Il calcio di rigore è una trappola: così apparentemente semplice da realizzare, con quei 7 metri di porta spalancati a soli 11 metri di distanza, e al tempo stesso un momento in cui così tanti fattori psicologici, fisici e ambientali possono influire. C’è tutto il tempo, forse troppo tempo, per pensare dove indirizzare la palla. C’è chi con gli 11 metri ha un rapporto conflittuale e chi, invece ha modo di esaltarsi: come Mauro Icardi che, a differenza del Nino cantato da De Gregori, non ha paura di sbagliare un calcio di rigore (anche se, come vedremo, qualcuno lo ha fallito). Quello segnato ieri, contro l’Udinese, è il suo 21° rigore realizzato in carriera: e per il peso che molti di questi 21 rigori hanno avuto nelle singole partite, non c’è errore nel dire che il numero 9 nerazzurro stia diventando uno specialista del tiro dal dischetto.

I NUMERI

21 rigori realizzati su 26 rigori calciati in carriera, l’81% circa. 5 rigori trasformati su 5 nel 2018, 3 rigori trasformati su 3 in questo campionato. Questi, in sintesi, i numeri di Icardi dagli undici metri. In Serie A, tra coloro che hanno tirato almeno 20 rigori in carriera, solo Immobile (83%) e Cristiano Ronaldo (84%) hanno percentuali realizzative migliori, anche se con un maggior numero di penalty calciati. Quagliarella leggermente dietro con 20 rigori realizzati su 25 (80%), più distaccato Higuain con 19 trasformazioni su 27 tiri (70%).

Anche a livello europeo l’argentino si colloca perfettamente nella media dei grandi bomber e rigoristi europei: al di sotto di Lewandowski (91%), Hazard (86%), Milner (83%) e Kane (82%), ma meglio di Suarez (80%), Neymar (79%), Messi (77%), Aubameyang (76%) e Griezmann (71%). I numeri di Balotelli dal dischetto, a dispetto di quelli su azione, rimangono ancora notevoli: 37 rigori trasformati su 42 calciati, ovvero l’88%.

IL PESO

Il rigore di Icardi nel derby d’andata della scorsa stagione

I gol non si contano (o meglio, non si contano solamente), ma si pesano. E i gol di Icardi dal dischetto, negli anni, hanno portato parecchi punti alla sua squadra. Dei 17 rigori segnati con la maglia dell’Inter, 6 sono risultati essere il gol decisivo per la vittoria (Cesena 2014, Sampdoria 2014, Milan 2017 e Udinese ieri) o per il pareggio (Napoli 2015, Bologna 2017). Altri tre hanno invece sbloccato la partita (poi vinta): quello realizzato nella trasferta di Udine del 2015, quello nella gara casalinga contro la Spal della scorsa stagione e quello realizzato a San Siro contro la Fiorentina il 25 settembre. Peso specifico enorme quello realizzato nell’ultima giornata della scorsa stagione, all’Olimpico contro la Lazio, che portato il punteggio sul 2-2 prima del gol di Vecino.

IL MODO DI CALCIARE

Non c’è un vero trucco per calciare i rigori: molti dei migliori specialisti non optano per un solo tipo di tiro o di rincorsa, ma variano tra soluzioni di potenza e di precisione. Se si dovesse però collocare Icardi in una categoria, andrebbe inserito certamente tra i seguaci del tiro di precisione. Escludendo le tre occasioni in cui ha trasformato con un pallonetto (Napoli 2015, Atalanta 2017 e, ieri, Udinese) e la trasferta di Bologna della scorsa stagione, in cui ha optato per la soluzione centrale, l’argentino ha sempre battezzato un angolo in 13 occasioni. La sua preparazione al tiro d’altronde, molto simile a quella scelta da Balotelli, lo impone: rincorsa con pochi passi, occhi verso il portiere fino all’ultimo secondo prima del calcio.

Rigore trasformato da Balotelli contro l’Inghilterra, ad Euro 2012: passi brevi, sguardo verso il portiere, scelta dell’angolo

Il rigore trasformato da Icardi contro la Fiorentina il 25 settembre

Un tipo di soluzione che richiede ovviamente grande precisione non solo nella realizzazione ma già nella preparazione, e che nella maggior parte dei casi, almeno per quanto riguarda Icardi, batte il portiere avversario: solo 2 dei 5 rigori sbagliati dall’argentino sono stati parati dal portiere.