il ruolo di punta è figlio di illusioni verso il proprio marcatore: finte e controfinte attraverso esili e rapidissimi movimenti, grazie anche ad un controllo di suola che deriva tutto dai suoi primi passi nel futsal (calcio a 5), la sua iniziale scuola di vita – tipico di molti campioni brasiliani.

Exequiel Palacios (River Plate)

1998, corpo gracile e asciutto a cospetto di una rapidità di esecuzione – e di pensiero – fuori dal comune: Exequiel Palacios è l’ultimo grande talento sfornato dal settore giovanile dei Millonarios.

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Su di lui hanno posato gli occhi diversi top club europei: Barcellona e Atletico Madrid su tutti. Fortunatamente, per come sono andate le dinamiche dell’attuale Coppa Libertadores, avremo il pregio di gustarci questo giocatore in terra sudamericana ancora per due partite, almeno.

Nato trequartista e diventato mezzala, interno o centrale davanti alla difesa – duttilità è la parola chiave – grazie all’evoluzione tecnico-tattica imposta dall’allenatore Gallardo, il giovane calciatore argentino possiede doti da calciatore intelligente, che sa trattare la palla con maestria ed eleganza, unita alla notevole capacità nel superare l’avversario nell’uno contro uno.

Paquetà (Flamengo)

Dal rossonero del Flamengo a quello del Milan, considerando l’affare dato per certo intorno a una cifra sui 35 milioni: è per questo che il nome di Lucas Paquetà è diventato noto nelle ultime settimane.

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Lucas vanta già una discreta esperienza internazionale, con due partecipazioni in Coppa Sudamericana e Libertadores

Classe 1997, Paquetà rientra tra i nomi più interessanti di tutto il panorama sudamericano. Il tutto grazie ad un talento sopraffino e ad una personalità fuori dal comune, svezzata nel corso degli anni con la maglia Flamengo. Oltre alla tecnica nuda e cruda di un fantasista che dipinge con i piedi, al giovane brasiliano non manca il fiuto del goal, mai calato nonostante il lavoro più da trequartista che da sotto-punta.