55 chilometri. La distanza tra Liverpool e Manchester, due città industriali d’Inghilterra e seconde per importanza soltanto alla capitale Londra. Gran parte della storia calcistica britannica si è divisa tra queste due città, tra i Reds di Liverpool e i Red Devils della sponda United di Manchester. Da più di un secolo danno vita a scontri epici e battaglie degne di due eserciti che lottano per il proprio popolo, per i propri valori e la propria identità: sui green di Old Trafford e Anfield si è consumata una delle più grandi rivalità del calcio inglese, partite che hanno visto scendere in campo alcuni tra i protagonisti più importanti di questo sport.

Ma quali sono i 5 più curiosi della storia recente?

“WELCOME BACK” WONDER BOY

Uno dei pochi giocatori ad aver indossato entrambe le maglie. L’unico della storia recente. Micheal Owen non è stato soltanto il Wonder Boy del calcio inglese, Pallone d’Oro a soli 22 anni frenato soltanto da infortuni e sfortuna, ma è stato per anni la bandiera del Liverpool. Coi Reds per 11 stagioni – tra giovanili e prima squadra – fino al 2004, quando approdò al Real Madrid dei Galacticos.

Poi un giro infinito tra problemi fisici e mancanza di minutaggio lo riporta in Premier, al Newcastle, e poi ad un altro United. Sì, avete capito bene, proprio quello United.

Prima i messaggi di protesta dei tifosi dei Red Devils, che tutto volevano tranne la bandiera degli odiati rivali: Owen non ha mai ritrattato, perchè oggettivamente è sempre stato tifoso del Liverpool, ma in campo ha sempre onorato la maglia indossata. Ed il 25 ottobre del 2009 è tornato ad Anfield con la maglia del nemico più odiato. Non fu un accoglienza terribile quella della Kop, ma in quel 2-0 per il Liverpool Micheal Owen qualche calcione se lo prese, eccome.

TRIPUDIO REDS AD OLD TRAFFORD A TINTE ITALIANE

Immaginatevi di dare 4 scoppole ai tuoi più grandi rivali. Immaginate di farlo a casa loro. Magari umiliandoli e facendo segnare anche i giocatori meno appariscenti.

Questo è esattamente quello che è successo ad Old Trafford nel 2009. Red Devils in vantaggio con il solito Cristiano Ronaldo (l’appellativo “solito” valeva anche 10 anni fa), poi un errore di Vidic – che verrà espulso in seguito – spiana la strada a Torres per segnare l’1-1. Poi Gerrard su rigore, un insolito capolavoro di Fabio Aurelio – chi ricorda questo terzino sinistro del Liverpool merita un plauso – ed un beffardo pallonetto di Andrea Dossena al gigante Van der Sar castigarono il Man Utd, costringendolo ad una disfatta che fece grande rumore oltremanica.

Era un Liverpool strano, di certo non tra i migliori del primo decennio del 21° secolo, ma che riuscì sorprendemente a umiliare gli uomini di Sir Alex Ferguson. Che nonostante tutto vinsero quel campionato. Alla fine chi ha avuto la gioia più grande?

SUAREZ VS EVRA

15 ottobre 2011. Finisce la partita tra Liverpool e Manchester e Patrice Evra, ai microfoni delle televisioni, dichiara di aver ricevuto da Luis Suarez – all’epoca bomber del Liverpool – una serie di circa 10 insulti razzisti, tutti visibili attraverso le immagini registrate dalle telecamere a bordocampo. Si apre uno scandalo. Suarez si dichiarerà più volte innocente in seguito alle accuse ricevute, ma la FA arriverà addirittura a squalificarlo per 8 giornate. Probabilmente, a dispetto di quanto detto, qualche parola pesante l’uruguayo deve averla proferita.

11 febbraio 2012, match di ritorno ad Old Trafford. Suarez ed Evra si incontrano di nuovo, e fin dalle strette di mano iniziali l’aria è elettrica. Anzi, dalle “non” strette di mano: Suarez si rifiuta di dare la mano al francese, che incredulo cerca addirittura di afferrare l’arto dell’uruguayo, che continua a rifiutarsi dando la mano agli altri giocatori dello United. La partita si svolge senza nessun episodio eclatante, e a portare a casa la posta in palio è lo United.

Per calmare le acque, Evra decide di saltellare e festeggiare esattamente accanto a Suarez, venendo inutilmente allontanato dai giocatori del Liverpool. Un girone per vendicarsi di quanto subito, Evra si è voluto godere totalmente la sua rivincita.

Suarez chiederà poi scusa per il comportamento avuto al momento dei saluti – dopo che Ferguson lo aveva accusato di essere “una vergogna per una società gloriosa come il Liverpool” – pur confermando di non aver mai detto niente all’ex Juve e Marsiglia.

LA PRIMA BATTAGLIA EUROPEA

Nonostante il primo North-West Derby risalga addirittura al 1895 – che peraltro non fu solo la prima partita tra i due club, ma anche la più larga vittoria del Liverpool contro lo United (7-1) – il primo scontro europeo tra i Reds e i Red Devils risale soltanto a 3 stagioni fa.

Sebbene per anni entrambe le squadre siano state protagoniste in Champions League, è l’Europa League 2015-16 a mettere contro queste due compagini per la prima volta in una competizione europea: ottavi di finale, 2-o senza storia ad Anfield (Sturridge e Firmino i marcatori), mentre ad Old Trafford gli uomini di Van Gaal si illudono con il gol del vantaggio di Martial, immediatamente rimontato da Coutinho. 1-1 e Liverpool ai quarti di finale.

Sarà il primo vero Liverpool di Klopp, il primo del gegenpressing che avevamo conosciuto a Dortmund e che arrivò ad un passo dalla gloria. Soltanto il solito Siviglia riuscì a fermare la corsa dei Reds in finale, entrando nella storia come prima squadra a vincere per tre volte consecutive la seconda competizione europea più importante.

Ma fu il punto di partenza per il grande Liverpool che vediamo oggi.

THE LAST BATTLE

Non certo la più importante, ma la più recente. L’anno scorso gli uomini di José Mourinho hanno battuto ad Old Trafford per 2-1, nonostante il Liverpool fosse dato per favorito. I Red Devils hanno faticato tutto l’anno a trovare continuità di gioco e di risultati, mentre i ragazzi di Klopp erano quello squadrone che solo qualche mese dopo sarebbe andato a sfidare il Real Madrid a Kiev per portare a casa la Champions League.

Poco importa, perchè quel match lo ha dominato lo United, più solido e concreto dei suoi avversari. Mattatore della gara fu Marcus Rashford, la stellina cresciuta proprio ad Old Trafford che scaglia una doppietta contro gli eterni rivali, mentre il gol della bandiera fu realizzato colpevolmente da Eric Bailly: un colpo di tacco volante nella propria porta che ingannò De Gea, ma che poco cambiò ai fini del risultato.

Non sarà la partita che rimarrà nella storia, ma perlomeno in quella recente sì: perchè nelle rivalità come quella del North-West, conta sempre lo spirito di rivalsa. E questo è il primo, fresco ricordo di coloro che scenderanno in campo oggi pomeriggio.