Giornalista, scrittore e opinionista per Sky, Corriere della Sera e tanti altri, Mario Sconcerti è un’icona del Giornalismo Sportivo italiano. Tanti gli argomenti di cui discutere riguardo la nostra Serie A. A 4 mesi dall’inizio della stagione noi di Numero Diez abbiamo voluto approfondire alcuni argomenti con lui.

Signor Sconcerti, anzitutto grazie per la disponibilità e il tempo concesso. Cominciamo con la Juventus. Con una squadra così ricca di campioni (Costa, Dybala, Ronaldo su tutti) e già a +8 dal Napoli secondo in classifica, sebbene siamo solo a inizio Dicembre, si può ancora parlare secondo lei di lotta scudetto?

“Se ne può parlare poco a mio modo di vedere. La Juventus è nettamente superiore rispetto alle rivali italiane e non solo.  Per quanto visto finora in Serie a e nei Gironi di Champions League, la squadra di Allegri è la più forte e la più preparata d’Europa. L’incontro contro l’Inter, una potenziale rivale, è molto impegnativo ma non è stato decisivo ai fini degli obbiettivi delle due squadre. In ogni caso, per quanto stiamo parlando di una squadra fortissima, la Juventus prima o poi andrà incontro a qualche scivolone, altrimenti finirebbe la stagione a 120 punti, cosa mai successa finora. Quindi nello specifico reputo il Derby d’Italia un incontro fra due ottime squadre, ma non decisivo.”

Capitolo Champions League: qualificazione agli Ottavi di Finale archiviata per Roma e Juventus, discorso invece rimandato all’ultima giornata per Napoli e Inter. Come vede le due squadre per il passaggio del turno?

“A mio avviso vedo il passaggio del turno possibile e molto vicino per tutte e due le formazioni. Il Napoli ha l’avversario naturalmente peggiore, il Liverpool ad Anfield, ma rispetto all’Inter reputo la squadra partenopea un passo più avanti. Quella di Ancelotti è a tutti gli effetti una squadra Europea, con un gioco concreto e spettacolare. L’Inter invece, nonostante il discorso qualificazione si sia complicato nella scorsa giornata, ha un avversario abbordabile a San Siro. La squadra nerazzurra è preparata a un incontro di questo tipo. Inoltre il Tottenham andrà a cercare la vittoria al Camp Nou contro una delle squadre più forti del mondo. Le due squadre possono passare il turno. Potremo vedere quattro italiane agli Ottavi di Finale di Champions a mio modo di vedere”.

Parliamo ora del Milan. La squadra di Gattuso, nonostante svariate critiche e diversi infortuni riscontrati finora è quarta in classifica. Con il possibile arrivo di giocatori del calibro di Zlatan Ibrahimovic e Cesc Fabregas i Rossoneri possono puntare definitivamente a una qualificazione alla Champions che manca ormai da anni?

“Se si pensa a cosa significhi effettivamente il ritorno in Champions League si risponde fra il quarto e il primo posto. Il Milan ad oggi è già quarto in classifica. Quindi gli innesti secondo me migliorerebbero poco. Quello che non ci siamo accorti è che nel Calcio ormai arrivare primi o quarti è la stessa cosa in ottica Europea, si ottiene lo stesso premio: la qualificazione alla Champions. Per cui a mio avviso rinforzare una squadra che è quarta è molto più rischioso che mantenerla effettivamente com’è. Si rischierebbe di compromettere dinamiche e meccanismi rodati nel corso dei mesi, che hanno permesso di raggiungere fino a quel momento un traguardo importante come il quarto posto. Per cui attenzione nel cambiare una squadra che, nonostante le difficoltà, sta trovando una sua dimensione di gioco”.

Uno sguardo adesso alla sorpresa di questa Serie A: il Parma. Che cosa ne pensa del gioco di D’Aversa e dove possono effettivamente arrivare i Crociati?

“Il Parma gioca un calcio semplice, molto pratico. Non bellissimo però sempre attuale secondo me. Nel senso che non si tratta di un gioco nè vecchio nè giovane, la definirei un’evoluzione del calcio all’italiana. A me piace molto. D’Aversa ha dato un’identità precisa alla sua squadra, elemento fondamentale nel calcio, quando si vuole puntare a un certo tipo di obbiettivi. A mio avviso i Crociati possono arrivare a ridosso delle prime in classifica, fra il settimo e il nono posto. Un risultato che avrebbe del clamoroso se pensiamo che il Parma pochi anni fa giocava fra i dilettanti, ma possibile. Stiamo parlando di una squadra che mette testa, cuore e concretezza nel suo gioco”.

Uno sguardo alla Nazionale. In una recente intervista il CT Roberto Mancini ha dichiarato di voler vincere con gli Azzurri Euro 2020. Obbiettivo troppo ambizioso o concreto ed effettivamente realizzabile?

“Mi sembra che Mancini in questo tempo trascorso finora in Nazionale abbia trovato una squadra. Non so fin dove potrà spingersi questa formazione ma su una cosa sono d’accordo col Mister. Non vedo squadre molto forti, al di là della Francia che ha vinto il Mondiale lo scorso anno. La mancanza di un gruppo di Nazionali forti spalanca la porta naturalmente anche alle altre per provare a vincere. Le parole di Mancini sono importanti, perchè caricano e aiutano, definendo anche noi forti. La nostra Nazionale ha bisogno di dichiarazioni forti e audaci, per tornare con la testa nella dimensione che ci appartiene, Quella della grande squadra che siamo stati e che dobbiamo tornare ad essere. La sua è stata una dichiarazione quindi d’obbligo secondo me, ma al tempo stesso ponderata e intelligente.

Può lasciarci un commento sulla vittoria di Mauro Icardi del premio “Miglior Giocatore della Stagione 2017/2018” al recente “Gran Galà del Calcio AIC 2018”?

“Credo che nel momento in cui i giocatori premiano un rappresentante del suo calibro se ne debba prendere atto. I giornalisti che si trovano sempre a scegliere e a giudicare i calciatori una volta tanto si trovano di fronte alle scelte degli stessi. Per cui credo che tali scelte vadano rispettate. Comunque stiamo parlando di Mauro Icardi, un giocatore straordinario che ha vinto la classifica capocannonieri dello scorso anno insieme a Ciro Immobile. Va bene così secondo me, merita assolutamente un riconoscimento del genere”.

Infine che ne pensa della decisione di giocare la Finale di Ritorno di Copa Libertadores a Madrid?

“Questa è una gran brutta storia. Il fatto di dover portare fuori dalla città di Buenos Aires una partita per impossibilità e dover evitare la violenza della gente è molto triste. La reputo una grave sconfitta per il Calcio Argentino. Dove hanno deciso di giocarla poi, in questo caso si è stabilito Madrid, non è importante, la cosa più brutta è l’essere stati costretti a non giocare a casa loro. Questa è veramente una cosa terribile”.

Si ringrazia nuovamente il Signor Sconcerti per la disponibilità e il tempo concessi.