Non sono serviti gli appelli di un’insperata chiamata alle armi per la propria città: i giovani calciatori se ne sono andati da Bari. Un vero e proprio esodo che ha spostato dal settore giovanile del capoluogo pugliese tanti giovani, di cui molti finiti alla rivale Lecce, società in Serie B e con interessanti prospettive per i propri tesserati. Il fallimento del Bari Calcio ha significato una perdita molto gravosa per il settore giovanile del club biancorosso, che negli anni – quasi a mo di spot – può  vantare di aver lanciato giocatori di livello come Antonio Cassano o Angelo Carbone, talenti che hanno giocato le più importanti competizioni al mondo.

Oggi, tanti di quei talenti che negli ultimi anni hanno giocato per il Bari hanno trovato percorsi molto lontani dal San Nicola, scegliendo un progetto differente rispetto alla prospettiva di giocare in Serie D; evidentemente il San Nicola e la maglia biancorossa non hanno lo stesso appeal senza le categorie professionistiche. I migliori giocatori che negli ultimi anni avevano fatto parlare di sé fra le giovanili biancorosse attualmente si trovano in club del nord, dove, più o meno con una certa regolarità, giocano tutti nelle selezioni di categoria giovanile.

Sabino Signorile (A.C. Milan)

Attaccante classe 2002, Sabino Signorile è un barese doc che ha scelto il Milan. Talentuosa seconda punta, l’ex Bari gioca molto bene anche come attaccante esterno; la stazza fisica buona ma non incredibile (alto 1,76 metri) lo rendono abbastanza carente nel gioco aereo nonostante fisicamente sia molto prestante e atletico. Il suo punto di forza è sicuramente la qualità tecnica, ampiamente mostrata palla al piede quando, largo a destra, rientra per giocare col sinistro. Nonostante sia mancino, Signorile calcia molto bene anche con il destro e per ora il suo score milanista è di una rete in otto gare di campionato. Per l’allenatore Christian Terni Signorile è uno dei punti chiave della sua rosa, efficiente anche in fase di non possesso con un notevole spirito di sacrificio nell’aiutare la squadra in fase difensiva. Quasi sempre titolare, il sedicenne ex Bari è uno dei prospetti più interessanti dell’under 17 del Milan.

Jacopo Lofoco (A.C. Fiorentina)

La diaspora di talenti baresi, in certi casi, è iniziata addirittura prima del fallimento della società biancorossa. Il difensore centrale Jacopo Lofoco è passato alla Fiorentina già nel 2017, prelevato dalla società toscana direttamente dall’under 15 del Bari. Classe 2003, il difensore centrale a nemmeno sedici anni è alto già 1,84 metri ed è un titolare fisso dell’attuale under 16 della Fiorentina di mister Matteo Fazzini. Giocatore di gran temperamento e personalità, l’importante statura fisica gli permette di essere molto bravo nel gioco aereo e nella marcatura; aggressivo e abile nel leggere le situazioni, si è inserito molto bene nella linea difensiva viola e risulta anche particolarmente attento in fase di non possesso nelle transizioni. Lofoco è un difensore centrale letteralmente dominante e con ampi margini di crescita: una volta corrette alcune imperfezioni fisico-posturali può emergere come uno dei talenti più interessanti dei vari settori giovanili italiani.

Per il ragazzo due chiamate in nazionale lo scorso anno e i tre gol di questo campionato. Per un difensore non sono pochi e questo bisogna, realmente, sottolinearlo.

Vito Lacassia (La Spezia)

Poco più a nord di Firenze si è spostato Vito Lacassia, altro difensore centrale, classe 2002. Dopo aver fatto tutta la trafile delle categorie giovanili del Bari, a causa del fallimento dei Galletti decide di spostarsi in un altro ambiente calcistico, scegliendo La Spezia. Dopo sei anni di Bari e capitano rispettivamente dell’under 14,15 e 16 biancorosse, Lacassia adesso milita nell’under 17 spezzina. Difensore centrale prestante, ai tempi dell’under 15 è stato pure convocato dal selezionatore della Nazionale di categoria Rocca. Lacassia è un marcatore puro, particolarmente abile anche nell’anticipo e nelle giocate sul breve. Spesso viene chiamato anche a giocare con la Primavera di mister Alessandro Pierini, dove le sue prestazioni non passano inosservate (superlativa la prestazione in Coppa Italia Primavera contro la Cremonese).

Claudio Cellamare (A.C. Milan)

Cresciuto nel centro sportivo Di Cragno Abbrescia di Bari, sito relazionato alla prestigiosa Scuola calcio Milan, Claudio Cellamare è stato selezionato dagli scout rossoneri per andare a giocare con la società meneghina, prelevandolo così dal Bari dove giocava da quattro anni. Terzino destro nato nel 2004, Cellamare da quest’anno gioca nell’under 15 del Milan: il talento barese ha pure una convocazione nella Nazionale B di categoria guadagnato nello scorso marzo. Il laterale destro rossonero non riesce a essere totalmente continuo nel minutaggio ma le qualità per maturare e diventare un buon giocatore non gli mancano. Giocatore di spinta sull’out di destra, è molto bravo nell’arrivare sul fondo e crossare, e in più, può vantare buone prestazioni anche nelle letture prettamente difensive. Seppur il minutaggio non lo esalti a sufficienza, Cellamare è un buon prospetto delle giovanili del Milan, che come molte altre società si è fiondato sugli spumeggianti talenti della vecchia dirigenza del Bari.

Vittorio Alberto Agostinelli (A.S. Roma)

Leggermente più vicino a casa ma comunque lontano. Classe 2002, Vittorio Alberto Agostinelli è anch’esso un importante under 18 che ha lasciato Bari per un’altra squadra, in questo caso la Roma. Cresciuto come trequartista nel settore giovanile biancorosso, con l’under 17 dei capitolini gioca come falso nueveTitolare nelle ultime quattro partite, è andato in rete per altrettante volte, di cui due con il destro e due con il sinistro. Giocatore dal repertorio particolarmente completo, durante la sua militanza al Bari è stato chiamato più volte nelle Selezioni giovanili azzurre e nella sua ultima uscita proprio con la Nazionale under 17 ha segnato una rete. La Roma crede molto in questo giocatore e non è un caso che qualcuno abbia già parlato di “nuovo Totti”. I paragoni a quest’età lasciano spesso il tempo che trovano, eppure, gli auspici sono dei migliori.