L’attaccante spagnolo potrebbe tornare a Madrid, presso la sponda rojiblanca

CRISI BLUES

Il feeling tra Morata ed il Chelsea non è mai sbocciato: nonostante la cifra record sborsata dai londinesi, Alvaro Morata non ha mai davvero convinto i tifosi e l’allenatore durante la sua esperienza inglese. Eppure, i primi mesi dello spagnolo al Chelsea sembravano promettenti, con uno score di 11 reti e 4 assist nella prima metà di campionato; poi, il blackout totale: infortuni, problemi psicologici che lo portano a segnare solo una rete nel girone di ritorno di Premier League. Il ragazzo, abbattuto, commenterà:

“Per me è stato un anno difficile e lo stesso si può dire per la squadra. L’inizio è stato grandioso. Tutti mi amavano, facevo gol. Avevo segnato all’Atlético Madrid, andava tutto bene, ma ora è diverso. Le persone mi dicono certe cose per strada e non sanno cosa ho passato: la gente pensa che siamo macchine. Solo mia moglie, che vive con me, può sapere. Volevo giocare, continuare a fare gol, ma non potevo per l’infortunio che ho subito. Non sapevo di preciso cosa avevo. Poi io e i medici del Chelsea siamo andati in Germania per un trattamento: mi hanno forato la schiena. Faceva molto male e dovevo tornare a Londra per allenarmi il giorno dopo. In quel periodo sono stato sfortunato. Mi ricordo che il giorno prima di giocare contro il West Ham mi hanno detto che sarei diventato padre e io volevo giocare, ma nel riscaldamento non riuscivo a muovermi. Così ho detto al dottore di farmi una iniezione perché volevo giocare, volevo farlo per dedicare un gol ai miei figli, ma da lì in poi sono entrato in un mentalità in cui non volevo smettere di dimostrare il mio valore e tutto è andato storto. La mia voglia di scendere in campo comunque, nonostante il dolore, mi ha tradito: ho imparato e non lo farò più. Ho sofferto, quando tornavo a casa dopo le partite e gli allenamenti ho dovuto fare delle punture un paio di volte al giorno perché non potevo sopportare il dolore. Non riuscivo nemmeno a mangiare o a guidare. Mi sentivo impotente. Poi sono tornata a giocare una partita di coppa, mi sentivo bene e poi, all’improvviso, una ricaduta. Lo sapevano solo il dottore, il manager (Conte, ndr) e la mia famiglia. È stato tutto molto complicato”.

La stagione successiva, dunque, superati i problemi affrontati nell’ultimo anno, c’è grande attesa attorno al ragazzo che, nonostante varie offerte e smentite, rimane comunque a Londra a giocarsi le sue chances, con la sola concorrenza del francese Olivier Giroud. Nonostante il cambio di guida tecnica e la riproposizione di un calcio offensivo dove la punta ha un peso specifico davvero importante, il ragazzo continua a sembrare un pesce fuor d’acqua tanto che, a detta degli addetti ai lavori, per raggiungere gli obiettivi stagionali appare necessario acquistare un vero centravanti. Così, con il nome di Gonzalo Higuaìn che torna alla ribalta, a fargli posto sarebbe proprio Alvaro Morata, al quale le offerte non mancano. Si parla di Borussia Dortmund, Milan, Siviglia e… Atletico Madrid.

UN VOLO PER LA SPAGNA

Morata, in tenera età, con addosso la camiseta dell’Atletico Madrid, squadra per cui ha già militato da giovanissimo.

Per la compagine spagnola, effettivamente, l’innesto del ragazzo rappresenterebbe una manovra intelligente: il ragazzo ha già fatto benissimo in Spagna, la sua madrepatria, e di sicuro non avrebbe alcun problema a ri-ambientarsi nella sua Madrid dove Diego Costa, tra problemi fisici e momenti di appannaggio, ha siglato appena una rete in campionato. Lì, il ragazzo, potrebbe tornare a splendere ed esibirsi in un palcoscenico che non può non sentir suo: la Champions League. L’ha alzata due volte, Morata, e l’ha sfiorata con la Juventus di Allegri. Per il gioco del Cholo, inoltre, un attaccante abile a pungere in contropiede potrebbe rivelarsi davvero importante per curare la sterilità offensiva del reparto.

L’unico scoglio? La fedeltà del giocatore che già in tempi recenti rifiutò il Napoli per amore della Juventus e che potrebbe optare per la stessa scelta al fine di rispettare il suo passato in maglia Real Madrid. In tempi di crisi, però, è improbabile che vengano fatte  le medesime valutazioni di cuore ed il ragazzo stesso sa che l’Atletico Madrid, ora come ora, rimane l’ipotesi migliore per restare ad un alto livello di competitività e, magari, ritrovare la Selecciòn. Con buona pace delle altre pretendenti.

L’ostacolo rimane la trattativa con il Chelsea che vorrebbe monetizzare subito o, perlomeno, mantenere la garanzia di pagamento del cartellino: proprio per questo, in caso di prestito, i Blues farebbero leva sull’inserimento di un obbligo di acquisto.

In sintesi, chi saprà fornire le migliori garanzie, sarà in condizione d’aggiudicarsi Alvaro Morata.