Rapid Vienna, Zurigo e Siviglia: queste le tre avversarie che dovranno affrontare ai sedicesimi di Europa League rispettivamente Inter, Napoli e Lazio. Un sorteggio tanto fortunato per le due compagini che retrocedevano dalla Champions League quanto sfortunato per la società capitolina. Gare interessanti per misurare le ambizioni europee delle squadre italiane e che testimonieranno se l’ambizione di arrivare alla finale di Baku davvero persiste. Napoli ed Inter sono da considerare profondamente favorite per il passaggio del proprio turno anche se un’eventuale sorpresa è sempre da considerare. Le tre avversarie sono squadre ben diverse tra di loro e che ad oggi stanno attraversando periodi di forma differenti l’una dalle altre.

LA CRISI DEL RAPID VIENNA

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Il Rapid Vienna, una società storica e con un grande blasone alle spalle, ad oggi si trova a navigare in una profonda crisi. Dopo 32 scudetti ottenuti (record per il campionato austriaco), attualmente si ritrova in ottava posizione in campionato. Una conquista del campionato che manca dalla stagione 2007/2008 e che nelle ultime stagioni sta vedendo sempre più protagonista il Salisburgo. Una condizione non riscontrabile però in campo europeo. Ha chiuso difatti il proprio girone di Europa League in seconda posizione con 10 punti, medesimo punteggio totalizzato dal Villareal, primatista del gruppo. Dopo aver guadagnato solamente 3 punti nelle prime 3 partite del girone, la squadra viennese ha deciso di cambiare rotta. Dapprima un pareggio per 0-0 in casa contro il Villareal, successivamente un’importantissima vittoria per 2-1 nella glaciale trasferta di Mosca, contro lo Spartak. A completamento di tutto ciò, una vittoria nell’ultima giornata ai danni dei Rangers di Gerrard, che ha permesso la qualificazione alle fasi finali.

L’AVVERSARIO FORMATO IN CASA

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Il passaggio all’Inter un errore? Questa domanda mi è stata posta spesso. Visto così è stato un errore. Mi piacerebbe tornare indietro. Ero giovane e ingenuo. Uno sente Internazionale di Milano e via. Non ci ho riflettuto più di tanto.

Queste le parole dell’attuale stella della squadra austriaca, Cristoph Knasmullner. Di proprietà del Bayern Monaco, nel 2011 l’Inter lo acquistò ed il giocatore arrivò in Italia con l’etichetta di potenziale fenomeno del calcio austriaco. Col tempo si perse per strada, sino al ritorno in patria ed una breve esperienza inglese. Di ruolo trequartista, è sicuramente lui il giocatore da temere maggiormente.

Esiste solamente un precedente fra Inter e Rapid Vienna. Risale alla stagione 1990/1991, anno in cui l’Inter riuscì ad ottenere la Coppa Uefa imponendosi in finale contro la Roma. La partita contro la compagine austriaca avvenne ai trentaduesimi di finale. L’andata si giocò in Austria. L’Inter perse 2-1 l’andata a Vienna subendo una rimonta dopo il gol di Matthaus, ma riuscì a vincere con lo stesso punteggio il ritorno a San Siro con doppietta di Bert. Ai supplementari fu Klinsmann a regalare il 3-1 all’Inter che permise alla squadra di superare il turno.

L’INTRAPRENDENZA DELLO ZURIGO

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Lo Zurigo, proprio come il Rapid Vienna, manca dalla vittoria del proprio campionato da tante, forse troppo stagioni. L’ultimo risale alla stagione 2008/2009, da lì in avanti è iniziato un dominio del Basilea, interrotto solamente la scorsa stagione grazie all’impresa dello Young Boys. Quest’anno gli avversari del Napoli stazionano al quarto posto a soli 5 punti dal Basilea secondo ma a 24 punti di distanza dalla società di Berna prima citata. La squadra allenata da Ludovic Magnin presenta un’ottima fase difensiva ma un modesto gioco offensivo. Per il Napoli non sarà quindi una passeggiata andare a segno, anche se il divario tecnico è abissale. In Europa League hanno offerto delle ottime prestazioni, chiudendo il giorno a 10 punti, alle spalle del Bayer Leverkusen. Dopo 9 punti totalizzati nelle prime tre partite, lo Zurigo si è un po’ seduto sugli allori, chiudendo il girone di ritorno con solo un pareggio, ottenuto nell’ultima giornata contro il Ludogorets.

NON SOLO UNA CADUTA

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Il giocatore di maggior pericolosità della squadra svizzera è sicuramente Bejamin Kololli, sfortunatamente molto più conosciuto per la sua caduta in un fossato (avvenuta proprio in Europa League contro l’AEK Larnaca) che per le doti tecniche. Esploso definitivamente nel Losanna, il 21 luglio 2018 lo Zurigo decide di acquistarlo spendendo solamente 900 mila euro. Spesa che il giocatore svizzero naturalizzato kosovaro rende molto più che giustificata, trasformandosi nel capocannoniere della squadra con 6 gol e 4 assist. A quota sei realizzazioni anche il giovane attaccante nigeriano Stephen Odey. A soli vent’anni già un titolare indiscusso della squadra elvetica ed osservato da parecchi club di tutta Europa.

Non esistono precedenti fra le due società, anche se Ancelotti ha già affrontato da allenatore lo Zurigo nel primo turno della Coppa Uefa 2008-2009. In quella doppia sfida il Milan del mister emiliano si impose prima in terra svizzera grazie alla rete di Shevchenko e poi a Milano, vincendo per 3-1.

L’ESPERIENZA DEL SIVIGLIA

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Sorteggio assai amaro per la Lazio che nell’urna di Nyon becca il Siviglia, vincitore del torneo per ben tre volte negli ultimi cinque anni. Una società che sa come affrontare al massimo questa competizione e che di sicuro ambisce alla vittoria finale in maniera assai prepotente. Dopo la disastrosa stagione dello scorso anno, chiusa al settimo posto, quest’estate sulla panchina della squadra andalusa si è seduto Pablo Machín, autore del miracolo Granada. L’allenatore castigliano è subito riuscito a dare un’impronta forte alla squadra imponendo un calcio concreto ed esteticamente apprezzabile. In campionato, ad oggi, si trova al secondo posto a pari punti con l’Atletico Madrid e sotto di appena tre lunghezze dal Barcellona. In Europa League invece si è qualificata da prima con 12 punti, stesso punteggio del Krasnodar, secondo nel girone. Un andamento altalenante, il loro, che miscela vittorie schiaccianti, come il 6-0 all’Akhisar oppure il 5-1 allo Standard Liegi, e prestazioni non ottimali come la sconfitta contro il Krasnodar per 2-1 oppure sempre contro lo Standard per 1-0.

LA PERICOLOSITÁ OFFENSIVA

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Il capocannoniere della squadra risponde al nome di Pablo Sarabia, con i 15 gol siglati fra campionato e coppa. Dopo le esperienze con Real Madrid e Getafe, in Andalucia ha trovato la sua definitiva consacrazione. Non è però l’unico pericolo offensivo che può vantare la squadra di Machín. Sarabia difatti è utilizzato solamente da trequartista a supporto alle due punte, Ben Yedder ed André Silva. Per il giocatore francese sono già 13 le realizzazioni in maglia bianca mentre l’ex Milan può vantarsi del titolo di capocannoniere del Siviglia in Liga, con 8 gol.

Non esistono precedenti in partite ufficiali fra le due squadre anche se sono state disputate ben tre amichevoli. La prima risale al lontano 1957 e fu vinta dalla squadra laziale per 3-0. Poi un 1-1 nel 1992, con Diego Armando Maradona a toccare il campo spagnolo per la prima volta. La terza amichevole avvenne quattro anni dopo, nel 1996, e fu vinta dal Siviglia ai calci di rigore. In quel Siviglia peraltro, fra i pali, giocava l’attuale direttore sportivo della Roma, Ramón Rodríguez Verdejo, noto semplicemente come Monchi.