Basta poco, nel ventunesimo secolo, per essere etichettati come “nuovo Messi”: un bel mancino, altezza rigorosamente sotto il metro e settanta ed interpretare in campo il ruolo di esterno offensivo, preferibilmente a destra. Il gioco è fatto. Peccato che, nella maggior parte dei casi, non si rispettino assolutamente le premesse iniziali.

Eppure, davanti a Diego Lainez Leyva, il “Messi de Coapa”, non si può rimanere indifferenti, come se fosse solamente l’ennesimo giovane ad essere etichettato così. Perché il talentino messicano, nato nel 2000, sembra veramente possedere i crismi del grande giocatore, di un potenziale crack.

Nelle ultime ore il Betis Siviglia ha ufficializzato il suo acquisto a titolo definitivo dal Club América: 15 milioni di euro ai messicani, più una percentuale su una futura rivendita. Lainez lascia il club che lo ha lanciato tra i grandi e sbarca a Siviglia, sponda betica.

L’esordio di Lainez tra i professionisti è arrivato il 2 marzo 2017 in Copa México contro il Santos Laguna. L’allenatore che lo ha fatto esordire è niente di meno che Ricardo La Volpe, uno dei migliori tecnici della storia messicana, inventore della celebre “salida lavolpiana”. Nonostante l’esordio precoce, il giovane Diego ha sofferto il salto tra i grandi: nei suoi primi 1161 minuti giocati non è riuscito nemmeno una volta ad andare a segno.

E allora il primo gol tra i professionisti non poteva assolutamente essere banale, come se volesse dire: “State tutti aspettando me, adesso vi faccio vedere quello di cui sono capace”.

Finte e controfinte ubriacanti contro il diretto avversario, poi quel mancino a giro che canta.

Dopo essersi sbloccato Lainez ha pensato bene di ripetersi, sempre nella stessa partita, con un altro golazo:

Lainez riceve, controlla, alza la testa e scarica in porta.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Dai due gol ci rendiamo conto che il piede sinistro di questo ragazzo è veramente vellutato. Una capacità un cui eccelle è il dribbling, riesce a superare il diretto avversario sia grazie alle sue doti tecniche che grazie alla sua velocità nel breve.

Ovviamente il ruolo in cui si trova più a suo agio è quello di esterno destro, che gli consente di partire da una posizione defilata per rientrare e andare a calciare con il piede forte. Nonostante questo, alcune volte, è stato schierato anche come esterno sinistro e come trequartista. Lainez è un giocatore che può ricoprire più ruoli sul fronte offensivo e questo è un altro punto a suo favore.

In Europa, per affermarsi, serve molto di più: innanzitutto deve crescere fisicamente, perché ancora è molto gracile e contro i difensori europei difficilmente riuscirebbe a vincere un contrasto. Ha una personalità spiccata, sicuramente fuori dal comune, ma deve imparare anche ad essere un po’ più riflessivo e meno istintivo. A volte, per cercare magari un dribbling in più o la bella giocata, tralascia opzioni di passaggio facile per i propri compagni.

Deve anche imparare ad usare con più frequenza il piede destro, altrimenti rischia di diventare prevedibile. Un altro aspetto su cui dovrà lavorare molto – e in questo un maestro come Quique Setién lo aiuterà di certo – è il rapporto che ha con il gol: Lainez in 50 presenze con il Club América ha segnato solo 5 reti. Uno con le sue qualità, in un campionato di seconda fascia come quello messicano, avrebbe dovuto segnare molto di più.

L’ORGOGLIO DI ESSERE MESSICANO

Diego Lainez è sicuramente la futura stella del calcio messicano e per questo, a settembre, è arrivato anche l’esordio con il Tri: lo ha lanciato il Tuca Ferretti contro l’Uruguay, facendolo diventare il quinto esordiente più giovane nella storia del Messico.

Nell’amichevole successiva – sempre se di amichevole si può parlare – contro gli Stati Uniti è arrivata anche la prima partita da titolare e Lainez ha fatto subito parlare di sé.

Con questa giocata ha dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, che questo ragazzo possiede delle grandi qualità:

Nel secondo tempo, invece, arriva l’episodio che il giorno dopo fa il giro del mondo. Lo statunitense Miazga discute con Lainez, i due vanno faccia a faccia anche se la differenza d’altezza è notevole: il difensore è 193 cm, mentre l’attaccante messicano è alto 167 cm.

Lainez guarda dritto negli occhi Miazga mentre lo sta prendendo in giro. Nessuna reazione, solo superiorità.

Miazga rispolvera il cliché dei messicani bassi, solo qualche scintilla che termina lì perché Lainez è un ragazzo intelligente dal sangue freddo e non reagisce. Successivamente il messicano dirà: “Non ci sono rimasto male. I calciatori hanno altezze diverse, e anche abilità diverse”

I mondiali che si disputeranno nel 2026 sono stati assegnati al Nord America: Canada, Stati Uniti e Messico. Alla cerimonia di assegnazione il Messico, come giocatore di rappresentanza, ha deciso di portare proprio il giovane Lainez.

FUTURO: IL BETIS E SETIÉN

L’acquisto di Lainez da parte del Betis ha generato un grosso hype, perché tutti si aspettavano che andasse a giocare in Olanda all’Ajax. Non è andata così: Lainez ha deciso di accettare la sfida più complessa, conscio del fatto che al Betis troverà un progetto ed una filosofia di gioco adatto alle sue caratteristiche. Setién è un vero e proprio maestro, che prima di tutto guarda alla qualità dei suoi giocatori. Con compagni di squadra come Lo Celso, Júnior Firpo e Guardado il giovane Lainez parlerà la stessa lingua sia fuori che dentro al campo.

Sarà molto interessante seguire la seconda parte di stagione del Betis e vedere come Setién deciderà di inserire nei meccanismi della squadra Lainez. Una cosa è certa: di Diego Lainez Leyva ne sentiremo parlare.