Si è aperta l’era Gazidis. Con le modifiche a molti articoli dello Statuto del Milan, si è invece chiusa la parentesi del dragone cinese, un dragone dal fuoco molto tiepido, soprattutto sul piano societario. Credo invece che, a livello tecnico, il lavoro di Massimiliano Mirabelli abbia rinforzato la rosa, migliore qualitativamente rispetto al gruppo ereditato dalla precedente gestione.

L’APPRODO DI GAZIDIS

Cravatta rossonera sotto un sorriso affabile, eleganza e classe: sembra che Ivan Gazidis sia da sempre membro del Reform Club, il club frequentato da Phileas Fogg, il protagonista del romanzo di Jules Verne “Il giro del mondo in 80 giorni”.

Già mormora qualche parola in italiano e, proprio nella nostra lingua, ha cominciato il discorso di saluto ai dipendenti della sede. Nessuno però dimentichi che, dietro quell’aria gentile, si nasconde un dirigente determinato, attento ai particolari, ricco di conoscenze che gli hanno permesso di essere uno delle figure fondamentali per la nascita del calcio negli Stati Uniti. Voluto dai proprietari dell’Arsenal, ha trasformato poi lo storico club inglese in una delle società all’avanguardia sul piano del marketing e degli introiti. Non è facile il lavoro che lo attende a Casa Milan, ma Gazidis non sembra certo spaventato, forte del blasone e della storia che si porta dietro l’AC Milan, una griffe che nel Mondo non ha perso il suo smalto, nonostante gli ultimi anni non abbiano regalato vittorie e trionfi.

Si dice che, nel suo portafoglio, abbia già due sponsor importanti, uno che riguarda il Car Sponsor, un fiore all’occhiello di ogni Top Club, un altro del quale non è stato rivelata alcuna informazione. Insomma il Milan riparte, imboccando quel cammino che i tifosi ben conoscono, un cammino ricco di tradizioni, di successi, di stile.

Intanto il nuovo A.D. milanista comincia il suo lavoro , con la squadra di Gattuso ben insediata al quarto posto. Dopo avere respinto il Parma ,attende un nuovo attacco da parte dell’arrembante Torino, mai come ora in eccellenti condizioni di forma psicofisica. Non cambiano gli uomini, non cambia la mentalità , lo spirito di sacrificio della formazione che l’allenatore milanista metterà in campo . Rispetto a domenica scorsa, però, negli undici, un Higuain in più, pronto a caricarsi sulle spalle il  Milan, che ha maledettamente bisogno dei suoi gol, della sua potenza, del suo apporto prezioso per scalare altre posizioni in classifica. Del resto, il suo soprannome è “Atlante, il Titano“, l’eroe che sorreggeva la volta celeste. Tocca ora a Gonzalo  sorreggere il mondo… rossonero!