Rapida come il vento. Così è volata via la quattordicesima giornata di Serie A, all’insegna di scontri al vertice, sorpassi, ottime valutazioni e gravissimi errori. Tutto il meglio e il peggio del Weekend, come ogni lunedì, ve lo offre Numero Diez. Un modo alternativo per augurarvi un buon inizio di settimana e tirarvi su il morale se anche voi vi siete alzati dal letto con la stessa furia con cui è uscito dal campo Piatek dopo esser stato sostituito.

I FLOP

BAGNO D’UMILTÀ

Il flop per eccellenza di questo weekend infuocato è sicuramente Gianluca Rocchi (e il mancato aiuto da parte di Fabbri). L’arbitro di Firenze ha diretto uno straordinario Roma-Inter, partita di cartello di questo turno di campionato. Sul campo lo spettacolo non è mancato anche se il pareggio finale scontenta un po’ tutti. A macchiare una bella serata però, ci ha pensato il direttore di gara e il non uso del Var. Al minuto 34′ Zaniolo viene agganciato in area da D’Ambrosio, in presa diretta è difficile valutare il contatto, ma le immagini dei replay sono chiarissime: rigore netto.

Dunque qual’è il problema? Per l’ennesima volta la tecnologia è stata accantonata. Da quando è stato introdotto il nuovo protocollo, gli arbitri troppo spesso si privano di questo ausilio, fanno di testa propria e quasi sempre valutano per intuito. Ieri sera la scelta di Rocchi è stata concettualmente sbagliata: il toscano aveva la visuale totalmente coperta da Joao Mario, impossibile vedere il contatto. Allora perché non andare allo schermo per analizzare meglio le immagini? Forse è giusto fermarsi un attimo e riflettere sul da farsi…

Risultati immagini per rigore zanioloMENTE OFFUSCATA

Avviso a tutti i viaggiatori: weekend da… cartellino rosso! La giornata si è aperta con un pirotecnico 2 a 2 tra Spal ed Empoli, partita fra due squadre che giocano e osano. Qualche componente della squadra anche troppo però: al minuto 49′ i padroni di casa restano in inferiorità numerica per follia di Cionek. Il difensore spallino affossa La Gumina che rapidamente si involava verso la porta. Peccato che l’attaccante si trovasse ancora a centrocampo e probabilmente una trattenuta con conseguente ammonizione sarebbe bastata.

Assurdo invece, quello che è successo a Torino. Romulo ha probabilmente trovato la partita noiosa e in 40 secondi ha deciso bene di farsi buttare fuori: dopo una brutta scarpata ad Ansaldi, ecco il colpo di karate che rischia seriamente di far male a Meité. L’arbitro non esita a spedirlo sotto la doccia, Juric opta per la sostituzione di Piatek. Il polacco è uscito furente e ha raggiunto Romulo per scambiare quattro (poco) piacevoli chiacchiere.

A completare il quadro di giornata ci ha pensato Barella. Anche per il centrocampista del Cagliari è arrivata l’espulsione a seguito di una doppia ammonizione. Questa volta è stata punita la troppa irruenza del rossoblù, spesso troppo duro negli interventi. Barella è tra i centrocampisti più talentuosi del nostro calcio: il tempo lo aiuterà a saper gestire la foga.

L’OMBRA DI SE STESSO

Semplicemente irriconoscibile, ormai non c’è più altra definizione per il croato. Ivan Perisic continua a restare nell’anonimato e forse è ora che qualcuno lo tenga a riposo. In questo Spalletti non è del tutto esente da colpe: il numero 44 sembra essere obbligato a scendere in campo vista la svogliatezza con cui affronta i match. Anche con la Roma, Perisic è apparso totalmente avulso dal gioco nerazzurro, sembra non saper pungere più e soprattutto viene annullato con facilità disarmante. Occorre mettere una pezza a questa situazione problematica perchè ad oggi il croato è il freno a mano tirato di questa Inter che vuole aprire le ali e spiccare il volo verso l’alta quota.

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I TOP

PRONTO INTERVENTO

In quello che ormai è un vero e proprio ospedale all’aria aperta, forse qualcuno ha trovato la cura. Anche nel pieno dell’emergenza, il Milan vince in rimonta contro un ottimo Parma e a tenere in vita la squadra di Gattuso ci ha pensato l’onnipresente Bakayoko. Il francese, dopo un terrificante avvio di campionato, ha iniziato a carburare e ora sta diventando un autentico trascinatore. Anticipi, chiusure, raddoppi e coperture. La diga rossonera che compone con Kessié, ieri ha vacillato solo in occasione del goal da calcio d’angolo, vero cruccio del Diavolo. Per il resto della gara invece, atteggiamento tattico e mentale perfetto: il suo apporto alla retroguardia è stato fondamentale per annullare la Pantera degli ospiti, quel Gervinho che ieri sembrava non essere mai sceso in campo. Il merito è tutto suo e Gattuso si gode il suo nuovo pupillo.

Risultati immagini per bakayoko milan parmaFONDAMENTALE

Un’assenza dai campi passata troppo in sordina. Ieri il suo ritorno in campo ha dimostrato quanta differenza possa fare nel Torino. Christian Ansaldi è l’uomo in più dei granata e Mazzarri lo sapeva da tempo: il Toro sviluppa il suo gioco principalmente dalle corsie laterali e infatti nel periodo in cui l’argentino è rimasto fuori dai campi per infortunio, il motore sembrava essersi spento. Nella gara contro il Genoa il suo apporto è stato fondamentale, ha servito un mucchio di palloni in area di rigore e non a caso ha terminato la gara da migliore in campo. Nota a parte per il goal: rabbia e precisione nel destro che trafigge l’incolpevole Radu. Un fulmine a ciel sereno che ha scosso lo stadio dalla delusione del momentaneo svantaggio, come a dire “ora state tranquilli che a voi ci penso io”. E cosi è stato.

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ETERNO

Come andrà a finire non si sa ma ancora una volta Sergio Pellissier è l’ultimo ad abbandonare una nave che ormai pare affondare inesorabilmente. Con l’arrivo di Di Carlo in panchina, il Chievo ha collezionato due punti con avversari blasonati come Napoli e Lazio. Con i biancocelesti è stata sfiorata anche l’impresa grazie al vantaggio regalato dal capitano: a 39 anni continua imperterrito a trafiggere ogni portiere di Serie A e i suoi goal non sono mai banali. Certo, quell’iceberg chiamato Serie B sembra avvicinarsi a velocità inaudita, l’impatto sembra inevitabile. Il capitano però proverà fino all’ultimo a salvare il suo equipaggio, aggrappandosi a un sottilissimo filo di speranza. Dovesse comunque finire male, il suo eroismo rimarrà nella storia e Verona non lo scorderà mai. Leggenda.

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