Cerco un progetto stimolante altrimenti non avrei problemi a smettere.

Alberto Aquilani, rimasto svincolato dal luglio scorso dopo l’esperienza con il Las Palmas, qualche giorno fa, in occasione, ha rilasciato questa breve, ma chiara dichiarazione. Un invito di chi ha continuato ad allenarsi, nonostante non avesse più squadra, con il desiderio di poter dare ancora qualcosa sul prato verde.

L’appello è stato accolto da Luca Gallo, proprio oggi divenuto ufficialmente il nuovo proprietario di una Reggina desiderosa di tornare tra i “grandi”. L’ambizione del club amaranto, attualmente ottavo nel girone C di Lega Pro, ha portato a formulare un’interessante offerta al 34enne. Una proposta biennale con eventuale opzione per il terzo anno per farne il simbolo della rinascita della società calabrese.

PRESIDENTE-GIOCATORE?

La carriera di Alberto Aquilani è ricchissima di esperienze, pure di un certo spessore. Conta, infatti, ben dieci squadre e quattro campionati diversi. Tutto è cominciato nella Roma, fin dalle giovanili. Dopo un breve prestito alla Triestina, è tornato nella Capitale, dove con la maglia giallorossa ha giocato per ben 5 anni. Questi conditi dalla vittoria di ben due Coppe nazionali consecutive, nella stagione 06/07 e 07/08, e di una Supercoppa Italiana.

Poi arriva il trasferimento in Inghilterra, al Liverpool. Ci sono grandi aspettative su di lui, che, tuttavia, viene travagliato dagli infortuni. Appena un anno dopo, nel 2010, torna in Italia, in prestito alla Juventus. Si rilancia con due gol e sei assist. Sempre in prestito dal club inglese l’anno dopo va al Milan. In rossonero fa bene nella prima parte di stagione e si avvicina al numero di presenze che fa scattare l’obbligo di riscatto. Questo, però, a fine stagione non arriva.

Poi Aquilani veste la maglia della Fiorentina, questa volta trasferendosi dal Liverpool a titolo definitivo. In viola passa tre belle stagioni in cui colleziona 15 gol e 11 assist su 105 presenze. Quando termina il suo contratto con il club toscano si accorda con lo Sporting Lisbona. Qui porta a casa una Supercoppa di Portogallo.

Poi accumula 6 mesi con il Pescara, altrettanti con il Sassuolo e, infine, l’anno passato al Las Palmas, dove non incide più di tanto. Nel novembre scorso è addirittura diventato presidente della Spes Montesacro, squadra romana che lo ha lanciato nel mondo del calcio.

Ora c’è l’opportunità Reggina in Serie C, l’ultima della carriera da calciatore, da vivere con l’insolita doppia veste presidente-giocatore.