Dopo un weekend di pausa, torna il calcio giocato. Un antipasto di campionato che può raccontare molto sui nuovi arrivati, e può dare nuove chances a chi ha fallito durante la prima parte di stagione. Da domani fino a lunedì andrà in scena infatti un weekend atipico per il calcio nostrano: quello degli ottavi di Coppa Italia.

Per la prima volta, in tempi recenti, infatti si torna a giocare la coppa nazionale nel fine settimana come in Inghilterra, dove lo scorso weekend si sono giocate diverse sfide di Fa Cup; in questo senso, quindi, molti allenatori non saranno costretti a turnover esagerati come gli anni scorsi, quando le sfide si giocavano in mezzo alla settimana tra due turni di campionato. È nota a molti, infatti, la concezione che i tifosi e le stesse società hanno della Coppa Italia: un trofeo di nicchia rispetto al campionato che assume importanza solo dalle semifinali in avanti in quanto garantisce la vittoria di una coppa, utile dolcificante per una stagione amara, e la partecipazione all’Europa League.

 

La Coppa Italia potrebbe essere paragonata a quei negozi che dalla vetrina sembrano antiquati e di scarso appeal, ma una volta varcato coraggiosamente l’uscio, presentano innumerevoli spunti interessanti. Le partite di questo trofeo, infatti, rappresentano sia una grande occasione di riscatto per gli infortunati di lungo corso o quei giocatori ai margini della rosa, sia un’incredibile vetrina per i giovani provenienti dalla Primavera o per i nuovi acquisti. In questo senso come dimenticare il poker di questa estate contro il Lecce di uno semi-sconosciuto Piatek, ora vice-capocanonniere di Serie A, o la tripletta del Pocho Lavezzi contro il Pisa, nel lontano 2007, dopo qualche mese dal suo arrivo a Napoli.

Il turno di coppa imminente, in questo senso, non farà differenze. Analizziamo, quindi, le sfide che ci attendono ma soprattutto quali potrebbero essere le sorprese del weekend.

UN RONALDO A ROMA MA NON E’ IL FENOMENO

Le origini sono le stesse dell’ex numero 9 neroazzurro, il ruolo e le qualità tecniche decisamente diverse. Ronaldo Pompeu da Silva, infatti, è un centrocampista centrale e uno degli uomini cardine su cui poggia il Novara che domani all’Olimpico proverà nell’impresa di battere la Lazio. Un’altra recente colonna della formazione piemontese? L’eterno Daniele Cacia, navigato bomber di serie B che ora sta facendo molto bene in Piemonte.

Il divario tecnico tra le due formazioni è abissale ma, si sa, queste sono le partite da non sottovalutare dato che le motivazioni per la formazione svantaggiata salgono alle stelle. La Lazio sa che non deve sbagliare questa partita, per questo i cambi in formazione non saranno tanti: Caicedo al posto di Immobile e Proto tra i pali, per il resto la classica formazione titolare biancoceleste per cercare di agguantare, senza sorprese, i quarti di finale. Il trofeo è un obiettivo e la Lazio non vuole lasciare nulla al caso.

LA NOVITA’ FA RIMA CON PAQUETA’

 Sfida dal profumo d’europa a Marassi ma in palio ci sono i quarti di coppa Italia. Obiettivo da centrare per entrambe le squadre: il Milan, infatti, deve risollevarsi da una stagione deludente e cercare di puntare al trofeo dopo le due sconfitte in finale negli ultimi 3 anni mentre la Sampdoria certificherebbe, con il passaggio del turno, la positività della sua stagione.

Le due squadre, per quanto mostrato sino ad ora in campionato, si equivalgono e per questo i due allenatori metteranno gli uomini più in forma. La Sampdoria cambia poco e solo in difesa: il portiere Rafael al posto di Audero e il centrale Colley al posto di Andersen, per il resto formazione titolare con il neo-arrivato Gabbiadini in tribuna. Il Milan cambia tanto e in tutti i ruoli: in porta l’estremo difensore di coppa Pepe Reina, a centrocampo Jose Mauri al posto di Calhanoglu, in attacco Patrick Cutrone e dulcis in fundo, il tanto insperato ritorno alla titolarità di Andrea Conti.

La sorpresa tuttavia potrebbe essere il debutto di Lucas Paquetà. Il calciatore brasiliano, infatti, arrivato da poco a Milanello potrebbe trovare nel match di coppa Italia l’occasione giusta per saggiare il primo approccio con la maglia rossonera e prepararsi psicologicamente alla partita di Supercoppa contro la Juventus. La sua grande qualità e la sua freschezza, quindi, potrebbero rappresentare la vera sorpresa di questo turno.

 

LA PROVA DEL 9 SI GIOCA AL DALL’ARA

Probabilmente sarà Massimiliano Allegri la persona che sentirà più pressione in questo match dall’esito apparentemente scontato. Sì perché l’allenatore toscano, rivoluzionando la squadra, capirà se le riserve saranno all’altezza dei titolari, dettaglio non da poco se si vuole conquistare la Champions.

Il Bologna per tentare l’impresa non può fare esperimenti: squadra titolare con l’unico cambio in porta con Da Costa al posto di Skorupski. Durante la partita, tuttavia, ci potrebbero essere i debutti di Roberto Soriano e Nicola Sansone, arrivati da poco e in cerca di riscatto tra i rossoblù. La Juventus invece cambia tanto e in tutti i ruoli: in porta Perin, in difesa i supplenti Rugani e Benatia al posto dei professori Bonucci e Chiellini, il lungodegente Spinazzola sulla fascia, Emre Can in mezzo al campo e in attacco Kean e Bernardeschi.

(Photo by Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Tre in particolare possono essere le sorprese di questa partita. Emre Can a centrocampo, finalmente, trova la titolarità con la consapevolezza di dover fare una prestazione monstre per strappare il posto ad uno tra Matuidi, Pjanic e Bentancur. Moise Kean ha un occasione imperdibile: a Bologna, dove ha già segnato il suo primo gol in A, deve convincere Max Allegri che può essere una seria e valida alternativa ai titolarissimi Ronaldo e Mandzukic. Spinazzola, infine, rende realtà il suo sogno: vestire la maglia della Juventus. Nonostante il lungo infortunio, sa bene che i bianconeri puntano forte su di lui ma non aspettano pertanto dovrà dominare quella fascia come nel passato atalantino.

EQUILIBRIO PERFETTO

 Se si dovesse cercare un’immagine per descrivere un confronto tra Torino e Fiorentina, probabilmente quella della bilancia a due bracci in equilibrio perfetto sarebbe la migliore. La qualità tecnica medio-alta dei granata, infatti, per interpreti e stile di gioco è molto simile a quella viola. Le squadre che andranno in campo saranno più o meno le titolari con cambi per entrambe in porta: nel toro gioca Ichazo, nella Fiorentina Dragowski.

ROME, ITALY – DECEMBER 11: (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Chi o che cosa quindi può rompere questo equilibrio? Nel Toro, la mina vagante potrebbe essere Alex Berenguer, folletto offensivo spagnolo che ha già dato prova della sua qualità ma che cerca la consacrazione. Nella Viola, invece, oltre al solito Chiesa, ecco che il fattore decisivo potrebbe essere Luis Muriel. Il colombiano, appena arrivato dal Siviglia, ha già fatto vedere grandi cose in amichevole a Malta e con la sua velocità può essere una spina nel fianco per la difesa granata.

 

IL GABBIANO A CAGLIARI

 La Sardegna e i sardi non sono terra e popolo da prendere sotto gamba: le trasferte isolane non sono da sottovalutare mai sia per il calore dell’ambiente sia perché in casa il Cagliari si trasforma. Rolando Maran è consapevole sia di questa forza sia dell’importanza dell’obiettivo, quei quarti di finale che il Cagliari non raggiunge da tempo. I cambi in formazione, per questo, saranno pochi: spazio a Rafael al posto di Cragno in porta e per il resto formazione confermatissima. Al centro del campo ci saranno i soliti Barella e Bradaric: se per il primo, questa potrebbe essere l’ultima partita con i sardi (date le molte voci di mercato), il secondo si sta rivelando una nota positiva della formazione cagliaritana e potrebbe essere una sorpresa.

Gasperini, come Maran, sa bene che quello di Cagliari non è un campo facile e che i quarti di finale vanno centrati: per questo la formazione sarà pressoche quella titolare a differenza del portiere, con Gollini al posto di Berisha e della prima punta con Barrow al posto di Zapata. Il gabbiano in questa stagione, complice l’esplosione del colombiano, non ha trovato molto spazio, e a Cagliari con una grande prestazione manderebbe un forte segnale all’ambiente neroazzurro. Da vedere se riuscirà definitivamente a prendere il volo in terra sarda.

Atalanta’s forward Musa Barrow (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

 

LE STREGHE TORNANO A MILANO

 Niente paura bambini delle scuole calcio sugli spalti, le streghe che arrivano a San siro sono i giocatori del Benevento e salvo qualche incantesimo speciale i cavalieri dell’Inter riusciranno a sconfiggerle. Nel match domenicale di Coppa Italia a San Siro, infatti, sugli spalti saranno presenti solo bambini delle scuole calcio dopo i brutti fatti di Santo Stefano. Ospite dell’Inter, come detto prima, sarà il Benevento, sesto in classifica in serie B e desideroso di tentare l’impresa in quello stadio in cui già l’anno scorso aveva vinto con il Milan. A guidare l’attacco dei giallorossi saranno il Bomber Coda e Insigne jr, con quest’ultimo che potrebbe essere la vera sorpresa di questa partita con la sua velocità e la sua qualità nello stretto.

Nell’Inter invece saranno tanti i cambi di formazione: Padelli in porta, Ranocchia e Miranda al posto del muro Skriniar-De Vrij, Candreva e Lautaro a guidare l’attacco neroazzurro. Da segnalare il ritorno alla titolarità di Nainggolan dopo le recenti polemiche: da lui ci si aspetta una prestazione da leader sia in termini caratteriali che tecnici. Da Lautaro, invece, ci si aspettano gol e la partita di domenica, in questo senso, può essere l’occasione giusta per ritrovare il feeling con la porta come ai tempi del Racing.

Lautaro Martínez of FC Internazionale (Photo by Claudio Villa – Inter/Inter via Getty Images)

 

ANCELOTTI-TURNOVER, UN AMORE COSI’ GRANDE

Carlo Ancelotti, si sa, è innamorato del turnover. Sì perché l’allenatore di Reggiolo sa perfettamente come cambiare i propri uomini senza stravolgere l’identità di gioco della sua squadra e senza lasciare nulla al caso. Nella partita di Coppa Italia, infatti, saranno tanti i cambi tra gli azzurri: in difesa Maksimovic al posto di Albiol, Ounas, Rog e Diawara a centrocampo ma soprattutto il ritorno di Verdi in attacco. L’ex Bologna, assente dalla sfida con l’Udinese, ritrova una maglia da titolare desideroso di mostrare a tutti il motivo per cui il Napoli ha investito così tanto su di lui. Con la sua velocità e il suo tiro dalla distanza può essere lui l’arma in più domenica.

Il Sassuolo di De Zerbi arriva a Napoli desideroso di tentare l’impresa; l’allenatore bresciano si fida però della sua rosa, pertanto vi saranno alcuni cambi in formazione: Pegolo in porta al posto di Consigli, Magnanelli a centrocampo al posto di Duncan e Matri in attacco al posto di Boateng. Proprio il Mitra, assente da tanto sui campi, potrebbe essere, con la sua esperienza e la sua fisicità, la mina vagante di questa partita.

 

SI CHIAMA ICARDI, SEGNA, MA NON E’ MAURO

 Dopo la sconfitta subita in Coppa Italia, il Genoa come in un’allucinazione si è chiesta se l’Icardi che gli aveva appena segnato due gol fosse Mauro o veramente il centrocampista dell’Entella. No, nessun prestito per una partita del bomber neroazzuro, il man of the match nella partita che è costata l’esonero a Juric era proprio Simone Icardi, centrocampista centrale della Virtus Entella con il vizio del gol. La squadra di Boscaglia dopo l’impresa nel derby ligure tenterà il sacco di Roma, consapevole però che l’impresa che gli si cela davanti è mostruosa. Al fiuto del gol di Icardi (fa strano dirlo, lo sappiamo) e al neo arrivato Mancosu si affideranno i biancazzurri nel tentativo di portare avanti questa favola.

Di Francesco sa che queste sono alcune delle partite più difficili da affrontare in termini psicologici, perché la sua Roma da favorita ha tutto da perdere. Per questo i cambi in formazione saranno pochi e oculati: Mirante in porta, Santon sull’esterno e in attacco spazio a Schick e alla recente certezza Zaniolo. Il numero 22 giallorosso è un’ex della sfida: nel 2016-17, infatti, ha militato per una stagione in Liguria con 7 presenze in Serie B prima di passare all’Inter Primavera. Il suo talento e la sua leadership aspettano solo di stupire anche in Coppa Italia: la Roma si affida a lui per il passaggio del turno, gli estimatori di Zaniolo aspettano altre sue invenzioni.