I comunicati stampa stanno a zero, con buona pace di River e Boca (che nelle ultime settimane avevano messo in scena una vera e propria battaglia giuridica per non giocare la finale a Madrid), della CONMEBOL e della federazione argentina, che priva i suoi cittadini di una finale tanto “loca” quanto pericolosa per regalarla agli europei e far terminare la festa. Partiti ieri da Ezeiza (il Boca intorno alle 19, il River qualche ora dopo) le due squadre sono giunte a Madrid e, dopo aver smaltito il jet-lag, daranno vita agli ultimi allenamenti in vista di Domenica. Nel Boca sono tornati in gruppo sia Lucas Olaza che Pablo Perez, i due titolari che si erano infortunati a causa della sassaiola dei tifosi del River Plate nel pre partita del Monumental. Da stabilire anche le condizioni di Pavon e Wanchope Abila, reduci da un infortunio muscolare. Lo schema più papabile è il consueto 4-3-3 con Andrada tra i pali, Jara, Magallan, Goltz ed Olaza in difesa, Nandez, Barrios e uno tra Perez e Gago a centrocampo, Villa, Benedetto o Abila e Pavon in attacco.

Il River, invece, non ha ancora sciolto le riserve sui 24 convocati essendo partito con tutto l’organico della prima squadra, ma l’unico dubbio dovrebbe essere quello legato alla localizzazione dei “cinque uomini”, ovvero la scelta di cinque difensori o cinque centrocampisti nello schema di Gallardo. Più probabile la prima vista la situazione di vantaggio. L’undici titolare sarebbe composto da Armani in porta, Montiel, Maidana, Martinez Quarta, Pinola, Casco in difesa, Martinez, Ponzio e Palacios a centrocampo, Quintero e Pratto in attacco.