Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di rivolgere alcune domande a Vincenzo Cavaliere (procuratore di Andrej Kramaric e Marko Livaja) sull’esplosione di diversi talenti croati negli ultimi anni, con riferimenti anche alla rinascita del nostro campionato e della nazionale azzurra.

 

Lei è da sempre un grande esperto di calcio croato. Come valuta l’exploit negli ultimi anni della nazionale dei Balcani? Crede che possano ambire a vincere un trofeo nei prossimi anni, magari proprio Euro 2020?

“La Croazia sforna da sempre grandissimi atleti, in tutti gli sport e questa nazionale ne è l’esempio più limpido. Un titolo credo che possano vincerlo, ma nel calcio nulla è deciso. Basti vedere cosa sono riusciti a fare nell’ultimo mondiale. Tutti erano convinti fossero una outsider di primo livello, ma nessuno pensava che sarebbero riusciti ad arrivare fino in finale. E invece questo gruppo, trascinato da Modric, Rakitic, Vida, Perisic e Lovren tra gli altri, ha raggiunto un risultato incredibile. Ora hanno perso pedine importanti come Mandzukic e Subasic, ma è anche in atto un cambio generazionale, con giocatori come Livaja e Brekalo pronti a inserirsi, che sicuramente la renderà  ancora competitiva per diverso tempo.”

Nell’ultima Coppa del Mondo si è messo in mostra un giocatore molto importante per il futuro dei croati, ovvero Andrej Kramaric. Che livello pensa abbia raggiunto al momento?

“Kramaric è un attaccante completo. Segna molti gol, corre e può giocare in ogni zona del campo vista la sua grande duttilità. Oltre che come prima punta infatti, si trova a suo agio anche nel ruolo di seconda punta o esterno in un possibile 4-2-3-1, come hanno visto tutti in Russia. Al momento non c’è un club in cui non potrebbe giocare. Magari in squadre come Barcellona e Real troverebbe grandissimi campioni con cui giocarsi il posto, ma con la dovuta esperienza riuscirà ad affermarsi anche lì.”

Nonostante molti top player della Croazia tra qualche daranno l’addio alla nazionale, la squadra potrà contare su molti giovani in rampa di lancio nei vari campionati europei. Quali sono per lei i nomi più interessanti?

“Beh sicuramente Brekalo, Plavsic e Caleta-Car sono giocatori che stanno cominciando ad assaporare il grande calcio. Caleta-Car è un buon centrale e se il Marsiglia ha deciso di investire quei soldi su di lui vuol dire che li vale tutti. Un altro profilo che a me piace molto è Benkovic. Rappresenta il prototipo del difensore moderno, e sicuramente ora il Leicester  lo farà crescere nel giusto modo; difatti è stato già prestato al Celtic dove potrà farsi le ossa senza troppe pressioni. Infine è impossibile non citare Marko Rog, che però al momento non sta ricevendo i minuti che meriterebbe. Se decidi di investire 16 milioni su un giovane poi lo devi far giocare, nonostante la grande concorrenza che vi sia in questo momento al Napoli. Questa è una questione da risolvere in Italia, anche perché le squadreche puntano sui giovani sono giusto Atalanta, Sassuolo e la Roma ultimamente. In Germania ad esempio  un giocatore di quell’età che viene pagato così tanto, diventa un titolare e questo non può che far bene alla sua crescita.”

Quanto è difficile secondo lei per un giocatore straniero ambientarsi nel nostro campionato?

“L’Italia è un’avventura calcistica importante per ogni giocatore, e l’ambientamento svolge un ruolo centrale. Sicuramente per i  balcanici (Serbia, Bosnia, Croazia su tutte) questo aspetto non è molto determinante visto il loro carattere forte che gli permette di stabilirsi nelle loro nuove squadre in fretta. A prova di ciò vi sono i diversi croati all’interno della Serie A come Brozovic, Perisic e Mandzukic, ma non solo.  Certe volte però questo può anche non succedere come nel caso di Radosevic del Napoli. Il problema però sta sempre lì, se non li fai giocare è normale che si perdano. In generale però riescono quasi sempre  a trovare i  giusti equilibri. Per fare un paragone i tedeschi invece trovano molte difficoltà qui da noi ed infatti sono pochi quelli che sono stati in grado di imporsi.”

La Serie A nelle ultime stagioni si sta alzando di livello. Ritiene che stia tornando ai fasti di un tempo?

“Il campionato italiano è indubbiamente sulla strada giusta per ritornare quello di una volta. Se si pensa a tre, quattro anni fa in cui vi era solo la Juventus, oggi, soprattutto in campo internazionale, sono stati fatti grossi passi in avanti. L’Inter, la Roma e il Napoli stanno migliorando molto ed infatti sono tutte ancora in corsa per la qualificazione in Champions. La Juve è una certezza da anni , sotto ogni punto di vista, e la sua forza e serietà non possono che influenzare in maniera positiva tutte le altre società. L’arrivo di Ronaldo, così come il ritorno di Ancelotti, confermano tutto ciò”.

La nazionale sotto la guida tecnica di Roberto Mancini ha fatto vedere molti miglioramenti, soprattutto sull’aspetto del gioco. Che ne pensa a riguardo?

“Se devo essere sincero la nazionale fino ad ora l’ho seguita poco. Ho visto delle facce nuove, e questo è solo che  positivo, ma non vedo ancora il top player in grado di fare la differenza e di risolvere le situazioni complicate; in poche parole il Roberto Baggio della situazione. Al momento i giocatori più rappresentativi sono la coppia Bonucci-Chiellini e Verratti, ma manca ancora qualcosa. Quel ruolo lo può rivestire sicuramente Chiesa. Federico è un giocatore molto forte, con un futuro garantito. Di strada però ce ne è ancora molta da fare, in particolar modo per la federazione. Credo sia necessario un cambiamento alla base, come ad esempio una riforma di alcuni campionati importanti come la Serie C in cui far giocare più giovani in modo da avere a disposizione un numero più ampio di calciatori da cui attingere per il futuro. Comunque adesso stiamo vedendo dei miglioramenti importanti, ma non bastano per tornare in cima al mondo.”

Ringraziamo Cavaliere per questa preziosa intervista, augurandogli il meglio per il futuro!