Ex calciatore di Udinese, Liverpool, Napoli e Palermo, Andrea Dossena per parecchi anni ha ha solcato importanti campi di gioco sia in Premier League che in Serie A. Noi di Numero Diez lo abbiamo contattato per chiedergli alcuni pareri sulla partita di questa sera, che vedrà opporsi Napoli  e Liverpool. Uno scontro diretto di fondamentale importanza per il passaggio del turno.

D: Ciao Andrea, grazie per la disponibilità. Partirei da una prima domanda sul Napoli che quest’anno sta facendo davvero bene in campionato ma soprattutto in Champions League. Secondo lei il Napoli di Ancelotti a livello europeo ha qualcosa in più rispetto a quello di Sarri e se sì cosa?

Sicuramente Ancelotti ha portato la sua esperienza che in base al percorso compiuto, aveva in più di Sarri. Però Ancelotti è stato molto intelligente a tenere l’ottimo lavoro fatto da Sarri e, quindi, da lì è riuscito a portare quell’esperienza in più che nella gestione di partite così importanti come quella di stasera, è fondamentale. Stemperare o gestire la tensione in modo migliore è quel passaggio in più che ha portato l’allenatore ex Bayern e Real Madrid

D: Il Liverpool può vantare una delle migliori rose in Europa, però nel girone di Champions ha fatto punti solamente in casa. Lei che ci ha militato tre anni, ci può dire cosa si prova a giocare ad Anfield, sia da protagonista che da avversario?

Le squadre inglesi  fanno tutte molta più fatica nelle trasferte che in casa, proprio per l’atmosfera che gli stadi inglesi hanno e ti danno. Anfield, per il Liverpool e per l’Inghilterra, è lo stadio più caldo che ci sia, un po’ come il San Paolo italiano. Questo fa capire come il Liverpool abbia questo doppio andamento, ottimo in casa e disastroso fuori casa, con 3 sconfitte su 3. La storia del Liverpool dice che la società è più europea che inglese, essendo la squadra con più Champions in Inghilterra. Quando ci sono queste partite di Champions, quindi, lo stadio è molto caldo ed aiuta tantissimo. Il Napoli ha il leader nel proprio allenatore che predica calma e preparerà lo scontro in maniera ideale, cercando di far capire ai propri giocatori cosa li aspetterà

D: Lei appunto diceva che il Liverpool è una squadra molto più europea che inglese. Sia i Reds che il Napoli giocano un calcio identificabile ed esteticamente molto bello. Secondo lei, però, per primeggiare nei rispettivi campionati, cosa gli manca?

Non manca niente ad entrambe le squadre dal mio punto di vista. Bisogna fare due distinzioni, il Liverpool non ha niente che possa sognare o ambire dal Manchester City, anzi. Forse quest’anno, dato che manca da tantissimi anni dalla vittoria del campionato, precisamente 29, può rivelarsi l’anno buono. Se non dovesse passare il turno, tutte le forza andrebbero in Premier e quindi per questa ragione potrebbe essere la loro stagione. Mentre invece per quanto riguarda il Napoli, con quello che sta dando la squadra, non ha niente per non vincere la Serie A. Quello che dovrebbe fare a livello societario è cercare di colmare quel gap di 150-200 milioni annui che la Juve in base al mercato, in base allo stadio, ed in base a tutto il marketing globale, può vantare. Questo permetterebbe alla società di tenere giocatori importanti e di andare ad acquistare profili di spicco, non di accontentarsi sempre di future promesse, tipo Fabian Ruiz. Pur essendo un ottimo elemento, sta diventando un giocatore importantissimo a Napoli. Dovrebbe andare ad acquistare giocatori già affermati per andare a vincere lo Scudetto. La mossa fondamentale che dovrebbe realizzare il Napoli è lo stadio. De Laurentiis deve riuscire a trovare un accordo con il comune, per riuscire il più presto possibile a giungere alla costruzione di questo stadio

D: Da giocatore di fascia qual’era lei, quanto è importante per il Napoli il recupero di un giocatore del calibro di Ghoulam che probabilmente questa sera non giocherà, ma potrà rivelarsi fondamentale nei mesi a venire?

Importante perché si rivelerà un’alternativa in più in un gioco diverso rispetto a quello che può dare Mario Rui, oppure Hysaj quando cambia fascia ed avere sempre tante opzioni in più, come ad esempio ha adesso il Napoli in zona offensiva con Milik e Mertens. Cambi di gioco che in partita sono sempre utili per l’allenatore. Fondamentale il rientro, però al ragazzo bisogna dargli tempo, non tanto per rientrare in forma fisica, dato che quella con alcuni allenamenti e qualche partita la si acquisisce, quanto per un aspetto mentale. Subire due infortuni del genere a livello mentale ti determinano tanto. Deve arrivare a sentirsi libero di effettuare contrasti, tackle, senza avere quel determinato timore. Al ragazzo, quindi, bisogna dare tutto il tempo necessario per tornare ad essere il Ghoulam che tutti conoscevamo. 

D: Ora le chiedo un piccolo pronostico sulla partita, riuscirà il Napoli ad uscire da Liverpool con il passaggio del turno in tasca, oppure dovrà subirsi la “retrocessione” in Europa League?

Assolutamente passa il turno con un pareggio o 1-1 oppure 2-2.

D: Un’ultima considerazione sul calcio italiano. Questa stagione a livello europeo le italiane stanno andando molto bene, arrivando all’ultimo match con la possibilità di passare tutte il turno, sia in Champions che in Europa League. Si può dire che dopo parecchie stagioni buie il nostro calcio si sta rialzando e se sì, secondo lei come mai?

, si sta rialzando, pur non essendo ancora ai livelli della Premier. In Italia abbiamo degli allenatori eccezionali sia a livello giovanile che a livello di prime squadre. Allenatori che insegnano calcio. Siamo molto bravi nel professionismo e quindi riusciamo ad elevarci grazie al “Made in Italy“. Siamo riusciti ad uscire da questo momento di difficoltà, dove non c’erano risorse per andare ad acquistare grandi campioni, con un lavoro collettivo. Ciò è palesato dai nostri allenatori che vanno all’estero come Conte, Ranieri, Ancelotti. Quando si recano oltre i confini italiani fanno tutti bene perché quando si lavora di collettivo, anche le individualità emergono. Siamo riusciti a colmare la mancanza di denaro facendo un ottimo lavoro a livello di tecnici e di insegnamento calcistico. Siamo anche molto avanti nello scoprire giocatori pressoché sconosciuti come Pogba oppure Milinkovic-Savic. Molti giovani passano per il nostro Paese. Adesso ancora le squadre europee più blasonate hanno maggior appeal rispetto alle italiane. L’Inter però sta tornando ed uscendo dal fai play finanziario potrà tornare a spendere. Il Milan è tornato in mani solide. La Juventus ha portato il giocatore più blasonato (con Messi) da noi. Vero che ha “ammazzato” il campionato, però ha dato tanto lustro alla Serie A

Si ringrazia ulteriormente Andrea Dossena per la disponibilità ed il tempo concessoci.