E’ ormai diventata un’abitudine inserire nei pronostici di inizio anno il Torino tra le favorite per la lotta verso l’Europa; ed è altrettanto un’abitudine vedere il progetto granata tentennare. Inutile discutere di giocatori forse non all’altezza o di sessioni di mercato agrodolci (in qualche caso addirittura quasi assenti), il problema risulta essere infatti quasi sempre di natura mentale.

Ecco allora come il Derby di ieri, una delle partite con più alto carico di tensione, tanto che il Torino è riuscito ad uscirne vincitore solo 1 volta negli ultimi 40 scontri, questa volta perso per 1-0 con gol di un sempre più in vena Cristiano Ronaldo, diviene l’ennesimo esempio di come il buon gioco, abbinato ad un ottimo potenziale dei singoli, cada rovinosamente a causa di qualche errore di troppo, soprattutto dopo una prestazione quasi perfetta fino al gol di Cristiano Ronaldo.

IL BLOCCO DERBY

Era stata in effetti quasi perfetta la prestazione degli 11 di Mazzarri fino al gol di Ronaldo su rigore, siglato al minuto 70, dopo un ingenuo retropassaggio di Zaza verso Ichazo (subentrato dopo 20 minuti all’infortunato Sirigu) che non può far altro che atterrare Mandzukic.

Quella di ieri non è però la prima volta che la squadra granata si ”suicida” in una della partite più sentite della stagione. Esempi più recenti sono sicuramente l’espulsione di Baselli al 24′ nel 4-0 di inizio campionato scorso, oppure i gol presi nei minuti di recupero: Higuain lo scorso anno, ma anche Cuadrado nella stagione 2015/16 o Pirlo nella stagione 2014/15 ( gol arrivato al 93′ con la Juventus in 10 uomini).

 

Che sia sfortuna, oppure una vera e propria ”maledizione” è difficile dirlo, ma è anche impossibile non notare come episodi come quello di ieri siano sempre più frequenti e come la sfotuna granata si riveli sempre decisiva. E’ infatti proprio in questi casi che a decidere le partite sono gli episodi, come ammesso anche dall’allenatore granata in seconda serata ai microfoni di DAZN. Se poi, alla sfortuna, si aggiungono due errori arbitrali non da poco, ecco serviti i 3 punti persi di ieri sera.

“Il Derby non l’hanno di certo sottovalutato. I fuoriclasse non li hanno solo in attacco, ma anche in difese e loro hanno fatto una partita al top. Noi però non siamo stati da meno, poi un episodio sfortunato che ha compromesso la gara, ma tanti complimenti ai miei ragazzi. Abbiamo avuto l’impressione che ci fossero uno o due rigori, avevo detto che non avrei più parlato di questo, ma se stiamo attenti qualcosa è successo.”

Certo quando sono anni che le partite vanno in frantumi negli ultimi minuti, risulta per i giocatori un pò difficile giocare con serenità, e c’è da ammettere che reggere per novanta minuti contro una corazzata come quella bianconera non è cosa semplice, soprattutto quando hai dinanzi un giocatore come Cristiano Ronaldo. Eppure quello del Torino rischia di diventare un problema serio, non solo per i tifosi che dovranno subire l’ambiente torinese post-derby, ma per l’intera stagione.

LA STAGIONE GRANATA

L’obbiettivo per il Torino di Mazzarri resta l’Europa League, ed i 22 punti portati a casa in queste prime 16 di A non sono pochi: decimo posto in Campionato, a -1 dal tanto sofferto settimo posto.

Tanta fiducia dell’ambiente e prestazioni abitualmente di alto livello: equilibrio a centrocampo con l’esplosione di Meitè e la solidità di Rincon, la qualità sempre presente di Baselli, la difesa rocciosa valorizzata da N’Koulou, le fasce veloci dominate da De Silvestri ed Ansaldi. Ciò che sta mancando al Torino è l’incisività del Gallo Belotti, insieme all’ormai tanto attesa rivalsa di Roberto Soriano – ciliegina del mercato estivo – ma non c’è assolutamente niente di davvero significativo da recriminare agli uomini di Urbano Cairo. La stagione si sta mettendo nel verso giusto e la sconfitta di ieri non può (e non deve) diventare un peso troppo difficile da portar via, altrimenti si rischia di compromettere l’intero destino del campionato. Un torneo che a causa del basso rendimento di squadre come la Fiorentina e la Roma può promettere ancora degli importanti traguardi.