Se la lunga pausa post tour de force natalizio sta svuotando i nostri pomeriggi e le nostre serate, il calciomercato, con i suoi pro e contro, ha aperto i battenti e fino al 31 gennaio impegnerà i pensieri di noi tutti con suggestioni e timori di ogni tipo.

Limitandoci a guardare in casa nostra e, nella fattispecie, a ciò che ci ha detto questa prima metà di campionato, oggi pescheremo da squadre che saltellano senza grosse ambizioni dalla parte sinistra a quella destra della classifica giocatori che potrebbero migliorare o completare l’organico di chi si contende i pass per l’Europa.

Escludendo la Juventus, che come confermato dalle ricorrenti voci di mercato guarda all’élite del calcio internazionale per migliorarsi, e l’Atalanta, per la quale più che il valore effettivo di un giocatore in un acquisto incidono maggiormente determinate caratteristiche richieste da Gasperini, ci concentreremo su Napoli, Inter, Lazio, Milan, Roma e Fiorentina.

Partiamo dai Viola: la squadra di Pioli è vittima di problemi strutturali evidenti e l’idea di calcio diretto del tecnico ex Inter ha perso efficacia rispetto al brillante avvio di stagione. Nonostante una classifica che si mantiene accettabile soprattutto grazie ad un’ottima fase difensiva (quarta miglior difesa dopo Juventus, Inter e Napoli), i problemi a Firenze hanno una duplice causa: lo scarso rendimento di alcune speranze estive e non (Gerson, Simeone e Pjaca su tutti) ed un centrocampo poco assortito. Veretout in mediana sta svolgendo un lavoro sufficiente ma, visto il suo apporto in fase realizzativa della scorsa stagione, riportarlo in un ruolo più avanzato non sarebbe proprio un’eresia. Questa ipotesi potrebbe assumere contorni verosimili solo nel caso in cui dalle parti dell’Artemio Franchi il calciomercato portasse un regista migliore del fino ad ora impalpabile Norgaard.

Valutando i profili presenti nel nostro campionato, il più interessante risulta essere quello di Manuel Locatelli. Il mediano scuola Milan sta trovando poca continuità nel centrocampo dinamico di De Zerbi e la sua pulizia nel gioco (precisione nei passaggi che supera il 90%) potrebbe tornare utile ad una Fiorentina che fa dell’ordine a centrocampo la sua ultima virtù.

Nel nostro personalissimo atlante delle squadre bisognose di forze fresche ci spostiamo più a sud ed analizziamo il momento della Lazio di Simone Inzaghi. Dopo i primi mesi balbettanti, l’ex attaccante dei biancocelesti si sta aggrappando agli uomini simbolo della scorsa stagione e ad un modulo più spregiudicato per consolidare il quarto posto. Se il reparto offensivo presenta diverse alternative e tutte di livello più che discreto, su quello difensivo tendiamo ad avere più dubbi. Acerbi, Luiz Felipe e Radu sono un trio di ottima caratura ma alle loro spalle, con Caceres in partenza e Wallace e Bastos in evidente difficoltà, c’è poco più del vuoto.

In tal senso il nostro nome per il mercato dei biancocelesti è quello di Arturo Calabresi. Il 22enne in forza al Bologna è già nel giro della Nazionale U21 e a dispetto della giovane età ha già mostrato un’adattabilità innata ad ogni ruolo della difesa. Detto ciò, le 15 presenze nel sistema difensivo a 3 di Pippo Inzaghi sono le più utili per fornirvi un suo ritratto. I 2,2 intercetti a partita lo piazzano alla decima posizione di questa speciale classifica e le presenze in essa di calciatori abituati a giocare a tre come Palomino e Izzo ci danno l’idea di un giocatore aggressivo ed impulsivo.

Calabresi fornirebbe alla Lazio la possibilità di assicurarsi un perno della difesa per il futuro e, soprattutto, di rinforzare un reparto che al giorno d’oggi non appare completo. Non ci stupiremmo se, in tempi di calciomercato, negli uffici di Tare il suo nome cominciasse a circolare.

Dalla Roma biancoceleste ci spostiamo a quella giallorossa, ma il reparto in questo caso resta il medesimo: la difesa. Se la Lazio non sta ricevendo conferme dalla panchina dalle parti di Trigoria il problema è ben più grave e riguarda un titolare che risponde al nome di Federico Fazio. L’argentino sta mostrando tutti quei limiti che avevano circondato di scetticismo la sua firma in giallorosso e che aveva ben mascherato durante la passata stagione. Dal canto loro Juan Jesus e Marcano stanno facendo di tutto per rendere ancor più tragica la situazione e la retroguardia di Di Francesco resta aggrappata all’encomiabile Manolas. Il profilo per ridare solidità alla Lupa è quello di Joachim Andersen, autentica sorpresa del girone d’andata ed ennesimo capolavoro del calciomercato estivo di Carlo Osti, ds della Sampdoria.

Il danese si sta affermando in un sistema non semplice come quello di Giampaolo, e lo sta facendo dimostrando ottime doti in posizionamento ed uno contro uno. Il suo fiore all’occhiello però restano le qualità in impostazione che dopo Skriniar e Koulibaly lo rendono il difensore con più passaggi medi a partita, con percentuali anche migliori di quelle del senegalese. Una manna dal cielo per la costruzione bassa della Roma tanto bistrattata…

Spostiamoci ancora più a sud geograficamente ma decisamente più in alto in classifica. Il Napoli di Ancelotti ha pochissimi punti deboli e uno di questi, forse il più evidente, è legato al futuro di Marek Hamsik e alla sua ovvia successione. Siamo onesti, allo stato attuale delle cose in Serie A non c’è nessun giocatore in grado di prendere lo scettro che fino all’anno scorso era di Jorginho, e quindi il nostro nome per caratteristiche non ricalca i tratti distintivi del regista. Di contro, l’universalità che, almeno fino ad ora, Nicolò Barella ha mostrato lo rendono appetibile per tutti. Con Allan formerebbero una delle mediane più aggressive d’Europa e, come dimostrato in Nazionale con Verratti e Jorginho stesso, anche in un contesto ipertecnico sa come ritagliarsi il suo spazio. Insomma, il capitano del Cagliari ad oggi saprebbe fare la differenza ovunque ed il Napoli rientra in questa interminabile lista.

Concludiamo il nostro viaggio sotto la Madonnina, dove Milan e Inter condividono con il Napoli sia il desiderio di tornare ai vecchi fasti che quello di iniettare qualità e freschezza nel loro centrocampo.

Per i rossoneri ci accodiamo alle ricorrenti voci di mercato che vedono Stefano Sesti in cima al taccuino di Leonardo e Maldini. L’ex play del Cesena fa passi da gigante ed il grande salto nella Scala del Calcio non sembra così improbabile in un Milan che definire incerottato sarebbe riduttivo. Quasi 2 passaggi chiave a partita, 1,2 tiri e doti in regia che neanche i 6 mesi nel poco ortodosso centrocampo neroverde hanno fatto sparire. L’uomo giusto per ridare a Gattuso il suo amato palleggio e per gestire e sguinzagliare a dovere i cagnacci Bakayoko e Kessie.

Ad Appiano Gentile l’infermeria è vuota e la lista dei centrocampisti a disposizione di Spalletti lunga ma non del livello richiesto dal tecnico di Certaldo. I nomi di Vidal e Modric non hanno solo illuso i fan del biscione, ma hanno permesso loro di tornare a sognare grandi nomi, in attesa di una prossima estate carica di sorprese. Nel frattempo, dato che ci sono sei mesi e tre competizioni da affrontare, il nostro campionato offre un Dennis Praet in grande spolvero e già da tempo in orbita Marotta. Il belga ha molto da imparare, soprattutto in fase realizzativa e di rifinitura, ma in prospettiva ha pochi eguali nel suo ruolo. Guardare per credere..