Se riesci ad entrare e a crescere nella Masia, il settore giovanile del Barcellona, qualcosa di speciale ce lo devi avere per forza. Tutti quelli che lo hanno visto giocare con la camiseta blaugrana e con tutte le selezioni giovanili della nazionale spagnola non hanno dubbi: Marc Cucurella è veramente un ragazzo speciale.

La carta d’identità, alla voce ‘anno di nascita’ recita ‘1998’, ma quando lo si vede giocare non si direbbe: personalità, scelte giuste, maturità fuori dal normale.

Nell’ultimo mercato estivo, dopo aver giocato lo scorso anno con il Barça B, ha insistito per andare a giocare in prestito in Liga con continuità. È arrivata la chiamata dell’Eibar, Cucurella non ci ha pensato due volte: lasciare la propria comfort zone, andare a mettersi in gioco in una realtà provinciale come quella basca non era assolutamente una cosa scontata. Per il momento, scelta più che azzeccata.

Un’altra scelta corretta Marc l’ha fatta quando aveva 14 anni e giocava nelle giovanili dell’Espanyol, l’altra squadra di Barcellona. L’opportunità di andare a crescere nella Masia era troppo importante, capì che quella sarebbe stata la scelta corretta per il suo futuro sviluppo.

Eppure nel calcio, come anche nella vita, a volte non basta prendere semplicemente le scelte corrette: serve anche quella piccola dose di fortuna. La fortuna di Cucurella è stata quella di trovare sulla panchina dell’Eibar José Luis Mendilibar, un tecnico preparato che ha saputo riconoscere le qualità del calciatore, ritagliandogli addirittura un nuovo ruolo.

Cucurella ha sempre giocato come terzino sinistro, sia nelle giovanili del Barça che nelle nazionali. Mendilibar adotta un 4-4-2 molto reattivo ormai da qualche stagione ed ha inserito il giovane Marc prima come terzino sinistro, nel suo ruolo naturale, poi l’ha spostato qualche metro più in avanti facendolo giocare come esterno sinistro. I risultati sono andati al di fuori di ogni aspettativa.

Dopo i primi mesi passati in panchina, l’esordio da titolare a settembre contro il ‘suo’ Espanyol, qualche manciata di minuti nelle partite successive, Cucurella si è affermato come uno degli esterni più interessanti della Liga. A novembre ha debuttato dal 1’ nel suo nuovo ruolo contro il Real Valladolid e non ha più lasciato il campo: 7 partite da titolare, di cui 6 giocate praticamente per intero.

Il turning point della stagione di Cucurella è arrivato alla seconda di queste 7 partite: ad Ipurua arriva il nuovo Real di Solari, la partita sulla carta sembra proibitiva. Ma l’Eibar gioca una gara stratosferica, vince 3 a 0 con Cucurella migliore in campo dei suoi.

L’esterno spagnolo ara letteralmente la fascia sinistra, esegue sia una fase difensiva eccezionale che una fase offensiva straripante, bullizza Odriozola e anche in fase di transizione garantisce un apporto fondamentale. Qui sotto i numeri della sua gara.

CARATTERISTICHE TENICHE

Cucurella è un giocatore che spicca principalmente per la sua grande velocità, sia nel breve che nel lungo. Una vera e propria freccia cresciuta con i dogmi di un calcio tecnico, votato al possesso e alla fase offensiva. È mancino di piede ed è molto abile ad arrivare sul fondo e crossare.

In particolare riesce ad effettuare spesso il ‘pase de la muerte’, come lo chiamano in Spagna, cioè la combo arrivo sul fondo più passaggio arretrato. In questo assomiglia a Jordi Alba, lo specialista di questa giocata, anche se la sfortuna di Cucurella è quella di non avere un Messi come compagno di squadra che capitalizza questi passaggi. Il giovane Marc effettua anche 1.79 passaggi chiave ogni 90’.

Un’altra caratteristica che lo contraddistingue è la concentrazione con cui affronta gli uno contro uno, posizionandosi spesso in maniera corretta con il corpo e riuscendo a fermare il diretto avversario.

L’assist con cui Cucurella confeziona il gol vittoria dell’Eibar contro l’Alaves: la sterzata è geniale, la palla arretrata per Jordán è perfetta, proprio come l’esecuzione del centrocampista rossoblu.

Deve migliorare nei contrasti, anche perché non ha un fisico possente (175 cm x 67 kg). Nonostante l’altezza riesce comunque a vincere 1 duello aereo su 3 ogni 90’. Cucurella non è il prototipo di terzino/esterno moderno: non è un regista aggiunto, come possono essere per esempio Cancelo nella Juventus o Marcelo durante le scorse stagioni nel Real Madrid.

E’ un classico esterno di gamba, molto propenso alle sovrapposizioni per andare sul fondo, riesce a recuperare vari metri nelle fasi di transizione negativa grazie alla sua velocità e con Mendilibar ha imparato anche a pressare in avanti, la partita contro il Real Madrid è un esempio calzante:

Nel frame qui sopra vediamo la pressione che esercita Cucurella, costantemente in agguato su Odriozola: il terzino del Real stoppa la palla, Cucu gliela scippa vincendo un duello fisico e poi confeziona l’assist per Sergi Enrich

 

E’ un ragazzo che ha ampi margini di miglioramento, soprattutto quando è in possesso del pallone. Tende, alcune volte, a liberarsene il più velocemente possibile sbagliando per la fretta. Sicuramente non diventerà un esterno offensivo capace di rientrare, saltare due uomini e concludere con il tiro a giro sotto l’incrocio dei pali.

Il lavoro che sta facendo Mendilibar su di lui può garantire, per il futuro, un terzino molto offensivo, dotato di una corsa straordinaria, ma capace anche di gestire le situazioni più complicate in fase difensiva.

IL FUTURO DI CUCU

Sarà molto interessante seguire il suo sviluppo in questa seconda metà di stagione, e vedere cosa deciderà la dirigenza blaugrana a giugno quando Cucurella tornerà alla base. Jordi Alba è in scadenza contrattuale, impossibile che i dirigenti decidano subito di affidare la fascia sinistra a lui. Ma l’ex-Valencia, se dovesse rimanere, potrebbe fare da chioccia al giovane Cucurella, che si rivelerebbe pedina importante in ottica turnover e crescerebbe vicino ad alcuni dei giocatori più forti del pianeta.

Nel frattempo continuerà a coccolarselo José Luis Mendilibar con il suo Eibar, sperando che Marc continui a lavorare su questo binario senza fermarsi più.