Il Boxing Day è una festività tipicamente inglese che consiste nel fare doni ai meno fortunati e che si celebra proprio il 26 dicembre. La ricorrenza del Boxing Day è un’occasione, in particolare nel Regno Unito, per importanti manifestazioni sportive. Come molti sapranno la Premier League, disputa puntualmente un intero turno di campionato in questa giornata. Gli stadi al sono sempre gremiti e spesso le partite del Boxing Day diventano indimenticabili. Dato che a partire da quest’anno, anche la Serie A ha deciso di adottare questa tradizione, quale modo migliore per prepararsi se non ripercorrendo alcuni dei match storici disputati in questo speciale giorno dopo Natale?

26 DICEMBRE 1963

Per cominciare questo breve excursus non basta una partita sola. Il primo Boxing Day da raccontare è quello del 1963 e protagoniste sono tutte le 20 squadre della Premier. In quel lontano 26 dicembre, il campionato inglese ha regalato una giornata storica. Nelle 10 partite disputate quel giorno, vennero realizzati ben 66 goal, con una media di quasi 7 reti a partita. Una statistica incredibile per quello che è passato alla storia come uno dei turni più divertenti della storia della BPL. Escludendo il 2-0 del Leicester sull’Everton e il 3-0 dello Sheffield Wednesday contro il Bolton, tutti gli altri incontri videro la rete gonfiarsi almeno 6 volte. Fulham – Ipswich Town finì addiritttura 10-1. Come se non bastasse ben tre giocatori realizzarono un poker: Andy Lochead (Burnley), Graham Leggat (Fulham) e Roger Hunt (Liverpool).

Il tabellone con tutti i risultati di quella storica giornata.

SHEFFIELD WEDNESDAY-MACHESTER UNITED

La seconda tappa dopo quella scorpacciata di goal è di quasi 30 anni dopo. Leggendo il nome delle due contendenti si potrebbe pensare ad una passeggiata dei Red Devils sul verde dello stadio di Sheffield. Il Boxing Day però regala spesso sorprese, specialmente quando lo United è protagonista. Hirst, Bright e Sheridan. Per chi non sapesse di chi si parla (probabilmetne molti) questi sono i nomi dei tre giocatori che timbrarono il 3-0 dello Sheffield, due reti dopo sei minuti e la terza a inizio ripresa. Partita finita e Manchester a casa? Nemmeno per sogno, perché il 1992 è l’anno dello scudetto e in quella squadra gioca un certo Eric Cantona, forse un nome più altisonante dei tre citati prima. Doppietta di McLair e zampata finale, proprio del francese, negli ultimi istanti di gara. Un pareggio insperato, nel Fergie Time, un marchio di fabbrica di Sir Alex Ferguson.

Una delle partite che hanno segnato l’inizio del Fergie Time.

CHARLTON-CHELSEA

Terzo match, stesse aspettative del precedente, risultato ancora più strano. È il 2003 e il Chelsea è stato da poco acquistato da Roman Abramovih. Sulla panchina dei Blues siede Claudio Ranieri che oggi è considerato una leggenda in Premier, ma che allora non era visto di buon occhio dal neo-presidente. La partita contro il Charlton inguaia ulteriormente il tecnico italiano, impegnato nella già complicata rincorsa all’Arsenal degli Invincibili. Protagonista dello sgambetto è un connazionale, un altro che ha scritto il suo nome nella storia del campionato inglese: Paolo Di Canio. A fine primo tempo il risultato è di 2-1 per i padroni di casa e a metà del secondo, con due assist di Di Canio, il risultato è un pesante 4-1. La partita finirà con un 4-2, la stagione con un secondo posto e una semifinale di Champions persa contro l’allenatore che avrebbe sostituito Ranieri, Josè Mourinho. Il Chaltron si dimostrò invece una squadra solida, capace di centrare il settimo posto.

La partita si giocò tra l’altro su un campo in condizioni pessime.

CHELSEA-ASTON VILLA

Dal pre-Mourinho all’immediato post-Mourinho. I due Boxing Day che fanno da margine alla prima esperienza sulla panchina del Chelsea dello Special One sono stati abbastanza rocamboleschi. Sono passati altri 4 anni, il 26 dicembre del 2007, l’Aston Villa tenta il colpaccio a Stamford Bridge e si porta sul 2-0. Un’espulsione complica però i piani dei Villans che vengono raggiunti e superati da Shevchenko e Alex. A 18 dalla fine Laursen trova il pareggio, ma il Chelsea non ci sta. Nonostante la ristabilita parità numerica, Ballack trova il 4-3. Finalmente il goal decisivo. Se non fosse che al 90′, Ashley Cole si traveste da portiere e mette le mani dove Cech non può arrivare. Terza espulsione della partita, secondo rigore e definitivo 4-4 firmato da Barry. Al termine della stagione quella partita risulterà pesantissima, visto che lo United si aggiudicò il campionato proprio con due punti di vantaggio, per poi bissare sempre ai danni del Chelsea con la Champions League.

Knight, il primo degli espulsi di quel giorno.