Nei cinque maggiori campionati europei militano società in grado periodicamente di lottare per una qualificazione alle coppe europee e che mai si schiodano da quell’obbiettivo. In caso di stagione negativa, terminano con un dodicesimo posto in classifica e la stagione successiva, dopo una dettagliata analisi della rosa, tornano a splendere. Società storiche, con un bacino di tifosi estremamente ampio dato soprattutto da vittorie in annate precedenti. Ad un tratto, però, l’ingranaggio inizia a mal funzionare. I tasselli non riescono più ad unirsi fra di loro e la squadra inizia a giocar male: perde, pareggia, tifosi che mugugnano e il baratro della retrocessione a pochi centimetri. È il caso del Villarreal e dello storico Athletic Bilbao, due società simbolo della prima divisione spagnola ma che ad oggi concluderebbero il campionato nella parte medio-bassa della classifica, con il Villarreal addirittura retrocesso.

ATHLETIC BILBAO

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Amore per la città, passione, tradizione, regionalismo. Valori forti quelli della società di Bilbao che sceglie i propri tesserati in base alla provenienza. Tutti i giocatori devono essere baschi, di origine basca o cresciuti nelle giovanili di una società basca. Questo progetto regionalistico ha comportato degli ingenti sacrifici, giustificati però dalle vittorie ottenute. Ben 24 coppe del Rey, 8 campionati e 2 supercoppe spagnole. Un palmares di tutto rispetto per una compagine che mai ha vissuto l’onta della retrocessione in Segunda División, unica squadra insieme a Barcellona e Real Madrid.

Dalla partenza di Valverde, però, qualcosa è variato, soprattutto dentro lo spogliatoio. Lo scorso anno un campionato anonimo, conclusosi con il sedicesimo posto in classifica. Troppo altalenante la squadra e gravi sconfitte soprattutto al San Mamés. Questa stagione, forse, sta andando anche peggio. In 18 scontri solamente 3 le vittorie ottenute, 10 i pareggi e 5 le sconfitte. I buoni risultati di certo non mancano come i due pareggi contro Barcellona e Real Madrid, ma di sicuro non possono distrarre l’attenzione dal diciassettesimo posto nel quale la squadra sta stagnando.

LA SQUADRA

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La rosa presenta anche delle ottime potenzialità, soprattutto nel comparto arretrato. Profili del calibro di Iñigo Martinez, Yeray Alvarez e Yuri Berchiche (in prestito dal Paris Saint-Germain) possono garantire una solidità difensiva difficile da riscontrare in altri club. Anche in avanti il Bilbao presenta giocatori di indiscussa qualità tecnica: Aritz Aduriz, Iñaki Williams e Iker Muniain. Purtroppo tutte queste individualità, se non supportate da un gioco corale della squadra, non riescono ad emergere ed anzi, scompaiono pian piano. Il Bilbao, prima dell’arrivo di Garitano, troppo spesso giocava a lanci lunghi a pescare la punta centrale. Ciò può essere ottimo contro formazioni di alto livello, ma inizia a diventare un problema se applicato anche con quadre di medio-bassa lega.

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Il 4 dicembre la dirigenza basca si è vista costretta ad esonerare Eduardo Berizzo a favore di Gaizka Garitano, precedentemente sulla panchina della squadra riserve del Bilbao. Con Garitano in panchina l’andamento della squadra è leggermente cambiato. Dopo soli due giorni dal suo insediamento è arrivata una convincente vittoria per 4-0 ai danni del Huesca in Copa del Rey. Successivamente in 4 partite è riuscito a totalizzare 8 punti, staccandosi leggermente dalla zona salvezza. I cambiamenti apportati dall’allenatore spagnolo non sono stati poi ingenti, con il modulo rimasto inalterato: 4-2-3-1. Il lavoro di Gaizka si è indirizzato maggiormente sulle teste dei giocatori, facendogli intendere le loro reali qualità.

COSA MANCA?

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Innegabile che in questa rosa serva quanto prima un centravanti di peso. Oramai Aduritz presenta una certa età e non gli si può chiedere un minutaggio elevato. Il ruolo di punta inoltre è stato spesso ricoperto da Williams, ma il giocatore di origine libanese dà il meglio di sé quando  utilizzato come ala. Ecco perché la dirigenza sta seriamente pensando al ritorno di Ibai Gomez, dall’Alaves. Il suo non sarebbe però il ritorno più clamoroso in zona offensiva. Fernando Llorente si è pubblicamente offerto alla sua ex squadra ed il suo profilo combacia esattamente con le esigenze della squadra basca. Un numero 9 che farebbe piuttosto comoda a Bilbao, in grado di insaccare la palla in rete in qualsivoglia maniera. Stuzzicano la dirigenza anche i ritorni di Javi Martinez e Ander Herrera. A centrocampo serve tanta qualità, la squadra è prevedibile e la manovra di gioco appare spesso molto lenta. Aggiungere i due potrebbe solamente giovare alla squadra. Due giocatori profondamente affermati ma che possono pensare di far ritorno a casa, dove l loro carriera ha preso il volo. Nomi di certo altisonanti ma che per un club del calibro dell’Athletic dovrebbero rappresentare la normalità.

VILLAREAL

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Appaiono oramai lontane le gesta del grande Villarreal, in grado di conquistarsi una postazione fissa nelle coppe europee o piccoli exploit come la semifinale di Europa League e di Champions League che, adesso, sembrano irripetibili. La squadra fatica a carburare ed anche con il cambio di allenatore i risultati stentano ad arrivare: solamente 3 pareggi in 3 partite. Anche in questo caso si può riscontrare un calo a seguito della partenza di un allenatore, in questo caso Marcelino, attuale allenatore del Valencia. Sotto la guida dell’allenatore spagnolo, il sottomarino giallo aveva effettuato una crescita esponenziale. Partito dalle Segunda División era arrivato sino alla semifinale di Europa League e a piazzamenti in campionato molto più che discreti. Quest’anno la classifica recita Villarreal al diciottesimo posto, in piena zona retrocessione. Solamente 3 le vittorie accorse, 8 i pareggi e ben 7 le sconfitte.

LA SQUADRA

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Come per l’Athletic, anche il Villarreal presenta una rosa degna di potersi giocare la qualificazione alle coppe europee. Soprattutto in zona offensiva la qualità non stenta a mancare. Gerard Moreno, Carlos Bacca, Santi Cazola, Pablo Fornals, Manu Trigueros. Tutti giocatori già conclamati che in carriera sono riusciti a dimostrare grande qualità tecnica. Come detto poc’anzi, però, le individualità non sono abbastanza e serve un collettivo per farle splendere. Moreno arrivava da una stagione sontuosa con la maglia dell’Espanyol, con una media di un gol realizzato ogni due partite. Al Villarreal invece ha realizzato la miseria di 4 reti in 18 apparizioni. Carlos Bacca stesso è a quota 4 reti, anche lui un giocatore che deve ritrovarsi quanto prima per il bene della squadra.

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Anche la società valenciana si è ritrovata costretta ad esonerare il precedente allenatore, Javier Calleja. Troppo pochi i 14 punti in 15 partite ottenute dal tecnico spagnolo. Al suo posto è subentrato alla guida della squadra Javi García, una scelta che si può ritenere quantomeno azzardata da parte della dirigenza. Nelle ultime 4 stagioni, l’ex guida tecnica di Getafe e Levante aveva allenato dapprima negli Emirati Arabi Uniti e successivamente in Cina, senza peraltro ottenere risultati di rilevante importanza. Un uomo oramai abituato ad un calcio non così competitivo come quello spagnolo poteva davvero rappresentare la giusta scelta? In momenti di crisi servono condottieri esperti, allenatori con un certo lustro che sanno come far ottenere la salvezza alla propria squadra.

COSA MANCA?

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La società ha già ufficializzato il trasferimento di Vicente Iborra, proveniente dal Leicester City. Un ottimo innesto che, insieme a Trigueros, potrà garantire delle geometrie di gioco che di certo mancano alla squadra. Inoltre serve quanto prima dare solidità difensiva alla squadra, Funes Mori e Victor Ruiz non stanno brillando nell’ultimo periodo e una ventata di novità può solo agevolare la situazione. La dirigenza sta valutando l’acquisto di Andrea Ranocchia dell’Inter. Un giocatore bistrattato dai più che necessita di un cambio di casacca, magari lontano dall’Italia. Non si sa ancora se si aggregherà al sottomarino giallo gratis a giugno, oppure già in questa finestra di mercato con un piccolo compenso economico a favore della squadra milanese. A Vila-real inoltre troverebbe Daniele Bonera, campione d’Europa con il Milan che oramai da quattro stagioni milita nel massimo campionato spagnolo. Inoltre si vociferava negli ultimi giorni di un interessamento per Gianluca Lapadula del Genoa. Chiuso da Piatek e Kouamè, il calciatore ex Milan è sul piede di partenza ma difficilmente Villarreal potrebbe rappresentare una meta ideale. Le pressioni sarebbero molte e la titolarità non garantita.