Si è concluso con una vittoria il match di Premier League disputatosi oggi tra il Chelsea ed il fanalino di coda Fulham. I ragazzi di Mister Sarri hanno portato a casa i tre punti grazie ad un netto 2-0, con le firme di Pedro, che in seguito ad un controllo perfetto buca Rico al quarto minuto e di Loftus-Cheek, abile a sfruttare l’assist di Hazard e a chiudere i conti a 8′ dal termine. Londinesi che tornano in carreggiata dopo il (primo) k.o. subito la scorsa giornata contro il Tottenham.

LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA

Se da un lato il tecnico toscano può godersi il talento di Pedro Rodriguez, che quando viene impiegato non fa assolutamente rimpiangere Willian, anzi, attualmente pare davvero che lo spagnolo parta avanti nelle gerarchie, dall’altro deve fare i conti con un Morata in evidente calo, che anche oggi ha dimostrato di non essere in forma, divorandosi una colossale occasione in seguito ad una respinta del portiere del Fulham Rico. Le cinque reti in 754′ di campionato non bastano per essere il titolare e guidare l’attacco dei blues, infatti oggi al suo posto è stato preferito il neo campione del mondo Oliver Giroud, non un goleador, ma un giocatore in grado di sacrificarsi per la squadra. Il classe 1993 ha recentemente rilasciato un’intervista dove ha parlato del suo evidente calo di prestazioni, dove spiega chiaramente la ragione principale della sua discesa:

“Nel calcio, la condizione fisica è molto importante, ma la testa è la più importante. Anche la testa va allenata a gestire le pressioni. Quando un calciatore sente la parola ‘psicologo’ si tira indietro, ha quasi ‘paura’, ma io mi sono reso conto che avevo bisogno di aiuto. Ero totalmente fuori da tutto. Avevo problemi anche con me stesso. Trovavo sempre scuse, me la prendevo con tutti. Non ero per nulla equilibrato. Non avevo voglia di andare ad allenarmi né di giocare. […] Anche noi calciatori siamo degli esseri umani e possiamo avere i nostri momenti difficili. Nell’ultimo mese della scorsa stagione ho toccato il fondo. Adesso sono tornato a sorridere, è tutta questione di testa”

Evidente quindi come il calcio inglese non sia l’utopia da molti (soprattutto in Italia) definita. Anche in Inghilterra un giocatore può trovare difficoltà a livello mentale che gli impediscono poi di mettere in mostra le qualità tecniche possedute, perché nessuno può mettere in discussione il talento di Alvaro Morata, sbocciato proprio in Italia negli anni della Juve, raggiungendo l’apice nella seconda parte della stagione 2014/15. Trovare un ambiente sereno con tifosi pronti a sostenerti anche nei momenti più difficili della carriera è la base per dimostrare quanto vali. Dalle dichiarazione si intuisce come il peggio sia passato, per questo ci si attende molto dallo spagnolo quando sarà chiamato in causa, soprattutto da titolare.

Pedrito invece pare tornato ai livelli del Barcellona, che lo cedette al Chelsea nel 2015 per una cifra complessiva di circa 30 milioni di euro. La sua sfortuna nel club blaugrana fu probabilmente quella di ricoprire lo stesso ruolo di Leo Messi, non uno qualunque. Ad inizio stagione l’esterno delle furie rosse ha paragonato il suo attuale Mister a Guardiola, che lo allenò ai tempi del Barcellona:

“La squadra è migliorata rispetto all’anno scorso, Sarri ha un’ottima idea su come pressare, attaccare e giocare. Vuole avere più giocatori tra le linee, creare occasioni e avere molto possesso palla. Questo è positivo. Con Sarri corriamo molto, ma è diverso perché pressiamo molto alti. Con Conte forse eragvamo più compatti, ma difendevamo sempre nella nostra metà campo. Questo significa che quando recuperavamo palla, avevamo poi tanta strada da fare per arrivare alla porta avversaria. Con Sarri, invece, quando recuperiamo palla siamo in una buona posizione per attaccare, molto vicini alla porta avversaria. Questa è la stessa idea che c’era al Barcellona con Guardiola: Sarri e Pep sono molto simili, le loro idee offensive sono le stesse”

Sono ben quattro le reti segnate e due assist nei 993′ disputati da inizio stagione. Nonostante non sia più giovanissimo (Pedro è un classe 1987) la corsa non manca mai, pare davvero avere un motorino al posto dei polmoni. La tecnica e l’intelligenza tattica non cambiano con gli anni, sono sempre le stesse qualità ammirate negli anni di militanza nel club catalano. L’unico a farne le spese di ciò potrebbe essere Willian, che potrebbe valutare una richiesta di cessione già dalla prossima finestra di mercato.