Seduto in lacrime sul campo del Santiago Bernabeu. Il suo Boca Juniors aveva appena perso il Superclasico più importante della storia e lui, dopo aver dato tutto (e oltre) per 120 minuti, non riusciva proprio a darsi pace per aver appena visto quella Copa Libertadores volare nelle mani degli eterni rivali del River Plate. Questa è sicuramente l’ultima immagine che tutti ricordano di Nahitan Nandez.

La foto definitiva che racchiude in uno scatto tutte le emozioni del centrocampista uruguagio, sconfitto ai punti dall’avversario ma mai abbattuto per KO. Ebbene sì, perché il numero 15 del Boca Juniors sul campo del Real Madrid aveva appena dimostrato di poter essere un leader sia tecnico che morale. Capace di unire, in una delle partite più pesanti della storia del calcio sudamericano, quantità e qualità. Corsa e idee. Concretezza e genialità.

Un assist al bacio per Dario Benedetto in occasione dell’1-0. Un preciso fendente per il Pipa che, dopo aver tagliato tutto il campo, ha permesso alla punta argentina di involarsi verso la porta di Armani. Un colpo di classe, contornato da innumerevoli corse per fermare i contropiedi del River Plate.

Tutto inutile ai fini del risultato finale, 3-1 per i Millonarios dopo i tempi supplementari. Un biglietto da visita importante invece per il 23enne di Maldonado in chiave mercato.

Diversi club europei sono tornati infatti a mettere gli occhi su di lui. Dall’Atletico Madrid al Cagliari. L’Italia il Paese più attento, il luogo dove presto Nahitan Nandez sembra destinato a proseguire la carriera.

MERCATO

In principio furono Inter e Fiorentina. A dire il vero in casa nerazzurra il nome di Nandez era noto da tempo, da quando aveva stupito tutti con la maglia del Penarol, diventando capitano di una delle squadre più leggendarie di tutto l’Uruguay a soli 21 anni.

Un interesse che non si tramutò però in un trasferimento in Italia, con il Boca Juniors abile a convincere il giocatore a continuare la propria crescita in Argentina, acquistandolo per poco più di 3 milioni nell’agosto del 2017.

Una scommessa vinta, con gli Xeneizes che ora possono ricavare quasi sette volte tanto dalla cessione di Nandez.

Il Cagliari ha già offerto, infatti, 20 milioni per il cartellino del giocatore. Offerta formalmente accettata dal Boca Juniors, come dichiarato a ‘Radio La Red’ dal presidente Daniel Angelici:

“Abbiamo accettato l’offerta ma non la forma di pagamento. Ho parlato con il giocatore e mi ha espresso la sua volontà di partire. Lo accetto. Ciò che non accettiamo però è la formula di pagamento e per questo dobbiamo ancora lavorare sui dettagli. Dipende molto dal club italiano (il Cagliari), deve fare uno sforzo”.

Un affare che pare destinato a concludersi a breve, con Nandez che in Sardegna potrebbe prendere il posto di Nicolò Barella. Sul talento italiano incombe infatti l’ombra del Chelsea, ormai orfana di Cesc Fabregas (volato al Monaco di Henry), con il Cagliari che in queste ore sta così provando a tutelarsi nel caso in cui Barella dovesse lasciare i rossoblu in questa finestra di gennaio.

Un trittico di mercato che priverebbe la Serie A di uno dei ragazzi italiani più promettenti, regalandole però uno dei prospetti uruguagi più interessanti degli ultimi anni. Se così può ancora essere definito il centrocampista del Boca Juniors.

UNA VITA DA LEADER

Nato il 28 dicembre del 1995 a Maldonado, città che si affaccia sulla costa sud dell’Uruguay, Nahitan Nandez a 23 anni può già essere considerato un leader del centrocampo. Nato trequartista e poi abbassato nel ruolo di regista davanti alla difesa, il ragazzo ha trovato la sua dimensione come mezzala destra in un centrocampo a tre.

Abile negli inserimenti, instancabile recuperatore di palloni. Lucido e preciso quando si tratta di impostare l’azione e fornire assistenza alle punte. Un tuttocampista che oltre alla solita garra sa regalare molto di più all’interno di una sola partita.

È tecnico, bravo con il pallone tra i piedi. Non sente la pressione, la sa addomesticare. Pare padrone del suo gioco e spesso anche di quello altrui. Lo ha dimostrato sia nei club in cui ha militato che in Nazionale, dove Oscar Tabarez ha deciso di fare di lui uno dei perni del centrocampo dell’Uruguay.

Mossi i primi passi in piccole realtà locali, Nandez ha capito di potersi regalare una carriera importante da calciatore quando nel 2013 ha firmato per il Penarol. Nel club di Montevideo, a circa 100 km da casa, ha imparato a essere un centrocampista.

L’ex juventino Paolo Montero, allora tecnico della Primavera, ed il trainer Alvaro Regueira lo hanno aiutato a capire che la posizione giusta per lui era quella di centrale di centrocampo. Che fosse a 2 o a 3 faceva poca differenza. Nandez dal centro poteva amministrare il gioco. Interrompere le trame avversarie, impostare le ripartenze del Penarol. Concedersi ogni tanto qualche licenza al tiro, grazie al suo destro potente da fuori area.

A impressionare più di tutto però il suo coraggio. Quel carattere deciso che lo ha portato a vestire senza preoccupazioni la fascia di capitano della prima squadra del Penarol a soli 21 anni o dell’Under 20 dell’Uruguay al torneo Sudamericano del 2015.

Con i gialloneri di Montevideo ha collezionato oltre 80 presenze, conquistando due titoli nazionali tra il 2015 e il 2017. Anno in cui si è trasferito al Boca Juniors, centrando subito la vittoria del campionato argentino.

Il 2018 è stato poi l’anno della consacrazione in Nazionale. Convocato per i Mondiali di Russia, alla corte di Tabarez, Nandez ha dimostrato di essere uno dei leader della nuova generazione di talenti dell’Uruguay. Tra l’ex Sampdoria Lucas Torreira e lo juventino Rodrigo Bentancur, Nandez non sfigura assolutamente.

E, proprio nel Belpaese in cui gioca il compagno di nazionale Bentancur, l’uruguagio è ora pronto a sbarcare. Lui, nato vicino al mare e grande amante della pesca, a Cagliari potrebbe sentirsi a casa. Ama il caldo, i viaggi in barca. Passare del tempo con la sua famiglia (ha una figlia). Attività che in Sardegna ‘El Leon’, come è stato soprannominato in patria, svolgerebbe con maggiore facilità rispetto che a Buenos Aires.

Ciò però sarebbe solamente un contorno. Perché Nandez in Italia non vuole essere un turista. Vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista in un club che nel recente passato ha dimostrato di saper far crescere in maniera ottimale giovani centrocampisti con caratteristiche simili alle sue. Prima fu il tempo di Nainggolan, poi è arrivato quello di Barella. In futuro potrebbe essere quello di Nandez.

Quel giocatore tanto simile a Juan Mata nell’aspetto, anche se lui si definisce “più bello” dello spagnolo, quanto al Ninja e all’attuale numero 18 del Cagliari nelle caratteristiche fisiche e di campo.

172 centimetri di pura esplosività. Irruenza, polmoni illimitati e due piedi educati capaci di accarezzare la palla dopo aver morso le caviglie degli avversari.

Un giocatore completo Nahitan Nandez, pronto a stupire anche in Serie A.